Le opposizioni attaccano: “Concorso di bellezza per adolescenti e ingresso a pagamento, così si sviliscono gli spazi pubblici”
“Abbiamo appreso dagli organi di stampa che presso il Museo Cambellotti di Latina si è svolta la sfilata “Miss Teen Italia Lazio”, un concorso di bellezza a pagamento che ha coinvolto ragazze adolescenti. Una vicenda che solleva numerose e gravi criticità, su tutte la gestione culturale degli spazi pubblici della nostra città. Tanto l’assenza della delega alla cultura in giunta, trattenuta direttamente dalla Sindaca, quanto pochissime e confuse idee in merito, continuano a produrre gravi mancanze nella gestione della cultura in città. Questo episodio rappresenta purtroppo l’ennesima dimostrazione di una gestione lasciata allo sbando, priva di visione e di indirizzo.
Il Museo Cambellotti è uno dei pochissimi presidi culturali di Latina, già oggi scarsamente valorizzato e utilizzato. Vederlo trasformato in una location privata da affittare per eventi a pagamento, che nulla hanno a che fare con la cultura, è inaccettabile. Un pubblico pagante, con ingresso a 20 euro, per un’iniziativa lontana da qualsiasi finalità culturale: è evidente che la linea di questa amministrazione sia quella di un vero e proprio “affitta camere” degli spazi pubblici, senza alcuna progettualità. Una storia che si ripete e che tradisce la retorica della destra di latina. Ancora più grave è la natura dell’evento: un concorso di bellezza per teenager.
Riteniamo preoccupante e inopportuno che il Comune abbia autorizzato un’iniziativa del genere all’interno di uno spazio pubblico destinato alla cultura. Riteniamo inoltre profondamente inopportuno che, in un luogo pubblico, venga dato spazio a manifestazioni che finiscono per esporre e valutare ragazze prevalentemente sulla base del loro aspetto estetico. Si tratta di un messaggio culturale sbagliato e arretrato, che contrasta con i principi di emancipazione femminile e pari opportunità. Le istituzioni hanno il dovere di promuovere modelli positivi per le giovani generazioni, fondati su emancipazione, talento, studio e consapevolezza, non su criteri superficiali e meramente estetici. Non è questo il modello che vogliamo offrire alle ragazze della nostra città.
L’evento si è inoltre svolto di domenica, giorno in cui il museo dovrebbe essere aperto e accessibile gratuitamente a tutte le cittadine e i cittadini. Una scelta che ha sottratto alla comunità un luogo pubblico, piegandolo a logiche privatistiche e di profitto.
Vi sono poi evidenti zone d’ombra sul rispetto del regolamento comunale per la concessione in uso temporaneo delle strutture. L’articolo 3 prevede che le sale comunali non possano essere concesse nei giorni festivi e la domenica, salvo iniziative patrocinate dal Comune; che debbano essere utilizzate per finalità di pubblico interesse e che non possano essere destinate ad attività a fini di lucro. In questo caso, ci troviamo di fronte a un evento a pagamento, con ingresso fissato a 20 euro, svolto di domenica e con evidenti finalità commerciali. Elementi che fanno ritenere il regolamento non rispettato.
Per questi motivi annunciamo la convocazione di una Commissione Trasparenza, al fine di fare piena luce su quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità.
Riteniamo gravissimo che un luogo simbolo della cultura cittadina venga utilizzato come una qualsiasi sala da affittare per format commerciali. Latina, città che si era candidata a Capitale della Cultura e che si prepara ad avviare le celebrazioni per il suo Centenario, merita ben altro. Ad oggi, la Giunta Celentano può candidarsi solo a capitale della mediocrità.
Quello a cui assistiamo è un fallimento politico e culturale su tutta la linea. La Sindaca, che detiene la delega alla cultura, resta in silenzio: dovrebbe invece assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa alla città. Qual è la sua idea di Latina? Non è dato saperlo. Oggi appare evidente l’assenza di una regia e di una direzione chiara.
La nostra visione è completamente diversa. Vogliamo per Latina politiche culturali di alto livello, capaci di accompagnare la città verso il centenario valorizzandone storia, identità e radici. Vogliamo restituire centralità e dignità ai luoghi della cultura, che oggi vivono una stagione di grande crisi e restituirli alla fruizione collettiva, immaginandone una gestione diversa e integrata. Oggi sappiamo che non è così. Abbiamo importanti spazi chiusi da anni, come la Pinacoteca, la sala conferenze del Palazzo della Cultura e il Teatro Cafaro, o parzialmente aperti come nel caso della Biblioteca Comunale. E come non pensare anche a importanti luoghi come l’ex Banca d’Italia e il Garage Ruspi ceduti all’Università con concessione trentennale. Pensiamo che questa non sia la strada giusta da seguire. Latina, al contrario, merita politiche culturali all’altezza di un capoluogo di provincia. Non possiamo più aspettare”.
Così, in una nota, i consiglieri comunali d’opposizione Valeria Campagna (PD), Maria Grazia Ciolfi (M5S), Leonardo Majocchi (PD) e Nazzareno Ranaldi (Per Latina 2032).
