LA MEGA VILLA DELLA DROGA NELLA TRAVERSA DI VIA DEL LIDO A LATINA: ECCO I NOMI DEGLI ARRESTATI

La scorsa mattina, 5 agosto, a Latina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Anzio, della 7^ Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Roma e del Comando Provinciale di Latina, hanno condotto una vasta operazione antidroga, scoprendo una vera e propria raffineria di cocaina.

L’attività, supportata anche dal personale specializzato del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” e del Nucleo Cinofili di Santa Maria Galeria, è scaturita da una mirata attività info-investigativa seguita da accurati accertamenti sul territorio.

I Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato 5 soggetti – due cittadini italiani, un cittadino olandese, un cittadino colombiano e un cittadino albanese – gravemente indiziati, a vario titolo, di detenzione e produzione di sostanze stupefacenti in concorso. Si tratta di Domenico Talia, nato a Locri, classe 1975; Salvatore Rencricca, nato a Tivoli, classe 1978; Ardit Hoxcha, nato in Albania, classe 1983; Juan Carlos Damaso Halfhide, nato in Olando, classe 1989; Elkin Harry Casanova Rodriguez, nato in Colombia, classe 1984. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Gianni Luparo, Roberto D’Arcangelo, Cesare Placanica, Sara Carella e Roberta Boccadamo.

All’interno della mega villa in uso ai fermati, con tanto di giardino ben curato e piscina, in una traversa di via Antonio Pennacchi (ex via del Lido), a Latina, i Carabinieri hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro: 18 involucri contenenti complessivamente circa 18,2 chili di cocaina, la somma in contanti di 8.810 euro, una macchina conta-soldi, due orologi di lusso, vari gioielli e preziosi, 6 smartphone, un computer portatile, fogli manoscritti riportanti la contabilità dell’attività illecita, una pistola ad aria compressa, uno sfollagente telescopico e un taser.

I successivi e approfonditi controlli nelle pertinenze esterne dell’immobile hanno permesso di scoprire, abilmente occultata tra la fitta vegetazione, una vera e propria raffineria di cocaina. Al suo interno i Carabinieri hanno individuato un laboratorio per il taglio e il confezionamento della droga, allestito con bilance, setacci, forni a microonde, macchine per il sottovuoto e presse utilizzate per la creazione dei singoli pacchi di sostanza.

Nel laboratorio sono stati inoltre rinvenuti e messi in sicurezza: due secchi in plastica contenenti rispettivamente 4,8 chili e 4 chili di cocaina in fase di raffinazione, un ingente quantitativo di sostanze da taglio, 27 sacchi di pellet da 15 chili ciascuno, verosimilmente intrisi di stupefacente e oggetto di lavorazione, diversi recipienti contenenti solventi e setacci utilizzati per l’estrazione chimica della sostanza dal pellet, oltre ai residui delle lavorazioni già effettuate.

Mentre il denaro, i beni e la droga già confezionata sono stati immediatamente sequestrati, l’intera area della raffineria è stata isolata e sottoposta a minuziosi rilievi tecnici da parte di personale specializzato dei Carabinieri del R.I.S. di Roma, per determinare l’esatta modalità di estrazione del narcotico e quantificare la sostanza ancora in fase di lavorazione.

Gli arrestati sono stati associati nel carcere di Latina, a disposizione della locale Procura della Repubblica, in attesa dell’interrogatorio di convalida che si celebrerà domani mattina dinanzi al giudice per le indagini preliminari Paolo Romano. A coordinare le indagini dei Carabinieri il pubblico ministero di Latina, Marta Leone.

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