Il cantiere in Piazza del Duomo

LA STATUA DI SAN LIDANO E QUEI DELICATI RAPPORTI TRA COMUNE DI SEZZE E DIOCESI

in Focus/Politica

Al sindaco Sergio Di Raimo il progetto di riqualificazione di Piazza del Duomo piace e Don Massimiliano Di Pastina, pur di veder realizzati i lavori, è disposto a donare la statua di San Lidano al Comune di Sezze. Questo è quanto emerge dall’incontro che si è tenuto il 30 maggio a Palazzo De Magistris tra il primo cittadino e alcuni esponenti del Comitato “gli Muro della Tèra” (così è chiamato il Belvedere dai sezzesi), nato in opposizione all’installazione del monumento. Certo l’ufficio tecnico dell’Ente dovrà fare proprio il progetto e la Giunta dovrà adottare una nuova delibera di indirizzo a cui seguirà l’assegnazione dei lavori pubblici, ma l’Amministrazione sembra decisa ad andare avanti.

RITORNO AL VIA DEL PROCEDIMENTO

Che la procedura amministrativa avviata nell’aprile 2018 presentasse alcune incongruenze era ormai parso chiaro a molti. Un bene destinato a rimanere di un privato nel quadro di un progetto di valorizzazione della piazza di iniziativa privata sarebbe stato installato su patrimonio pubblico. Di fatto l’Ente si sarebbe limitato a prendere atto e ad autorizzare l’opera commissionata da terzi.

AUTOTUTELA E RIPRISTINO DEI LUOGHI

L’avvio dei lavori aveva indotto la consigliera di Sezze Bene Comune Rita Palombi a porre l’attenzione sulla vicenda dapprima attraverso un’interrogazione durante il “question time” dello scorso 14 maggio, successivamente, a seguito di accesso alla documentazione, mediante una richiesta di revoca di tutti gli atti in autotutela e ripristino dei luoghi. L’ufficio tecnico per meglio verificare la legittimità dei provvedimenti decideva allora di ordinare la sospensione dei lavori (21 maggio). Ora però in caso di donazione del proprietario della statua bronzea il Comune è determinato ad azzerare l’iter e a farlo ripartire dal punto di partenza.

Basilica e Concattedrale della Diocesi di Santa Maria

VELOCE COME IL VENTO

In Italia quando una procedura amministrativa complessa prende la velocità del vento e aggira ogni ostacolo è verosimile che esista un’intesa pregressa tra le parti. Il che non significa violare necessariamente le regole, da un implicito patto tra privato e Pubblica Amministrazione può scaturire anche un procedimento perfettamente conforme alle norme, ma sempre di un accordo si tratta. Questo è quanto potrebbe esser avvenuto relativamente al rifacimento, o stravolgimento, di Piazza Santa Maria attorno alla futura collocazione della scultura di San Lidano.

DON MASSIMILIANO E LA DIOCESI

Le parti nello specifico sono rappresentate dal Comune e da un privato che ha la forza e l’autorevolezza dell’istituzione per la quale opera: la Curia. Don Massimiliano, quale amministratore parrocchiale presso S. Donato Vescovo e Martire, parroco dal 2001 della Parrocchia S. Giuseppe di Borgo Grappa, vice-archivista dell’archivio diocesano “Urbano II”, membro della commissione per l’Arte sacra e beni culturali, membro eletto del Consiglio presbiterale e direttore dell’Ufficio delle Confraternite è un pilastro della Diocesi di Latina, Terracina, Sezze e Priverno.

L’ARCHIVIO CAPITOLARE DI SEZZE

Come se non bastasse nel maggior centro dei Lepini il prelato ricopre anche l’incarico di Direttore dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Santa Maria e del Museo d’Arte Sacra. Nell’archivio risiedono i registri parrocchiali in cui sono riportati anno per anno gli avvenimenti fondamentali della vita religiosa dei fedeli (stato delle anime, battesimi, matrimoni, funerali ecc.). Sostanzialmente le più importanti e sistematiche fonti di demografia storica di cui si dispone dal Concilio di Trento (1563) alla formazione dello Stato italiano.

