LA SPERLONGA DEL TENGO FAMIGLIA CON CUSANI E “CICCILLO”: CONCORSI TRUCCATI, PRETI E AMICI DI

Inchiesta sul Comune di Sperlonga, eseguita l’ordinanza disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli

Sono arrivate a compimento le decisioni a carico degli indagati coinvolti nell’inchiesta che ha messo di nuovo al centro il Comune di Sperlonga. Tra le accuse, assunzioni pilotate, permessi edilizi irregolari, falsi, induzione a dare o promettere utilità e rivelazione di segreto d’ufficio. I fatti al centro dell’attenzione si concentrano tra gli anni 2021 e 2022 quando il Comune fu anche oggetto di perquisizione.

Lo scorso 4 dicembre, sono stati svolti gli interrogatori preventivi dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, per gli indagati nell’inchiesta su Sperlonga che contesta alcuni episodi di corruzione e malcostume all’interno del Comune. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere tranne Giuseppe Di Lelio, il vigile urbano.

La decisione del Gip Mattioli, recante la data del 13 febbraio, è andata a fondo anche sulle eccezioni presentate dalla difesa in merito ai decreti autorizzativi delle intercettazioni e alla mancata consegna delle registrazioni. Tutto è stato respinto, in quanto il Gip ha ritenuto che il diritto di difesa è stato preservato.

Respinte le misure cautelari per la responsabile Capo Area “Territorio e Ambiente” del Comune di Sperlonga, Vittoria Maggiarra, assistita dagli avvocati Matteo e Vincenzo Macari e Gaetano Netani e per l’ex segretaria generale del Comune di Sperlonga, Massimina De Filippis, difesa dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo. Arresti domiciliari sia per Giuseppe Mario Di Lelio detto “Ciccillo” (classe 1952), ex sotto-ufficiale dei Carabinieri, definito “uomo di fiducia” di Armando Cusani), che per Giuseppe Grimaldi (classe 1959), colonnello dei Carabinieri in congedo e Presidente della commissione del concorso truccato. Interdizione dal posto di lavoro per 12 mesi per il Luogotenente dei Carabinieri della Tenenza di Fondi, Gianluigi Simonelli (classe 1967) e per l’Agente della Polizia Locale di Sperlonga. Giuseppe Di Lelio (classe 1969).

Le indagini dei sostituti procuratori Valentina Giammaria e Giuseppe Bontempo, condotte dal maggio 2021 al gennaio 2022 e delegate al Nucleo Operativo dei Carabinieri di Terracina e ai militari della Stazione di Sperlonga, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in merito alle seguenti vicende: il tentativo di induzione indebita a dare o promettere utilità poste in essere dal Sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, unitamente al Segretario Comunale, in pensione dal marzo dello scorso anno, Massimina De Filippis, che, al fine di favorire un loro conoscente, avrebbero compiuto atti finalizzati ad indurre il responsabile pro-tempore dell’Ufficio Urbanistica di Sperlonga all’emissione di un provvedimento autorizzativo per la prosecuzione di alcuni lavori edili su un’area già sottoposta a sequestro da parte della Guardia di Finanza.

La condotta corruttiva posta in essere dal Sindaco di Sperlonga, dal Segretario Comunale e da un fedele collaboratore del primo cittadino, ex Sottufficiale dell’Arma, Giuseppe Mario Di Lelio nei confronti del Colonnello dei Carabinieri in congedo, nominato Presidente della Commissione esaminatrice, Giuseppe Grimaldi, per l’assegnazione di un posto di istruttore amministrativo al Comune di Sperlonga a persona vicina al Sindaco, Vittoria Maggiarra.

Le condotte corruttive poste in essere da un Agente della Polizia locale del Comune di Sperlonga, Giuseppe Di Lelio, che si metteva a disposizione di un fedele collaboratore del Sindaco, anche compiendo atti contrari ai doveri d’ufficio e ottenendo in cambio la promessa che si sarebbero adoperati a fare arruolare il figlio nelle Forze Armate.

Le attività di rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento poste in essere dal Luogotenente dei Carabinieri in servizio, Gianluigi Simonelli, il quale avrebbe confidato al fedele collaboratore del Sindaco Giuseppe Di Lelio l’esistenza di specifiche indagini – anche di natura tecnica intercettiva – sul Comune di Sperlonga.

Secondo l’ordinanza, “gli indagati hanno mostrato di dedicarsi alla illecita attività, condotta in modo continuativo nonostante i precedenti da cui sono gravati alcuni di loro per fatti analoghi, noti agli altri indagati, le cariche pubbliche rivestite, l’appartenenza attuale o passata a forze dell’ordine, nonostante i controlli operati nel corso delle indagini e i sospetti da loro nutriti sull’esistenza dell’indagine, anzi ponendo in essere ulteriori accortezze per eludere le indagini”.

