Vinicio Amici durante la trasmissione "Report" su Rai Tre che mostra i dispositivi di protezione a disposizione degli operatori 118

INTERNALIZZAZIONE DEL SERVIZIO 118: CONFAIL SI RIVOLGE AL CONSULENTE DI ZINGARETTI

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Solo qualche giorno fa il delegato provinciale del sindacato CONF.A.I.L. Sanità Vinicio Amici appariva in un servizio televisivo su Rai Tre davanti ai microfoni della trasmissione “Report” mostrando una tuta bianca in uso da parte degli operatori del servizio di trasporto di emergenza sanitaria. Un dispositivo protettivo individuale definito “da imbianchino” e “non a norma” dalla stessa intervistatrice.

Ieri Amici in rappresentanza degli iscritti a Confail ha diramato un nuovo comunicato che ha come obiettivo l’internalizzazione dei servizi e delle risorse umane del 118 da parte della Azienda Regionale Emergenza Sanitaria (ARES). Il sindacato si rivolge questa volta al consulente Danilo Bono ingaggiato da Zingaretti per risolvere una volta per tutte l’internalizzazione del servizio nell’interesse primario di rendere più efficiente il servizio e dare stabilità ai lavoratori che da anni operano in scenari critici.

Il documento del Segretario Provinciale Confail di seguito evidenzia che, nonostante la volontà annunciata dall’Assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato il 9 giugno scorso di voler internalizzare il servizio Emergenza-Urgenza, a tutt’oggi la maggior parte degli operatori si trova costretta a garantire il servizio in condizioni di precarietà lavorativa. Nell’occasione D’Amato dichiarò : stiamo parlando di un
accordo molto importante che va nella direzione giusta di potenziamento del servizio e al tempo stesso dando ai lavoratori le necessarie garanzie di stabilità nel servizio”.

L’impegno dell’assessore è rimasto “lettera morta” e da qui Amici a tutela delle “divise rosse” ha ribadito l’esigenza di una risposta immediata vista l’urgenza che dilaga sul nostro territorio. E ancora: La priorità dovrebbe essere COVID19 invece per il Lazio sembra altro. Da una parte Zingaretti aumenta gli stipendi dei fedelissimi, dall’altra gli autisti giubilari in forza non li stabilizza e nemmeno vengono messi in servizio come autisti, anche se con delibera n°322 del 16 dicembre il Direttore Generale ARES 188 aveva dichiarato che erano idonei a prendere servizio.

Oltretutto è apparsa surreale ai più la decisione dettata dall’emergenza sanitaria da parte del direttore di Ares Maria Paola Corradi di reclutare lo scorso 10 marzo autisti di ambulanze tra gli infermieri che avevano conseguito la pensione nell’ultimo biennio (vedi link):  Si richiamano i pensionati quando OMS dichiara che il virus Covid-19 è più letale sulle persone da 55/60 anni in su, e l’ARES con delibera n°268 del 25 Marzo dà 8 incarichi ad autisti soccorritori in quiescenza al costo pari di 30 Euro l’ora per un totale di 360 Euro a turno … praticamente si preferisce mettere 1 autista che costa pari ad una Ambulanza completa di equipaggio H12 per 12 ore. Pensavamo di stare su “Scherzi a parte” ma siamo nel Lazio.  Per questi motivi ci auspichiamo che il Superconsulente metta un freno a questa scellerata gestione, ci dia risposte concrete e urgenti vista l’emergenza globale. Chiediamo un incontro formale urgente nei tavoli regionali.

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