I lavori di installazione della statua di San Lidano interrotti

SAN CARLO DA SEZZE E IL CARDINALE CORRADINI

Nato il 20 gennaio 1967 a Sezze da una fervente famiglia cattolica, figlio di Angelo, segretario della Coldiretti di zona negli anni ’60 e fratello dell’attuale consigliere di maggioranza Ernesto Carlo, prende gli ordini a 27 anni e a 31 anni pubblica il suo primo testo: La forza dell’umiltà. Dagli scritti di San Carlo da Sezze. A questo ne seguiranno molti altri aventi sempre come comun denominatore il paese di origine e le sue tradizioni cristiane. Piissime migravit: l’esperienza carismatica e le disposizioni testamentarie del card. Pietro Marcellino Corradini (1658-1743), La livrea di san Francesco: fr. Bonifacio da Sezze, Sezze: la collegiata dei S. S. Sebastiano e Rocco e la confraternita dell’orazione e morte di Gesù sono solo alcuni degli studi pubblicati da quello che è da tutti riconosciuto come un raffinato intellettuale e attento studioso di testi di interesse storico-religioso.

GLI ANNI DELLO STUDIO MATTO E DISPERATISSIMO

Sono anni di fermento culturale per i credenti quelli in cui il giovane sacerdote si occupa degli studi di teologia di Carlo Marchionne e del “beato” Cardinale Corradini. Quest’ultimo, vittima del veto dell’Imperatore d’Austria Carlo VI, sfiorò di “un soffio” l’elezione a Pontefice nel 1730. Nel 1997 muore Madre Teresa di Calcutta e il suo viso è da tempo un’icona. Il 15 agosto del 2000 in occasione della Giornata mondiale della gioventù  più di 2 di milioni di “Papaboys” da tutto il mondo si sarebbero recati in Piazza San Giovanni in Laterano a seguire la messa officiata da Giovanni Paolo II . I cattolici sembrano trovare un nuovo slancio nelle grandi personalità della Chiesa contemporanea.

Don Massimiliano Di Pastina (fonte il setino.it)

SAN LIDANO DA ANTENA A SEZZE (1026- 1118)

Bizzarro che una persona di fede nata a Sezze non sia rimasta affascinata da subito dalle vicissitudini di Lidano nella Palude pontina. La passione di Don Massimiliano per il Santo di Civita d’Antino si sviluppa invece in età matura. Nel luglio 2018, in occasione dei 900 anni dalla morte del santo benedettino, la casa editrice “Shalom” edita l’ultima opera del prelato: San Lidano di Sezze. Il santo dell’armonia del creato.

LA COMMITTENZA DELLA STATUA E DEL PROGETTO

In occasione del ventesimo anniversario dall’ordinazione sacerdotale Di Pastina ha deciso inoltre di farsi un regalo: la costruzione a proprie spese di una statua del Santo Patrono. Il 12 aprile del 2018 invia al Comune una lettera di richiesta di autorizzazione per l’installazione del monumento dedicato al Santo di origini abruzzesi nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione della piazza comunale. La tesi secondo la quale il Belvedere non c’entri granché con il Santo della palude è tutta da discutere. La salma di San Lidano fu sepolta a seguito delle distruzioni volute dall’Imperatore Federico II in territorio papale (prima metà del XIII sec.) proprio nella Concattedrale che sulla piazza si affaccia.

UN ALTRO SEZZESE DIETRO AL PROGETTO

Il progetto, elaborato da un altro setino di nascita esperto di architettura sacra, Ferruccio Pantalfini, prevede la collocazione del monumento a pochi metri dal Belvedere e in prossimità dell’edificio della Canonica. Il basamento di pianta quadrata, alto 1 metro e 30 centimetri, sarà immerso in uno stagno circolare su cui galleggeranno delle rane, saldate alla superficie. Proprio quelle rane che infastidivano i monaci durante la preghiera e Lidano riuscì miracolosamente ad azzittire. Attorno alla statua in bronzo, alta 1 metro e 80 centimetri, sono in fase di costruzione tre sedute (panchine) ad arco, due tra ringhiera e monumento e l’altra sul lato opposto. Perché poi il Santo della Palude pontina debba volgere le spalle alla pianura rimane un mistero. Forse perché il suo corpo fu traslato dal Monastero di Santa Cecilia verso Santa Maria dopo le distruzioni dell’Imperatore Federico II (prima metà XIII sec.)?

