LA CASA DI RIPOSO A TERRACINA TRA VIOLENZE E MINACCE: TRE ARRESTI, SEQUESTRATA LA STRUTTURA

Stralci di conversazioni maltrattamenti
Operazione Ade: stralci di conversazioni in riferimento ai maltrattamenti subiti dagli anziani. Nonostante il nome della casa di riposo, "Serena", il clima sembra l'esatto opposto secondo le indagini e le intercettazioni riportate in essa

Operazione “Ade”: blitz della Guardia di Finanza di Latina presso la casa di riposto Villa Serena (km 104 sulla Pontina), nel Comune di Terracina. Arrestato il titolare: Raffaele Monacelli

I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Latina, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo, con delega alle indagini del Coordinatore del Gruppo reati di violenza in genere – Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza e Sostituto Procuratore Marco Giancristofaro -, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Latina, dott. Giuseppe Cairo, nei confronti di tre soggetti ritenuti a vario titolo responsabili dei reati di maltrattamenti, minacce e somministrazione abusiva di farmaci ai danni di anziani ospiti della casa di riposo a Terracina.

L’operazione di polizia, denominata “Ade”, trae origine da un’attività ispettiva fiscale e in materia di lavoro sommerso condotta dai finanzieri della Compagnia di Terracina, nei confronti di una casa di riposo (costituita solo apparentemente nella forma giuridica di Onlus), che ha permesso non solo di accertare l’impiego di cinque lavoratori in nero, tra cui due clandestini, ma anche di portare alla luce “allarmanti episodi di maltrattamento, fisico e psicologico, ai danni degli anziani ospiti della struttura residenziale”, scrive il Comando provinciale.

Il blitz dei finanzieri a Villa Serena, Terracina
Il blitz dei finanzieri a Villa Serena, Terracina

L’attività investigativa delle Fiamme gialle pontine ha consentito di acquisire “prove evidenti sulla responsabilità di tre persone – tra cui il reale gestore della struttura socio-assistenziale Raffaele Monacelli (63 anni) e due dipendente, entrambe di nazionalità rumena: la 49enne operatrice sanitaria Narcisa Ursache e la 52enne amministrativa Camelia Luminita Safta -, ritenute a vario titolo responsabili, tra gli altri, dei reati di violenza privata e maltrattamenti, aggravati dalla circostanza dell’aver commesso il fatto in danno di persone ricoverate presso strutture sociosanitarie, documentando inequivocabilmente l’utilizzo di metodi di vessazione fisica e psicologica, nei confronti degli anziani, costretti a vivere in uno stato di costante soggezione e paura, oltre che di disagio psico-fisico“.

Un vero e proprio regime di vita vessatorio, mortificante e insostenibile, fatto di continue ingiurie e minacce, nonché di violenze fisiche e verbali, con offese ed insulti (ndr: alcuni di questi riportati nell’immagine di copertina). In taluni casi, al fine di tacitare i degenti della struttura residenziale – per i quali le famiglie d’origine pagavano in media una retta mensile variabile dai 1.000 ai 1.500 eurovenivano somministrati farmaci agli anziani in modo superficiale e talvolta anche con l’uso della forza“.

In altre circostanze, al fine di far cessare le lamentele degli anziani ospiti, i medesimi venivano minacciati di subire punture di farmaci non meglio precisati, oppure di essere esposti alle intemperie esterne. In diversi casi, inoltre, non venivano prese in considerazione neanche le richieste di soddisfacimento di bisogni primari ed essenziali, quali l’alimentazione, la necessità di essere lavati o andare in bagno, oppure di parlare al telefono con i propri familiari“. 

A tutto ciò – continua la nota della Finanza – si aggiunga che venivano assolutamente ignorate tutte le prescrizioni imposte dall’attuale emergenza sanitaria per la prevenzione del contagio da Covid-19, in quanto nessun dipendente della struttura indossava D.P.I. nell’approcciarsi agli anziani e fragili ospiti, in spregio alle cautele ed agli obblighi imposti dall’attuale quadro pandemico nazionale“.

Alla luce del grave quadro indiziario il Gip del Tribunale di Latina Cario, oltre a emettere le richiamate misure cautelari personali, ha disposto il sequestro dell’intera struttura che ospitava 20 anziani, con ricollocamento degli attuali ospiti presso altre strutture idonee, di concerto con il Dipartimento di prevenzione dell’Asl di Latina.

Per il titolare della struttura Monacelli e una delle due dipendenti, Ursache, è scattata la misura più dura del carcere. Domiciliari per l’altra dipendente Safta.

Da brivido alcune intercettazioni captate dalla Guardia di Finanza. “E basta mo! Mo basta – diceva l’operatrice a una degente di 92 anni – hai rotto! Che c…o c’hai? Che hai? Sei vecchia, c’hai 92 anni! Che cosa vuoi? Mo basta, non posso passare di qua che devo sentire le tue lagne. Vattene! Vattene!“.

Voglio andare a casa! – gridava straziata l’anziana – Mamma…mamma….mamma…vergognatevi…vergogna…mamma“.

E ancora, sempre l’operatrice a un degente ottuagenario: “Che cosa? Sei caduto? E le corna non le sbatti? La notte è fatta per dormire. Le corna non le sbatti? Siediti e sta qui! No, tu stai seduto…che se si alza pure questo ti prendo a calci in culo“.

E, poi, sempre rivolta all’anziana che urlava all’operatrice di vergognarsi: “Sparisci! Sparisci! In camera tua! In camera tua! Al letto tuo! Vai! Vai! Non rompere i coglioni. Smettila di urlare stronza. Sei proprio una stronza. Se non la smetti ti porto fuori con la carrozzina sotto la pioggia e ti lascio urlare là quanto vuoi. Tu sei una stronza e vaffanculo“.

Articolo precedente

ARSIAL FESTEGGIA I 25 ANNI

Articolo successivo

CAMIONISTA UBRIACO SULLA PONTINA: FERMATO E MULTATO. MEZZO AFFIDATO A TERZI

Ultime da Cronaca