INDAGINI SULL’URBANISTICA A CORI, L’OPPOSIZIONE A DE LILLIS: “IMBARAZZANTE LA SUA REPLICA”

“Imbarazzante la comunicazione del sindaco De Lillis in merito all’avviso di garanzia che ha interessato la Responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Cori, inviato dalla Procura di Latina su impulso del TAR che ha manifestato “stupore” per i comportamenti tenuti dall’Amministrazione durante il processo amministrativo per l’abuso edilizio realizzato dal marito della ormai ex Presidente del Consiglio Comunale”. L’opposizione di Cori replica al sindaco Mauro De Lillis 

“La gogna mediatica l’ha prodotta De Lillis e la sua maggioranza, ostinandosi per ben due anni a non voler affrontare la responsabilità politica della gestione sia dell’iter che ha portato all’abuso, ma soprattutto della gestione del procedimento davanti al TAR.

Perché la vicenda dell’abuso e della successiva gestione del procedimento davanti al TAR è sempre stata una questione politica, e come tale la minoranza l’ha segnalata, al di là di qualsiasi personalismo. 

Più volte la minoranza ha chiesto che la Presidente del Consiglio e Delegata al SUAP facesse un passo indietro, perché ricopriva un ruolo di garanzia e doveva essere immune anche dal più remoto sospetto che si potesse riservare al marito un trattamento di favore. 

Tutto questo senza voler andare a toccare nuovamente le carenze nei suoi doveri assessorili: come delegata alle attività produttive avrebbe dovuto vigilare sulla regolarità della realizzazione di una struttura produttiva, cosa che per ben due mandati non ha fatto.

Quindi la minoranza non ha fatto nessuna “azione demagogica e spregiudicata diretta verso la persona”.

La minoranza ha svolto il proprio ruolo di controllo e, in assenza di risposte dall’Amministrazione, ha, doverosamente, denunciato. 

Ora, che il sindaco accusi la minoranza di essere “faziosa” “demagogica” “spregiudicata” “garantista da strapazzo” “giustizialista”, non ci impressiona perché secondo il sindaco, il  “colpevole” è chi denuncia e non chi non rispetta le leggi.

I messaggi che sta inviando il primo cittadino sono gravi e fuorvianti, dimenticando inopinatamente che il reato di abuso edilizio non va mai in prescrizione.

Anche la gogna mediatica sulla responsabile dell’Ufficio Urbanistica l’ha prodotta il sindaco e la sua maggioranza. Nel Consiglio Comunale del 19 marzo l’hanno “scaricata” attribuendole tutte le responsabilità delle omissioni davanti alle Ordinanze del TAR. Ora le “dà tutta la solidarietà e le rinnova la fiducia”. 

Il sindaco dovrebbe spiegare questo cambio di dichiarazioni. Sarà genuino? O dettato da altri timori? 

Nel consiglio comunale del 26 marzo, il sindaco ha inoltre smentito che fosse arrivato qualche avviso di garanzia all’Ente. Pare invece, dalle notizie di stampa, che fosse arrivato il giorno prima. Era stato informato? Se non fosse stato informato, sarebbe un fatto molto grave a carico della dipendente che ha l’obbligo di comunicarlo. Se invece fosse stato informato, il sindaco avrebbe mentito al Consiglio Comunale.

Se fosse stato onesto e trasparente, avrebbe riferito in Consiglio, invece di produrre comunicati stampa che sembrano più che altro un sintomo di grande difficoltà politica, oltre che giudiziaria.

La minoranza riconosce il valore del nostro sistema giudiziario e del suo modello garantistico, sancito dalla Costituzione. E riconosce anche il valore delle prerogative di controllo che contraddistinguono il proprio ruolo, tanto che, proprio con questo spirito, per ben due volte ha invitato la Responsabile dell’Ufficio urbanistica ad ottemperare correttamente alle disposizioni del TAR. Ma, purtroppo, ha ascoltato altre sirene! 

Il sindaco De Lillis dichiara che “in caso di impugnazione della sentenza del Tar da parte del ricorrente soccombente, il Comune di Cori si costituirà dinanzi al Consiglio di Stato, e in quella sede potremo dedurre anche in ordine alle valutazioni espresse dal Tar nei nostri confronti”.

Suggeriamo al sindaco di non spendere i soldi dei cittadini, perché l’eventuale ricorso davanti al Consiglio di Stato del proprietario (che ha tutto il diritto di farlo ma che servirebbe solo ad allungare i tempi a suo favore) potrebbe non avere nessuna possibilità di essere accolto, stante l’enormità delle situazioni acclarate sia dalla sentenza penale che da quella del Tar.

Inoltre, segnaliamo sempre al sindaco, di valutare con attenzione se in quella sede potrebbe “dedurre in ordine alle valutazioni espresse dal Tar nei nostri confronti” perché i comportamenti dell’Amministrazione comunale che hanno indotto il Giudice Amministrativo ad inviare gli atti del procedimento in procura è un atto insindacabile.

Sul versante amministrativo il sindaco dichiara di voler “operare un cambio di passo rispetto al passato con il rafforzamento dell’Ufficio Tecnico e con la definizione di atti che chiariscono le procedure, così da evitare la possibilità di trattamenti discrezionali come avvenuto in passato”.

Anche qui, sarebbe bastato e basterebbe rispettare le leggi.

Per concludere, come minoranze abbiamo chiesto la convocazione di un nuovo consiglio comunale e ci apprestiamo a convocare una commissione trasparenza. 

Sappia, il sindaco, che sono queste le sedi istituzionali dove un’amministrazione seria deve informare, chiarire e controllare. 

In tutti questi anni, non lo ha mai fatto.  Né per la villa abusiva in questione, né per tutti gli altri abusi edilizi, né per il Borgo Protetto, né per l’housing first. Poi non si lamenti che la minoranza abbia chiesto alla magistratura di verificare”.

Così, in una nota, i consiglieri comunali d’opposizione a Cori.

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