“Il centrodestra a Latina continua ad interrogarsi. Vertici, confronti “istituzionali”, livelli politici superiori che intervengono per accompagnare l’azione amministrativa. Intanto la città resta ferma. Le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia, Cesare Bruni, nel tentativo di rassicurare sulla solidità della maggioranza, finiscono invece per certificare una difficoltà evidente.
Se dopo tre anni di governo si sente ancora il bisogno di chiamare in causa i vertici provinciali e nazionali – dal senatore Nicola Calandrini agli esponenti della Lega – significa che l’amministrazione non è in grado di reggersi autonomamente”. Così il movimento Latina Bene Comune, per voce della segretaria Elettra Ortu La Barbera e del vice Alessio Ciotti, commenta quanto sta avvenendo nell’amministrazione comunale e di riflesso su una città che resta ostaggio delle dinamiche interne ai partiti.
“La grande assente resta la sindaca Matilde Celentano, di fatto delegittimata ed esautorata dai vertici romani. I cittadini hanno votato lei per governare la città, ma oggi assistono a una gestione condizionata da lotte di potere interne. Altro che ‘gossip politico’: qui siamo davanti a uno stallo amministrativo che dura da mesi e che produce conseguenze concrete che sono sotto gli occhi di tutti e che proprio in questi giorni si sta traducendo in un blocco delle commissioni, tre delle quali sono state convocate e poi revocate dalla maggioranza, e gli esponenti di FI che non si presentano.
Una paralisi dell’intera attività amministrativa, che si aggiunge a tensioni continue e rimpalli di responsabilità. La città è ferma, quasi una palude. E ancora, dopo tre anni, si continua a parlare dei presunti errori dell’amministrazione precedente come infiniti alibi per non assumersi fino in fondo le proprie responsabilità”.
“Adesso basta, si sta raggiungendo il ridicolo – proseguono Ortu La Barbera e Ciotti – Da tre anni ormai la mancata gestione dei rifiuti e di Abc sancisce una chiara incompetenza. Se non si è stati in grado di approvare i bilanci e di modificare il piano industriale, è davvero difficile ora cercare di aggrapparsi ad alibi senza perdere credibilità nei confronti dei cittadini.
L’inerzia amministrativa invade ormai tutti i fronti, con un degrado urbano che a questi livelli non si era mai visto, le strade diventate un rischio per l’incolumità degli automobilisti, l’assenza totale di programmazione perfino in un ambito importante come quello della scuola. I tanti, vecchi vizi di questa compagine li rivediamo puntuali anche in questa amministrazione Celentano, come ai tempi di Vincenzo Zaccheo, di Giovanni Di Giorgi, di Ajmone Finestra: divisioni interne, equilibri precari, logiche di partito che prevalgono sull’interesse generale. Il castello sta per crollare e il consigliere Bruni minimizza. Ma il giochino a derubricare ormai non tiene più”.
