INCHIESTA SPERLONGA, 2 AI DOMICILARI E 2 INTERDETTI. GIP SU CUSANI: “SI VENDICÒ DEL CARABINIERE CAPASSO”, MA RIMANE LIBERO

Carabinieri al Comune di Sperlonga nel febbraio 2022. In quell'occasione vi fu una lunga perquisizione con l'acquisizione di diversi atti
Carabinieri al Comune di Sperlonga nel febbraio 2022. In quell'occasione vi fu una lunga perquisizione con l'acquisizione di diversi atti

Inchiesta sul Comune di Sperlonga, eseguita l’ordinanza disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli

Sono arrivate a compimento le decisioni a carico degli indagati coinvolti nell’inchiesta che ha messo di nuovo al centro il Comune di Sperlonga. Tra le accuse, assunzioni pilotate, permessi edilizi irregolari, falsi, induzione a dare o promettere utilità e rivelazione di segreto d’ufficio. I fatti al centro dell’attenzione si concentrano tra gli anni 2021 e 2022 quando il Comune fu anche oggetto di perquisizione.

Lo scorso 4 dicembre, sono stati svolti gli interrogatori preventivi dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, per gli indagati nell’inchiesta su Sperlonga che contesta alcuni episodi di corruzione e malcostume all’interno del Comune.

La decisione del Gip Mattioli reca la data del 13 febbraio. Respinta la misura cautelare dell’interdizione per 12 mesi dal posto di lavoro nei confronti della responsabile Capo Area “Territorio e Ambiente” del Comune di Sperlonga, Vittoria Maggiarra, assistita dagli avvocati Matteo e Vincenzo Macari e Gaetano Netani. “Maggiarra – spiega la difesa -, pur cogliendo l’occasione per ribadire piena ed incondizionata fiducia nell’operato della Magistratura, e rinnovando ogni e più ampia disponibilità per le attività che seguiranno nel prossimo futuro, tira intanto un sospiro di sollievo e fa sapere che continuerà il proprio indefesso lavoro con senso di ancor più profonda abnegazione”.

La Procura di Latina chiedeva misure interdittive per gli indagati della inchiesta dei Carabinieri della Compagnia di Terracina e della locale Stazione coinvolti nell’indagine che rischiava di terremotare di nuovo l’amministrazione Cusani.

Per il Gip Mattioli, sono sussistenti le esigenze cautelari per Giuseppe Di Lelio (classe 1969), Giuseppe Mario Di Lelio (classe 1952), Giuseppe Grimaldi, Gianluigi Simonelli e Armando Cusani. Secondo l’ordinanza, “gli indagati hanno mostrato di dedicarsi alla illecita attività, condotta in modo continuativo nonostante i precedenti da cui sono gravati alcuni di loro per fatti analoghi, noti agli altri indagati, le cariche pubbliche rivestite, l’appartenenza attuale o passata a forze dell’ordine, nonostante i controlli operati nel corso delle indagini e i sospetti da loro nutriti sull’esistenza dell’indagine, anzi ponendo in essere ulteriori accortezze per eludere le indagini”.

Salvatore Capasso

Di particolare rilevanza il passaggio su Armando Cusani e Giuseppe Di Lelio detto “Ciccillo”: “Dopo aver ricevuto l’avviso della richiesta di proroga indagini, si adoperano per vendicarsi dei Carabinieri che stanno svolgendo le indagini. Nel mese di febbraio 2022 sono state registrate diverse conversazioni nelle quali gli indagati si accordano per recuperare informazioni compromettenti sul conto del Luogotenente Salvatore Capasso e dell’appuntato scelto Ciro De Stasio (che avevano già svolto nei loro confronti anche nell’indagine denominata “Tiberio”; Cusani invita Di Lelio a contattare un Generale dell’Arma dei Carabinieri (in passato nei servizi segreti insieme a Di Lelio) per farlo intervenire su Capasso attivandosi anche contattando altri ufficiali che prestano servizio presso uffici ministeriali per far trasferire il Luogotenente Capasso”.

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C’è di più. “Di Lelio e Cusani istruiscono testimoni citati nel processo Tiberio”. Un processo che come noto arriverà a sentenza il prossimo 17 marzo e per cui il pubblico ministero ha chiesto la condanna a carico di Cusani per 6 anni di reclusione con l’accusa di corruzione, in riferimento all’Hotel Grotta di Tiberio del suocero.

Secondo il Gip Mattioli, Cusani e Di Lelio orientano i testimoni “sulle dichiarazioni da rendere davanti all’autorità giudiziaria, provvedendo Di Lelio ad accompagnare personalmente i testimoni in Tribunale”. Personalità spregiudicate e incuranti delle regole. Le condotte contestate a loro “è risultata talmente sistematica da assurgere a vera e propria regola di vita, nonché i collegamenti con soggetti che rivestono incarichi in altre amministrazioni pubbliche, fanno ritenere altamente probabile che l’attività degli indagati sia tuttora in atto”.

