ITRI: CANCELLI DAL VICOLO PUBBLICO RIMOSSI E IL DEGRADO RITORNA. AGRESTI: “FOTO-TRAPPOLE E CONTROLLI. NO ALL’ILLEGALITÀ”

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Uno dei due cancelli che si trovavano alla estermità del vicolo pubblico di Itri
Uno dei due cancelli che si trovavano alla estremità del vicolo pubblico di Itri

Tolti i cancelli privati che chiudevano il vicolo pubblico di Itri, ma i cittadini denunciano il riproporsi di degrado e sporcizia. Agresti: “Servono video-sorveglianza, illuminazione e controllo delle forze di polizia municipali”

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Il problema legato all’installazione dei due cancelli in prossimità della Gioielleria “Petrillo”, in via San Gennaro ad Itri, è da tempo che occupa i pensieri dei cittadini di quell’area, preda di escrementi di animali, spinelli gettati e malcostume generalizzato.

Succede che a dicembre scorso, dopo diverse denunce, i due consiglieri di opposizione Vittoria Maggiarra e Osvaldo Agresti diffidano l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Fargiorgio: non si può ostruire con due cancelli – dicono i consiglieri di minoranza – una via pubblica anche perché non è proceduto “alla preventiva obbligatoria richiesta di parere alla competente Soprintendenza per i Beni Culturali e del Paesaggio, in quanto l’area in interesse è vincolata sotto il profilo Storico, Artistico e Culturale“; senza contare che l’occlusione della via che fa da collegamento tra via San Gennaro e il Corso Vittorio Emanuele è stata autorizzata dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale previo visto “SI AUTORIZZA” del Sindaco Antonio Fargiorgio.

Un’autorizzazione che, purtroppo – sostenevano Agresti e Maggiarra – viola tutti i crismi della legalità e della legittimità perché rilasciata senza che l’ufficio tecnico di competenza abbia esperito la necessaria istruttoria amministrativa, tanto più in considerazione del fatto che l’area in questione, sita nel pieno centro del paese, è sottoposta a vincolo di interesse storico-artistico-culturale“.

Il 5 giugno scorso, l’amministrazione itrana rimuove i cancelli – in realtà, secondo Agresti, li avrebbero solo sfilati, lasciando intatti i pali e la base delle inferriate – ma, dopo nemmeno due settimane, i cittadini riprendono a lamentarsi per il risorgere di pattume e lordume in varie forme: dall’urina dei cani ai rifiuti buttati senza alcun tipo di rispetto per i cittadini che vi abitano e Itri tutta.

Che fare? Qualcuno, come il consigliere d’opposizione Agresti, ha la soluzione, che in realtà ha proposto da tempo: servono foto-trappole per stanare i professionisti dell’incuria, eppoi illuminazione e vigili urbani in modo da garantire la sicurezza. Tuttavia, ciò che più preme al consigliere pentastellato è che non avvenga mai più che sia sigillata una via pubblica, con tanto di chiavi in mano a un privato: “Questo è illegale“, puntualizza Agresti (vedi video sotto), stigmatizzando il comportamento di Fargiorgio che derogherebbe alle regole concedendo ai privati la possibilità di chiudere la via in cui risiedono. Giusta causa prevenire il degrado (“il vicolo è in condizioni spaventose“), sostiene Agresti, ma la legalità, il rispetto delle procedure e le possibilità tecnologiche e amministrative ci sono, dunque, usiamole.

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