Progetto architettonico di riqualificazione di Piazza del Duomo e di installazione della statua di San Lidano

IL DILEMMA DEL SECONDO LOTTO

Se i lavori relativi al primo lotto (il basamento, la statua e le sedute) sono ben dettagliati e saranno a totale carico di Massimiliano Di Pastina, destano molte perplessità quelli relativi al secondo lotto (la riqualificazione della piazza nel suo complesso). Nel progetto è scritto “…sarà necessario un impegno congiunto del donatore (quindi era prevista inizialmente una donazione?) e dell’Amministrazione comunale nella ricerca di risorse economiche (statali, regionali, etc.) e private (donazioni, sottoscrizioni, finanziamenti a scopi pubblicitari, etc) indispensabile per l’esecuzione dell’intero progetto di riqualificazione. Insomma non si capisce né in cosa consista questa riqualificazione né sembra che le due parti abbiano le idee chiare su dove reperire i fondi.

QUEI PARERI COSÌ REPENTINI

Tre giorni dopo l’acquisizione della richiesta da parte del sacerdote l’architetto Maria Palombi esprime parere favorevole all’esecuzione dei lavori perché conformi ai valori paesaggistici (19 aprile). Il 26 aprile il parere della soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio di Frosinone, Latina e Rieti è già espresso: favorevole! Lo stesso giorno il settore urbanistica comunale autorizza con la determinazione n.159 sia l’installazione della statua che il rifacimento della Piazza.

INVERSIONE AD “U” DELLA GIUNTA

Fin qui tutto sembra procedere in maniera lineare, tanto che quando la Giunta Di Raimo si riunisce il primo giugno approva con delibera 92 la proposta di donazione della statua acquisendola come patrimonio dell’Ente. Tutto cambia però in una settimana! L’8 giugno si riunisce nuovamente la Giunta e con delibera n.95 autorizza sì Don Massimiliano a posizionare la statua a proprie spese, lo stesso progettista non verrà retribuito dall’Ente, ma il Comune prende atto che il prelato setino rimarrà unico proprietario della scultura.

L’immagine più antica raffigurante San Lidano contenuta in un codice del secolo XIV conservato presso l’Archivio capitolare di Sezze. Sono visibili gli abiti da benedettino e un libro sulla mano sinistra.

ESPOSIZIONE IN LUOGO PUBBLICO E NON DONAZIONE

La delibera 92 viene revocata dalla 95 e quello che sembrava un atto di generosità da parte di Don Massimiliano si trasforma in un’esposizione pubblica di un bene personale. Cosa è successo in quei giorni? Forse il parroco da quasi vent’anni a Borgo Grappa non si fida dell’Amministrazione del paese che gli ha dato i natali? O forse l’ecclesiastico teme che una futura amministrazione possa fare scempio di quell’opera?

“LA BESTIA CHE SALE DAL MARE”

Ironizzare sui timori della Chiesa non è mai prudente. Chi ha avuto a che fare con i chierici sa bene che la loro prospettiva temporale è sempre più estesa rispetto a quella dell’uomo della strada. Dalle invasioni barbariche passando per gli scontri medievali tra Impero e Papato e “lo schiaffo di Anagni” fino al sacco dei Lanzichenecchi alle soglie della modernità. Dalla Rivoluzione francese e le campagne napoleoniche, attraverso le secolarizzazioni risorgimentali e la “Breccia” di Porta Pia, per giungere alla Rivoluzione d’Ottobre e alla Guerra civile di Spagna. Le paure affondano le radici negli avvenimenti storici.

Veduta della Pianura pontina da Piazza del Duomo a Sezze

QUEL PROCEDIMENTO QUASI RISERVATO

Il testo della delibera dell’8 giugno non passa mai in Consiglio comunale né tantomeno diviene oggetto di un confronto pubblico. Così come quando l’11 settembre Di Pastina presenta al Comune la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), con la quale si dichiara l’inizio dell’intervento a partire dal primo ottobre sotto la direzione di Pantalfini, a saperlo sono in pochi. Il cantiere aprirà solo agli inizi di maggio di quest’anno con l’obiettivo di inaugurare il monumento per la festa dei Santi patronali (30 giugno). Tuttavia l’insufficiente pubblicità data all’opera resterà comunque uno dei tarli di tutta la vicenda. L’eccessiva riservatezza ed esclusività procedurale viene rimproverata al sindaco Di Raimo da parte non solo del neonato Comitato del Muro de la Tèra, ma anche da persone di indubbia fede cattolica e di decennale impegno civico quali Vittorio Del Duca.