Peraltro un altro degli indagati, Giuseppe Grimaldi, presidente della commissione del concorso apparecchiato, “ha continuato a presiedere commissioni esaminatrici di concorsi pubblici indetti nelle province di Roma, Latina e Frosinone fino al mese di settembre 2023”, oltreché ad essere componente di diversi organismi indipendenti di valutazione nelle medesime province.

Anche Giuseppe Mario Di Lelio continua a mantenere contatti con l’amministrazione comunale, con le stesse modalità accertate nel corso delle indagini: “Incontri riservati con il geometra di fiducia del Comune di Sperlonga, nello stesso locale dove sono stati monitorati gli incontri fatti sia da Di Lelio che da Cusani per evitare intercettazioni all’interno del Comune”.

Per tale motivo sia per Giuseppe Mario Di Lelio (classe 1952), ex Carabiniere e definito “uomo di fiducia di Armando Cusani), che per Giuseppe Grimaldi, colonnello dei Carabinieri in congedo, vengono applicate le misure di arresti domiciliari.

Per Giuseppe Di Leio (classe 1969), appartenente alla Polizia Locale di Sperlonga, il Gip ha ritenuto valida la proposta di interdizione dal suo lavoro per la durata di un anno. Analoga conclusione per il Carabiniere in servizio come Luogotenente alla Tenenza di Fondi, Gianluigi Simonelli, difeso dall’avvocato Giulia Cardinale, “che si è adoperato, abusando della sua funzione, per favorire gli indagati avvisandoli delle intercettazioni in corso”.

Per quanto riguarda Armando Cusani, il Gip non applica misure: “Nonostante l’elevatissimo pericolo di reiterazione dei reati della stessa specie e di inquinamento probatorio, non può non considerarsi che la misura richiesta, ossia l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, non consente in alcun modo di fronteggiare le predette esigenze cautelari, potendo l’indagato tranquillamente, nonostante la predetta misura, a porre in essere condotte illecite nella gestione dell’amministrazione pubblica”. Cusani, a parere del Gip Mattioli, è stato indifferente “a qualsiasi monito dell’autorità giudiziaria nonostante le diverse esperienze giudiziarie che lo hanno riguardato e che, non solo ha continuato a porre in essere condotte illecite, nonostante la pregressa condanna, il precedente arresto per fatti analoghi e il processo ancora in corso ma, mostrandosi scaltro, ha adottato ulteriori cautele per eludere le indagini, istruendo i testimoni del processo Tiberio”. Parole quelle del Gip Mattioli che, nel sotto testo, suggeriscono che avrebbe dovuto essere richiesta una misura più restrittiva per Cusani. L’obbligo di firma appare debole rispetto alla figura che emerge nell’indagine.

Respinta invece la misura cautelare per l’ex segretaria generale del Comune di Sperlonga, Massimina De Filippis, difesa dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo. L’indagata è in quiescenza e “non emergono elementi per ritenere che la stessa abbia continuato a mantenere rapporti con personale in servizio presso il Comune di Sperlonga”.

L’INDAGINE – Ad essere indagati nell’indagine coordinata dai pubblici ministeri di Latina Valentina Giammaria e Giuseppe Bontempo sono amministratori, funzionari e appartenenti alle forze dell’ordine, tra cui un vigile urbano e un carabiniere in servizio a Fondi. Tra le accuse, assunzioni pilotate, permessi edilizi irregolari, falsi, induzione a dare o promettere utilità e rivelazione di segreto d’ufficio. I fatti al centro dell’attenzione si concentrano tra gli anni 2021 e 2022 quando il Comune fu anche oggetto di perquisizione.

Ad essere indagata l’ex segretaria generale del Comune, Massimina De Filippis che, per una delle accuse contestate dalla Procura di Latina, è indagata insieme a Simonetta D’Arcangelo e Federica Vaccaro, per falso. Secondo l’accusa, De Filippis avrebbe formato un atto amministrativo avente ad oggetto la cessione a titolo gratuito al Comune di Sperlonga di alcuni immobili, attestando in maniera falsa che il 27 maggio 2021 avrebbe dato lettura alle parti dell’atto di cessione a titolo gratuito di beni immobili. Il falso si sarebbe concretizzato in quanto De Filippis avrebbe certificato che le parti erano presenti e avrebbero sottoscritto davanti a lei l’atto, presso la sede dello stabilimento balneare “Salette Beach”. In realtà, D’Arcangelo e Vaccaro, le due parti, avrebbero sottoscritto tale atto solo nei giorni successivi.