Di particolare rilevanza il passaggio su Armando Cusani e Giuseppe Di Lelio detto “Ciccillo”: “Dopo aver ricevuto l’avviso della richiesta di proroga indagini, si adoperano per vendicarsi dei Carabinieri che stanno svolgendo le indagini. Nel mese di febbraio 2022 sono state registrate diverse conversazioni nelle quali gli indagati si accordano per recuperare informazioni compromettenti sul conto del Luogotenente Salvatore Capasso e dell’appuntato scelto Ciro De Stasio (che avevano già svolto nei loro confronti anche nell’indagine denominata “Tiberio”; Cusani invita Di Lelio a contattare un Generale dell’Arma dei Carabinieri (in passato nei servizi segreti insieme a Di Lelio) per farlo intervenire su Capasso attivandosi anche contattando altri ufficiali che prestano servizio presso uffici ministeriali per far trasferire il Luogotenente Capasso”.

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C’è di più. “Di Lelio e Cusani istruiscono testimoni citati nel processo Tiberio”. Un processo che come noto arriverà a sentenza il prossimo 17 marzo e per cui il pubblico ministero ha chiesto la condanna a carico di Cusani per 6 anni di reclusione con l’accusa di corruzione, in riferimento all’Hotel Grotta di Tiberio del suocero.

Secondo il Gip Mattioli, Cusani e Di Lelio orientano i testimoni “sulle dichiarazioni da rendere davanti all’autorità giudiziaria, provvedendo Di Lelio ad accompagnare personalmente i testimoni in Tribunale”. Personalità spregiudicate e incuranti delle regole. Le condotte contestate a loro “è risultata talmente sistematica da assurgere a vera e propria regola di vita, nonché i collegamenti con soggetti che rivestono incarichi in altre amministrazioni pubbliche, fanno ritenere altamente probabile che l’attività degli indagati sia tuttora in atto”.

Peraltro Giuseppe Grimaldi, presidente della commissione del concorso apparecchiato, “ha continuato a presiedere commissioni esaminatrici di concorsi pubblici indetti nelle province di Roma, Latina e Frosinone fino al mese di settembre 2023”, oltreché ad essere componente di diversi organismi indipendenti di valutazione nelle medesime province.

Anche Giuseppe Mario Di Lelio continua a mantenere contatti con l’amministrazione comunale, con le stesse modalità accertate nel corso delle indagini: “Incontri riservati con il geometra di fiducia del Comune di Sperlonga, nello stesso locale dove sono stati monitorati gli incontri fatti sia da Di Lelio che da Cusani per evitare intercettazioni all’interno del Comune”.

Per tale motivo sia per Giuseppe Mario Di Lelio (classe 1952), ex Carabiniere e definito “uomo di fiducia di Armando Cusani), che per Giuseppe Grimaldi, colonnello dei Carabinieri in congedo, vengono applicate le misure di arresti domiciliari.

Per Giuseppe Di Leio (classe 1969), appartenente alla Polizia Locale di Sperlonga, il Gip ha ritenuto valida la proposta di interdizione dal suo lavoro per la durata di un anno. Analoga conclusione per il Carabiniere in servizio come Luogotenente alla Tenenza di Fondi, Gianluigi Simonelli, difeso dall’avvocato Giulia Cardinale, “che si è adoperato, abusando della sua funzione, per favorire gli indagati avvisandoli delle intercettazioni in corso”.

Per quanto riguarda Armando Cusani, il Gip non applica misure: “Nonostante l’elevatissimo pericolo di reiterazione dei reati della stessa specie e di inquinamento probatorio, non può non considerarsi che la misura richiesta, ossia l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, non consente in alcun modo di fronteggiare le predette esigenze cautelari, potendo l’indagato tranquillamente, nonostante la predetta misura, a porre in essere condotte illecite nella gestione dell’amministrazione pubblica”. Cusani, a parere del Gip Mattioli, è stato indifferente “a qualsiasi monito dell’autorità giudiziaria nonostante le diverse esperienze giudiziarie che lo hanno riguardato e che, non solo ha continuato a porre in essere condotte illecite, nonostante la pregressa condanna, il precedente arresto per fatti analoghi e il processo ancora in corso ma, mostrandosi scaltro, ha adottato ulteriori cautele per eludere le indagini, istruendo i testimoni del processo Tiberio”. Parole quelle del Gip Mattioli che, nel sotto testo, suggeriscono che avrebbe dovuto essere richiesta dalla Procura una misura più restrittiva per Cusani. L’obbligo di firma appare debole rispetto alla figura che emerge nell’indagine.