Vittorio Del Duca, storico esponente della Coldiretti setina ed ex consigliere comunale della DC.

UNA SPIACEVOLE SORPRESA

Consigliere comunale della DC dal 1975 al 1985, storico rappresentante della Coldiretti setina, assistente della Confraternita dei “Sacconi” e amico di Don Massimiliano, Del Duca si dice dispiaciuto per l’accaduto. Parla di “fulmine a ciel sereno”, dato che non era stato minimamente informato del progetto, e non nasconde un certo imbarazzo. Il direttore dell’ufficio delle confraternite gli ha dato preziosi suggerimenti al tempo della redazione del testo La Confraternita del Sacro Cuore di Gesù di Sezze detta dei Sacconi, ma dopo “lo scoppio del caso” si è trincerato dietro al silenzio .

DEL DUCA LANCIA LA PROPOSTA PER DIRIMERE OGNI DISPUTA

L’imprenditore agricolo ritiene che in primo luogo sussista un problema di natura giuridica. Essendo la piazza patrimonio della comunità, un bene personale in un punto strategico del Belvedere, qualora non si procedesse a donazione, rappresenterebbe un’ anomalia. In secondo luogo la scultura rischierebbe di ostacolare la splendida visuale ai residenti e ai turisti. Per Del Duca, come per tanti altri setini, quello spazio deve rimanere vuoto perché è già riempito da un affaccio sul tutto: la Pianura Pontina, le isole e il mare. Del Duca offre ad ogni modo una via d’uscita all’Amministrazione e all’esponente della Diocesi: installare la statua non sul terrazza, ma in prossimità della lesena destra della basilica. Il modello di riferimento sarebbe il David di Michelangelo in Piazza della Signoria a Firenze che rappresenta un abbellimento dell’edificio e non un impoverimento.

La confraternita del Sacro Cuore di Gesù (i “Sacconi”) durante la Processione (la “Passione di Cristo”).

RISCHI PER LA STABILITÀ DELLA TERRAZZA?

Vi sarebbero inoltre problemi di staticità tutti da approfondire confidati sia da Del Duca che denunciati dal Comitato. La piazza sorge su uno strato di terra sovrastante delle grotte risalenti all’età romana delimitate dalle mura ciclopiche/poligonali. Gli spazi vuoti sottostanti il terrapieno potrebbero non reggere il peso del piedistallo, della statua e delle sedute in cemento. Le tonnellate potrebbero complessivamente superare la decina. A lavori oggi in corso, o meglio interrotti, c’è chi infine segnala che la ringhiera del Belvedere sarebbe già flessa al centro. Due capitelli centrali sarebbero inclinati verso la pianura. Esiste un rischio di smottamento del terreno? Ad oggi non è noto se esista un documento del genio civile che attesti l’idoneità statica dell’opera rispetto alle caratteristiche del suolo. 

L’OPPOSIZIONE CONTRO LA VOLONTÀ DI ANDARE AVANTI

All’indomani dell’annunciata volontà del Sindaco di riavviare i lavori non appena sanati alcuni aspetti burocratici, i due gruppi di minoranza Sezze Bene Comune e Biancoleone hanno protocollato una richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio comunale per discutere la questione. Dissidi e diatribe, oltre a riguardare l’ambito giuridico, urbanistico e i differenti gusti artistici ed estetici delle persone, possono investire la sfera dei simboli. Nel cuore di Sezze si dipanano da sempre fili spirituali e materiali, elementi religiosi e laici, e forse doveva essere proprio San Lidano a racchiudere al meglio questa storia.

I consiglieri di opposizione negli scranni dell’Aula Alessandro Di Trapano: in alto da sinistra Paride Martella, Serafino Di Palma, Giovan Battista Moraldo (Biancoleone); in basso da sinistra Eleonora Contento e Rita Palombi (SBC).

 

 

 

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