L’ex segretaria del Comune di Sperlonga è accusata anche di rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio. L’indagata avrebbe violato notizie in riferimento alle attività di sosta camper a un soggetto non titolare del diritto di accesso agli atti.

Accusati di corruzione anche un vigile urbano, Giuseppe Di Lelio, e un suo amico, Giuseppe Mario Di Lelio. A gennaio 2022, il 56enne, agente della Polizia Locale di Sperlonga, si sarebbe messo a disposizione del più anziano omonimo (73 anni) per il rilascio di alcuni permessi di parcheggio, impegnandosi anche a non trasmettere alla motorizzazione una multa presa sulla Flacca che prevedeva la decurtazione di punti della patente. In cambio, il 73enne avrebbe promesso al vigile urbano di adoperarsi per raccomandare il figlio per un posto alle Forze Armate, interessando anche il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani.

Inoltre, il vigile urbano avrebbe detto al suo omonimo che i Carabinieri avevano acquisito presso il Comando della Polizia Locale di Sperlonga alcune pratiche inerenti tre nominativi specifici.

Accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità, il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, il quale, insieme all’ex segretaria Massimina De Filippis e a un’altra donna indagata, avrebbero pressato l’allora responsabile dell’ufficio urbanistico, Pietro D’Orazio (l’uomo che ha di fatto posto fine all’abusivismo dell’hotel Grotta di Tiberio), per fargli emettere un provvedimento di ripristino dello stato dei luoghi per un abuso posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza. In sostanza, De Filippis, arrivando a telefonare addirittura otto volte, in una giornata d’ottobre di quattro anni, a D’Orazio gli avrebbe chiesto di “fare questo miracolo”. Il “miracolo” sarebbe consistito nel dare atto che l’area sequestrata dove si era consumato un sbancamento non autorizzato presso l’abitazione di un privato, amico della donna indagata, non era soggetta ad alcuna autorizzazione edilizia, quando invece era prevista. Il magheggio avrebbe consentito al privato di chiedere il dissequestro all’autorità giudiziaria.

De Filippis non avrebbe solo tempestato di telefonate D’Orazio, ma l’avrebbe anche invitato a un incontro con Cusani e l’amica del privato nel corso del quale le insistenze sarebbero andate avanti, trovando la ferma opposizione dell’allora responsabile dell’area urbanistica del Comune di Sperlonga.

Tuttavia, Cusani è accusato anche di corruzione insieme al presidente della commissione del concorso pubblico, Giuseppe Grimaldi, al medesimo vigile urbano, alla De Filippis e all’attuale capo Area “Territorio e Ambiente” del Comune di Sperlonga, Vittoria Maggiarra, avvocato ed ex consigliera comunale a Itri.

Il presidente di commissione del concorso avrebbe acconsentito alla promessa di Cusani, per il tramite del vigile urbano, di incontrare il noto manager pubblico Franco Bernabé (estraneo all’indagine), banchiere e dirigente in colossi italiani come Eni e Telecom. L’incontro sarebbe stato finalizzato a trovare una sistemazione al figlio del presidente di Commissione, nonché di ricevere nomine per incarichi di derivazione politica. Il presidente di commissione avrebbe accettato anche la promessa di De Filippis, all’epoca segretaria comunale a Sperlonga, Campodimele e Lenola, di pubblicare altri due concorsi per l’assunzione di personale negli enti pubblici.

In cambio, Grimaldi avrebbe fatto in modo di assegnare il posto di istruttore amministrativo a Sperlonga a favore di Maggiarra, come richiesto dal vigile urbano, da De Filippis e Cusani. La prossima vincitrice, tramite De Filippis, avrebbe ottenuto le tracce della prova scritta in anticipo dal presidente di commissione. Stesso meccanismo sarebbe stato attuato anche per la prova orale. Inoltre, lo stesso presidente di commissione si sarebbe adoperato per far rinunciare la donna che era arrivata al primo posto nella graduatoria del concorso.

Ad essere indagato per rivelazione di segreto d’ufficio anche un luogotenente dei Carabinieri in servizio alla Tenenza di Fondi, Gianluigi Simonelli. Il militare dell’Arma avrebbe rivelato al vigile urbano, a dicembre 2021, che era in corso un’indagine nel Comune di Sperlonga, dicendogli che erano state attivate le attività di intercettazione telefonica a Terracina nella sala d’ascolto della Compagnia dei Carabinieri: “Stanno a fa’ l’indagine sul Comune, però so che hanno i telefoni sotto, tengono questa sala”, spiega il militare al vigile urbano. Ad essere contestato anche il favoreggiamento, perché il Carabiniere avrebbe aiutato il vigile urbano, rivelandogli le intercettazioni a suo carico, a eludere le indagini.

L’indagine, come quella che ha posto agli arresti domiciliari il consigliere regionale Enrico “Fratone” Tiero, è stata intaccata da soffiate.

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