L’INDAGINE – Ad essere indagati nell’indagine coordinata dai pubblici ministeri di Latina Valentina Giammaria e Giuseppe Bontempo sono amministratori, funzionari e appartenenti alle forze dell’ordine, tra cui un vigile urbano e un carabiniere in servizio a Fondi. Tra le accuse, assunzioni pilotate, permessi edilizi irregolari, falsi, induzione a dare o promettere utilità e rivelazione di segreto d’ufficio. I fatti al centro dell’attenzione si concentrano tra gli anni 2021 e 2022 quando il Comune fu anche oggetto di perquisizione. L’indagine nasce dalla circostanza per cui, nonostante le inchieste del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Latina denominate Tiberio e Tiberio 2, a Sperlonga “proseguiva un collaudato sistema illecito all’interno dell’amministrazione comunale di Sperlonga che appariva finalizzato a un tornaconto elettorale”.

Figura centrale è “Ciccillo”, ossia il 73enne ex Carabiniere, Giuseppe Mario Di Lelio, vero factotum di Armando Cusani il quale organizza per il sindaco incontri e fa il cosiddetto “lavoro sporco”. La “cosa pubblica” a Sperlonga – sottolinea il Gip – è caratterizzata da “favoritismi, irregolarità e accordi corruttivi”. È “Ciccillo” che si occupa di far periodicamente bonificare da eventuali “cimici” investigative le autovetture in uso a Cusani, oltreché i locali del Comune e gli immobili della famiglia del Sindaco. Accortezze dovute al precedente arresto di Armando Cusani in ragione dell’operazione da cui è scaturito il processo per corruzione denominato “Tiberio”.

Ad essere indagata l’ex segretaria generale del Comune, Massimina De Filippis che, per una delle accuse contestate dalla Procura di Latina, è indagata insieme a Simonetta D’Arcangelo e Federica Vaccaro, per falso. Secondo l’accusa, De Filippis avrebbe formato un atto amministrativo avente ad oggetto la cessione a titolo gratuito al Comune di Sperlonga di alcuni immobili, attestando in maniera falsa che il 27 maggio 2021 avrebbe dato lettura alle parti dell’atto di cessione a titolo gratuito di beni immobili. Il falso si sarebbe concretizzato in quanto De Filippis avrebbe certificato che le parti erano presenti e avrebbero sottoscritto davanti a lei l’atto, presso la sede dello stabilimento balneare “Salette Beach”. In realtà, D’Arcangelo e Vaccaro, le due parti, avrebbero sottoscritto tale atto solo nei giorni successivi.

L’ex segretaria del Comune di Sperlonga è accusata anche di rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio. L’indagata avrebbe violato notizie in riferimento alle attività di sosta camper a un soggetto non titolare del diritto di accesso agli atti.

Accusati di corruzione anche un vigile urbano, Giuseppe Di Lelio, e un suo amico, nonché fedelissimo del Sindaco Cusani, Giuseppe Mario Di Lelio detto Ciccillo. A gennaio 2022, il 56enne, agente della Polizia Locale di Sperlonga, si sarebbe messo a disposizione del più anziano omonimo (73 anni) per il rilascio di alcuni permessi di parcheggio, impegnandosi anche a non trasmettere alla motorizzazione una multa presa sulla Flacca che prevedeva la decurtazione di punti della patente. In cambio, il 73enne avrebbe promesso al vigile urbano di adoperarsi per raccomandare il figlio per un posto alle Forze Armate al concorso per “Allievi Carabinieri”, interessando anche il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani. Il figlio del vigile urbano, dopo aver superato le pre-selezioni, necessita di un aiuto. È il padre, Giuseppe Di Lelio, a dirlo a “Ciccillo”: “Volevo parlare un attimo con Armando…i primi di dicembre ha le altre prove per la Finanza”. L’uomo di fiducia di Cusani lo tranquillizza: “Ha detto che chiama a qualcun di buono”.

Il 7 marzo 2021, i Carabinieri intercettano una conversazione tra “Ciccillo e un Colonnello della Guardia di Finanza a cui il primo chiede una mano al figlio del vigile urbano, ricevendo rassicurazioni dal finanziere medesimo.

