INCHIESTA CHIOSCHI, LE PRESSIONI ALLA GUARDIA COSTIERA COSTANO UN’INDAGINE AL SINDACO MOSCA

Avviso di garanzia per il sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca: le pressioni alla Guardia Costiera costano un’altra indagine al primo cittadino

Già indagato nell’ambito dell’operazione di Guardia di Finanza e Carabinieri Forestali, il sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, ha ricevuto un avviso conclusione indagine per aver fatto pressioni nei confronti del comandante della Capitaneria di Porto di Sabaudia, Giosuè Cardaropoli. Lo scenario è sempre quello della “maledetta” estate di Sabaudia 2025, ossia la stagione dei cinque chioschi vinti da un solo imprenditore, Fabrizio Gallo, poi revocati dallo stesso ente Comunale. Una mossa che è costata gli arresti per l’ormai ex vice sindaco Giovanni Secci e i due dirigenti del Comune, Giuseppe Caramanica e Elisa Cautilli.

Ora, nella costola di indagine – in cui sono coinvolti il sindaco Alberto Mosca e il rappresentante legale della Cooperativa Mareamico, Massimo Baiano, affidatario del servizio di salvamento sulle spiagge libere di Sabaudia – sono le pressioni del primo cittadino di Sabaudia a far scattare l’avviso di garanzia disposto dal pubblico ministero Valentina Giammaria.

A mettere il bastone tra le ruote ai favoritismi su spiaggia, ci si era messa, infatti, anche la Capitaneria di Porto di Sabaudia che contestava al chiosco assegnato ad un personaggio vicino a Forza Italia e ad un’altra attività sul lungomare l’assenza del parere dell’ente Parco de Circeo e, di conseguenza, l’impossibilità di esercitare il noleggio delle attrezzature balneari. Secci rassicurava il collega di partito: “Domani chiamiamo noi la Capitaneria di Porto, non ti preoccupare”. Commentando con un geometra del Comune di Sabaudia, Secci definiva “ridicoli” gli interventi della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza di Sabaudia che stava partecipando alle operazioni. Non pago, Secci invitava il sindaco Mosca a convocare il comandante della Capitaneria di Porto. Era lo stesso Mosca a dirgli: “Sì, lo sentiamo”. Il Gip Giuseppe Cario, nella sua ordinanza che ha disposto l’arresto per Secci, parla proprio di pressioni esercitate sulla polizia giudiziaria.

È per tale ragione che Secci chiedeva al sindaco di chiamare il comandante della Capitaneria di Porto di Sabaudia che ha confermato agli inquirenti di essere stato effettivamente chiamato più volte dal Sindaco Alberto Mosca. “Mi chiedeva con tono imperativo – ha spiegato agli inquirenti – e infastidito una certa tolleranza da parte nostra nelle operazioni di controllo verso gli operatori economici aggiudicatari della gestione dei chioschi tenuto conto anche di alcune inadempienze amministrative in essere“.

E ancora: “In data 29 luglio, ho ricevuto dal sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, che mi richiedeva di avere una certa tolleranza verso i gestori dei chioschi”. Ordini che il comandante della Capitaneria di Porto non ha mai recepito, tanto da registrare le chiamate telefoniche e trasmetterle alla Procura di Latina.

Mosca è indagato per minacce, in quanto avrebbe provato a condizionare i controlli della Guardia Costiera sul servizio bagnini nelle spiagge libere, per l’appunto sui chioschi e sui lavori per il muro di contenimento del canale alla Bufalara, tra il lago di Caprolace e il mare. “Non si può che ogni secondo c’è il sequestro, c’è il fermo, non va bene”, questa è una delle frasi contestate al sindaco che avrebbe rivolto al comandante della Guardia Costiera.

Baiano, invece, è indagato per inadempimento di contratti di pubbliche forniture e falso ideologico commessa da privato in atto pubblico, poiché non avrebbe adempiuto ai servizi da offrire nel capitolato di gara: bagnini e salvataggio.

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