Sede del Comune di Itri
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ITRI. ACCESSO AGLI ATTI NEGATI, NO DA SEGRETARIO COMUNALE E VIGILI URBANI: AGRESTI, MAGGIARRA E CECE CHIAMANO I CARABINIERI

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Atti secretati e accesso negato: lo denunciano i consiglieri comunali di opposizione di Itri che, con una nota, spiegano quanto successo oggi nel Comune guidato dal sindaco Antonio Fargiorgio. Secondo i consiglieri, il Segretario Comunale si sarebbe rifiutato di assolvere al proprio ruolo, impedendo loro, di fatto, l’accesso ad alcuni atti riguardanti diversi affidamenti e procedure di gara espletati dall’Ente itrano

Il Sindaco Antonio Fargiorgio e il consigliere comunale 5stelle Osvaldo Agresti

In soldoni, i consiglieri chiedevano di poter dare un’occhiata ad alcuni provvedimenti amministrativi: una prassi usuale e necessaria per ogni consigliere comunale che voglia esercitare il proprio ruolo. Sul piatto: pubblica illuminazione, video-sorveglianza, concessioni agli allevatori e riqualificazione di un’area cittadina.
Eppure, a quanto riportano i tre politici itrani – Osvaldo Agresti, Vittoria Maggiarra e Giuseppe Cece – ciò che dovrebbe essere amministrativamente naturale si è trasformato in un’attesa estenuante conclusa con un pugno di mosche in mano. Alla fine, i consiglieri comunali, trovatisi di fronte a un muro di gomma, innalzato anche da due Vigili Urbani, hanno chiamato i Carabinieri della Stazione di Itri per denunciare quanto avvenuto.

Fatti inconcepibili! Democrazia e trasparenza violata continuamente! – attaccano nella loro nota Agresti, Maggiarra e Cece – Dopo questo manca solo il ritorno alla dittatura fascista! Mai si era raggiunto un livello così basso e sprezzante dei diritti basilari dei cittadini nella storia della comunità itrana“.

I FATTI
Da diverso tempo – scrivono i tre consiglieri di minoranza – la nostra opposizione ha trovato una sinergia di intenti e scopi al fine di esercitare al meglio la funzione di controllo politico amministrativo di cui sono espressione. Numerose sono state le richieste di accesso agli atti amministrativi inoltrate via pec agli Uffici Comunali; ultime quelle relative alla procedura di gara per l’affidamento dei lavori di riqualificazione dell’area in Via Nazario Sauro, all’affidamento dei lavori di realizzazione di un nuovo impianto di pubblica illuminazione in via Civita Farnese, alle concessioni rilasciate agli allevatori locali per l’esercizio del pascolo su demanio civico e alla procedura finalizzata all’installazione sul territorio comunale di un impianto di Videosorveglianza. Stante la mancanza di riscontro immediato, abbiamo concordato di adire personalmente gli Uffici Comunali”.

Due giorni fa, martedì 26 maggio, le prime avvisaglie che qualcosa sarebbe andato storto. “La Consigliera Vittoria Maggiarra, benché il giorno precedente avesse preventivamente avvisato gli Uffici comunali del suo accesso diretto, ha dovuto subire, sulla propria pelle, tutta una serie di niet e di vaghe e fuorvianti scuse da parte del personale dipendente, impreparato alle richieste dell’organo politico di controllo”. Pertanto, “non avendo avuto informazioni esaustive e puntuali e non avendo avuto tutti gli atti richiesti”, i tre Consiglieri di opposizione si sono recati personalmente in Comune.

Vittoria-Maggiarra
La consigliera comunale Vittoria Maggiarra

Il quadro che si è presentato – raccontano nella nota – è stato pari ad un vero e proprio “muro di gomma amministrativo”, concretatosi con il rifiuto del responsabile dell’ufficio Contenzioso e Affari legali, dott.ssa Vincenzina Marra di consentire la visione immediata del fascicolo istruttorio richiesto e con successivo rifiuto del Segretario comunale, dott.ssa Caterina Nicoletti, di accedere alla visione e alla disamina del fascicolo amministrativo relativo al progetto di videosorveglianza istruito dal Comando di Polizia Locale. Uno scrollo di responsabilità, quello della Segretaria comunale, degno del peggior Pilato, che lascia forti dubbi sulla motivazione del lauto stipendio (circa 80.000 euro annui), pagato dai cittadini, proprio per le responsabilità che, solo ad Itri, teoricamente, le competono”.

Giuseppe Cece
U consigliere comunale Giuseppe Cece

Ma non è finita qui: non solo le due dirigenti. Secondo i consiglieri, anche gli Agenti della Polizia Locale hanno continuato nel suddetto muro amministrativo.
I due Agenti della Polizia Locale in servizio presso la casa comunale – riporta la nota dei consiglieri – dichiarano di non avere disposizioni né autorità per concedere loro la visione degli atti richiesti, aggiungendo che il Comandante Pasquale Pugliese, assente da lavoro, detiene il fascicolo, contenente gli atti di interesse, “sotto chiave” (parole testuali pronunciate da uno dei due agenti di P. L., udite da tutti e tre i Consiglieri e da testimoni)”.
Comprendiamo che il periodo covid 19 abbia arricchito le serate di molti con una vasta cultura cinematografica – continuano con una punta sarcastica –, ma mai ci si sarebbe aspettato questa immedesimazione nel ruolo di James Bond per proteggere un fascicolo non sottoposto ad alcun segreto istruttorio né a misure o provvedimenti di restrizione giuridica; un fascicolo contenente, dunque, documenti pubblici, protetto da due vigili armati e sprezzanti del periglio che, sicuramente, un accesso agli atti poteva causare”.

Il Comandante della Polizia Locale Pasquale Pugliese
Il Comandante della Polizia Locale Pasquale Pugliese

Talché, dopo il diniego, i due Agenti della Locale sono andati via, lasciando di stucco i tre consiglieri comunali che hanno atteso fuori il Comando dei Vigili speranzosi che qualcuno potesse offrire loro gli atti richiesti. Niente da fare, passata un’ora abbondante, Agresti, Maggiarra e Cece decidono di chiamare i Carabinieri al fine di metterli a conoscenza dell’accaduto: lamentano, in sostanza, un no alla visione di atti pubblici che non riescono proprio a giustificare e comprendere.
Cosa nasconde il fascicolo amministrativo sul progetto della videosorveglianza tanto da restare segreto e da richiedere una collocazione protetta con chiusura a chiave? – si domandano i tre consiglieri di minoranza – Quale paura ha l’Amministrazione Fargiorgio di far vedere le carte? Cosa nasconde di così delicato tanto da esporre il proprio Segretario Comunale a non assumersi le responsabilità che gli sono proprie, ossia la garanzia della trasparenza e dell’anticorruzione?

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La grave omissione – prosegue la nota di Agresti, Maggiarra e Cece – costringe ad una azione di tutela e di salvaguardia di diritti civici e politici fondamentali dinanzi agli Organi ed alle Autorità competenti”.
Ecco perché annunciano che “i fatti incresciosi accaduti all’interno della Casa Comunale, non resteranno sopiti”, tutt’altro. Tutti e tre sono determinati a procedere “nelle sedi opportune, non arretreranno di un passo la serrata attività di controllo avviata. Del resto, non può certo meravigliare un atteggiamento così autoritario, sistemico e sprezzante dei diritti che sono propri di un Organo politico-istituzionale di controllo da parte di un Apparato amministrativo che opera su direttive di impronta e di avallo fascista, come il “caso Di Mattia” ha messo chiaramente in evidenza“.

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