Inoltre, il vigile urbano avrebbe detto al suo omonimo che i Carabinieri avevano acquisito presso il Comando della Polizia Locale di Sperlonga alcune pratiche inerenti tre nominativi specifici. Di Lelio viene definito da “Ciccillo”, al telefono con Cusani, come il “vigile nostro”, chiamato in causa per fare favori ad amici come nel caso di un uomo a cui era stara rimossa l’auto perché parcheggiata al mercato rionale. Trovandosi la multa, l’uomo contatta “Ciccillo il quale lo rassicura: “La multa dammela a me”, dicendogli di venire direttamente al Comando dei Vigili Urbani. L’unico confine che “Ciccillo” non poteva travalicare era se l’auto era rimossa e portata via al deposito. Con i suoi interlocutori è chiaro: “Non è una questione nostra qua del Comune”.

Insomma, “Ciccillo” è l’uomo che fa togliere le multe. Diversi sono i casi citati. A un tizio dice: “Mi raccomando, non te lo dovessi far uscire dalla bocca con nessuno”. A dar manforte a “Ciccilo” è il suo omonimo Giuseppe Di Lelio, il vigile urbano “nostro”. In un caso, per evitare la decurtazione dei punti della patente, Di Lelio promette che non avrebbe trasmesso la comunicazione alla Motorizzazione.

In un caso, è lo stesso “Ciccillo” ad essere sfrecciato con il semaforo rosso. Di Leio è pronto: “I punti è una situazione che poi se ne parla, però per la contravvenzione non posso…abbiamo troppi occhi…scusami Giuseppe”. Quando il vigile urbano inizia ad avere paura per i controlli effettuati dai Carabinieri lo fa presente a “Ciccillo”: “L’atmosfera di pressione che ci sta così appesa”. Impaurito dei controlli, Di Lelio cambia anche l’infrazione di Ciccillo, mutandola in qualcosa di più lieve: 2 punti anziché 6 punti.

Accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità, il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, il quale, insieme all’ex segretaria Massimina De Filippis e a un’altra donna indagata, avrebbero pressato l’allora responsabile dell’ufficio urbanistico, Pietro D’Orazio (l’uomo che ha di fatto posto fine all’abusivismo dell’hotel Grotta di Tiberio), per fargli emettere un provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi per un abuso posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza. In sostanza, De Filippis, arrivando a telefonare addirittura otto volte, in una giornata d’ottobre di quattro anni, a D’Orazio gli avrebbe chiesto di “fare questo miracolo”. Il “miracolo” sarebbe consistito nel dare atto che l’area sequestrata dove si era consumato un sbancamento non autorizzato presso l’abitazione di un privato, amico della donna indagata, non era soggetta ad alcuna autorizzazione edilizia, quando invece era prevista. Il magheggio avrebbe consentito al privato di chiedere il dissequestro all’autorità giudiziaria.

De Filippis non avrebbe solo tempestato di telefonate D’Orazio, ma l’avrebbe anche invitato a un incontro con Cusani e l’amica del privato nel corso del quale le insistenze sarebbero andate avanti, trovando la ferma opposizione dell’allora responsabile dell’area urbanistica del Comune di Sperlonga. D’Orazio, in uno sfogo con un tecnico del Comune, è eloquente: “Adesso la dottoressa (nda: De Filippis) mi sta martellando di telefonate, e mi martella…perché quelli là vogliono iniziare di nuovo i lavori e sistemare tutto, però la dottoressa deve capire che sono loro che hanno fatto l’abuso, non l’abbiamo fatto noi”. Ma perché tanta insistenza da De Filippis e Cusani? L’interessato alla pratica era un sacerdote: “La deve smettere di pressarci – dice D’Orazio al tecnico, in riferimento all’allora segretaria del Comune – Per risolvere un problema al cittadino, il cittadino l’ha fatto lui l’abuso… A me non me ne frega proprio…Il cittadino è un prete e ho capito è un prete e che ci devo fare”.

Tuttavia, Cusani è accusato anche di corruzione insieme al presidente della commissione del concorso pubblico, Giuseppe Grimaldi, al medesimo vigile urbano Giuseppe Di Lelio, alla De Filippis e all’attuale capo Area “Territorio e Ambiente” del Comune di Sperlonga, Vittoria Maggiarra, avvocato ed ex consigliera comunale a Itri.

Il presidente di commissione del concorso avrebbe acconsentito alla promessa di Cusani, per il tramite del vigile urbano, di incontrare il noto manager pubblico Franco Bernabé (estraneo all’indagine), banchiere e dirigente in colossi italiani come Eni e Telecom, solito villeggiare a uno degli stabilimenti balneari gestito dal consigliere di maggioranza Daniele Faiola. L’incontro sarebbe stato finalizzato a trovare una sistemazione alla figlia del presidente di Commissione, nonché di ricevere nomine per incarichi di derivazione politica. Il presidente di commissione avrebbe accettato anche la promessa di De Filippis, all’epoca segretaria comunale a Sperlonga, Campodimele e Lenola, di pubblicare altri due concorsi per l’assunzione di personale negli enti pubblici.

