Costarica, una spiagga deserte dopo le misure adottatte in ragione del Covid-19
Costarica, una spiaggia deserta dopo le misure adottate in ragione del Covid-19

LA TESTIMONIANZA DI UN PONTINO DAL COSTARICA: “STARE A CASA PER PAURA DI ESSERE ARRESTATI È LA COSA PEGGIORE”

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Mi chiamo Matteo sono un professionista del mondo dell’editoria e in particolare della divulgazione scientifica ambientale, lavoro principalmente negli Stati Uniti. Lo scorso gennaio, sono stato assunto da un’associazione non profit che gestisce strutture di ospitalità e di conservazione di zone naturali. Uno dei loro progetti è basato in Costa Rica, nella zona di Nosara, Guanacaste

Il Costa Rica è un patrimonio della biodiversità globale, e dopo decenni di mala-gestione, e con l’aiuto di visionari della conservazione delle zone naturali come gli scandinavi Nils Olof Wessberg e Karen Morgenson gli anni odierni vedono circa il 26% del territorio nazionale protetto da parchi nazionali e regionali.

GRWOTH IN COSTARICAEssendo Nosara una parte relativamente remota del paese, l’emergenza CoVid è arrivata con relativo ritardo, ma non per questo meno potentemente. Ad oggi ci sono 231 casi confermati nel paese e la curva cresce indisturbata nonostante le misure restrittive del paese.

Il paese ha dichiarato lo stato d’emergenza il 16 di marzo, e ha chiuso le frontiere 3 giorni dopo. Grazie a politiche sociali all’avanguardia, lo stato della sanità costaricana è paragonabile a molti paesi del Nord del mondo, ma c’e’ preoccupazione per una popolazione anche qui, di media, è molto avanti con gli anni.

È stata lodevole la mossa del governo di chiudere le frontiere. Effettivamente da quando non c’è più l’influsso di gente, il paesino di Nosara e le spiagge circostanti Pelada, Guiones, e Garza ospiteranno al massimo 1000 persone. Molto intelligente anche la richiesta da parte del Costa Rica al WHO (ndr: Organizzazione mondiale della sanità) di creare un database di know-how e patenti in maniera tale che tutti possano usufruirne gratis. 

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Un locale vuoto dopo le misure anti-virus

C’è anche l’altro lato della medaglia. Un’alta percentuale della popolazione è di bassa istruzione e vede da sempre europei e americani come una minaccia. Insomma, ci sono dinamiche post-coloniali (anche se non strettamente vero in Costa Rica) che in tempi di difficoltà cominciano a venire alla superficie (lo stesso Nils Wessberg fu assassinato da allevatori locali che si opponevano al suo lavoro di protezione ambientale). Ad oggi la polizia sembra molto più interessata a sbattere in prigione non-costaricani che si concedono un bagno nelle spiagge completamente vuote che chiudere baretti e festini di 8-10 persone che si formano quando i lavoratori dei cantieri finiscono di lavorare.

COSTARICA3Io al momento non ho maniera di lasciare il paese, non ci sono voli dai principali aeroporti, e soprattutto viaggiare per tornare in Italia sarebbe rischiosissimo a livello di contagio. 

La vita in quarantena è la stessa che vive ognuno di noi. Purtroppo per me qui ci sono pochi supermercati e a parte frutti tropicali, i prodotti sono di scarsissima qualità, quindi mi mangio fagioli e riso, ma non certo le leccornie che vedo cucinate in Italia! 

Le connessioni internet sono anche molto lente, quindi sono riuscito finalmente a leggere molti libri che avevo portato con me.

Rimanere in casa senza neppur poter uscire a camminare o andare in spiaggia per paura di essere arrestati è la cosa peggiore.

Purtroppo penso che visto che anche le misure più restrittive non stanno funzionando in Italia, dovremmo trovare maniera di accettare questo rischio come oramai una nuova forma di vivere.

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