In cambio, Grimaldi avrebbe fatto in modo di assegnare il posto di istruttore amministrativo a Sperlonga a favore di Maggiarra, come richiesto dal vigile urbano, da De Filippis e Cusani. La prossima vincitrice, tramite De Filippis, avrebbe ottenuto le tracce della prova scritta in anticipo dal presidente di commissione. Stesso meccanismo sarebbe stato attuato anche per la prova orale. Inoltre, lo stesso presidente di commissione si sarebbe adoperato per far rinunciare la donna che era arrivata al primo posto nella graduatoria del concorso.

Come sottolinea il Gip, Grimaldi “era solito utilizzare il medesimo modus operandi nei diversi concorsi in cui era stato nominato come Presidente di Commissione, per garantire la copertura del posto al candidato prescelto e, attraverso il cosiddetto “sistema a scacchiera”, agevolando l’idoneità di alcuni candidati, per poi manipolare le loro assunzioni in altri Comuni che attingono a quella graduatoria”. Per il concorso definito truccato dagli inquirenti, fu fatta vincere la figlia di un dipendente di Roma Capitale, solo per farle guadagnare la possibilità di accedere ad altra graduatoria e avvicinarsi a casa. A scalare subentra Maggiarra che era arrivata seconda.
In uno dei passaggi utili a truccare il concorso, Cusani, dopo aver incontrato Maggiarra, chiama Grimaldi al quale riferiva che “poteva accadere il miracolo”, riferendosi al fatto che Bernabè forse sarebbe arrivato a Sperlonga di sabato. Tutto viene architettato nei minimi dettagli, anche la scelta della società cui affidare il servizio dei test per la prova pre-selettiva: la C&S, ditta con la quale Grimaldi aveva rapporti diretti. Grimaldi sarebbe stato nominato come presidente della commissione del concorso truccato per volontà di Cusani, così da favorire Maggiarra, ex consigliera comunale a Itri, anche vicino al PD, e considerata sua possibile alleata per l’obiettivo del sindaco di Sperlonga di concorrere alle elezioni regionali.

Alla fine a Maggiarra sarebbero stati consegnati gli argomenti della prova scritta in un appuntamento tra lei e la segretaria del Comune, De Filippis. L’11 ottobre 2021, Maggiarra chiama Massimina De Filippis per dirle di darle il resto del materiale per il concorso. Le due si incontrano a Gaeta, in località XXV Ponti. Alla fine, quando tutto è andato per il meglio, Maggiarra dice a De Filippis: “Sono contenta che Cusani mi abbia voluto”. E la segretaria comunale: “Ti ho fatta entrare con la categoria apicale. Cusani ha rispettato il mio volere. Il sindaco si merita una riconoscenza”. E Maggiarra: “Da parte mia ci sarà”.

“È di tutta evidenza – scrive il Gip – il mercimonio della funzione pubblica da parte di Grimaldi nell’espletamento del concorso in esame, comunicando a Maggiarra le domande della prova scritta e di quella orale, al fine di farla assumere al Comune di Sperlonga in cambio della promessa da parte di Cusani, per il tramite di Di Lelio, sia di ottenere un lavoro per la figlia attraverso le sue conoscenze, sia di favorirlo per futuri incarichi”. Maggiarra scampa alla misura interdittiva perché per il Gip non sono provati e non risultano i contatti con Grimaldi. Inoltre, pur avendo ricevuto le prove del concorso, non fa sì che Maggiarra abbia dato il suo “contributo materiale o morale nello specifico episodio contestato”.

Ad essere indagato per rivelazione di segreto d’ufficio anche un luogotenente dei Carabinieri in servizio alla Tenenza di Fondi, Gianluigi Simonelli. Il militare dell’Arma avrebbe rivelato al vigile urbano, a dicembre 2021, che era in corso un’indagine nel Comune di Sperlonga, dicendogli che erano state attivate le attività di intercettazione telefonica a Terracina nella sala d’ascolto della Compagnia dei Carabinieri: “Stanno a fa’ l’indagine sul Comune, però so che hanno i telefoni sotto, tengono questa sala”, spiega il militare al vigile urbano. Ad essere contestato anche il favoreggiamento, perché il Carabiniere avrebbe aiutato il vigile urbano, rivelandogli le intercettazioni a suo carico, a eludere le indagini.

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