INCENDIA L’AUTO DI AMARILLI AD APRILIA: 31ENNNE PATTEGGIA LA PENA A 2 ANNI E 4 MESI

Patteggia la pena il 31enne Matteo Diamante: è responsabile dell’attentato incendiario commesso ad Aprilia lo scorso dicembre

Ha patteggiato la pena a 2 anni e 4 mesi di reclusione il 31enne di Aprilia, Matteo Diamante, difeso dall’avvocato Francesco Vasaturo, accusato di aver dato alle fiamme l’auto del vicino di casa, Simon Amarilli, ad Aprilia. A leggere la sentenza di patteggiamento è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli, sulla base del parere favorevole del procuratore aggiunto Luigia Spinelli.

L’arresto di Diamante, al momento ai domiciliari, è avvenuto il 13 marzo scorso, quando i poliziotti della Squadra Mobile di Latina e del Commissariato di Aprilia hanno immediatamente eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, all’esito dell’interrogatorio preventivo svoltosi nella giornata di precedente, dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Latina, Paolo Romano, su richiesta della Procuratrice Aggiunta, Luigia Spinelli, a carico del trentenne originario della provincia di Roma.

Diamante è responsabile di aver dato alle fiamme, dopo averla cosparsa di benzina, l’autovettura di Simone Amarilli, il pregiudicato residente in via Ugo La Malfa, al fine di minacciarlo. Amarilli, come noto, è imputato per estorsione mafiosa nel processo “Assedio”, accusato di far parte della cerchia del boss Patrizio Forniti.

Leggi anche:
APRILIA, AUTO DI AMARILLI IN FIAMME: ARRESTATO IL 31ENNE ACCUSATO DI INCENDIO DOLOSO

Le fiamme, che in un primo momento avevano interessato anche un’altra autovettura, si erano subito estese fino ad attingere una porzione del solaio di calpestio dell’appartamento sovrastante dove abita ed era sottoposto agli arresti domiciliari il “destinatario” dell’attentato incendiario, di proprietà dell’ATER.

I fatti risalgono al 14 dicembre scorso, quando gli investigatori della Squadra Mobile pontina, coordinati dalla Procura di Latina, hanno avviato una celere ed incisiva attività d’indagine, che ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti: l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati ha consentito di individuare il trentenne che, a bordo di un’autovettura, si era fermato in un distributore di carburante, dove, parzialmente travisato, aveva riempito di benzina una bottiglia di plastica, per andare poi a parcheggiare nei pressi del luogo dove avrebbe versato il liquido infiammabile sull’auto della prescelta vittima, appiccando il fuoco ed allontanandosi velocemente.

Nel corso delle indagini, Diamante si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta – verosimilmente ascrivibili ad un atto “di ritorsione” per un’aggressione subita da parte del suo “obiettivo” – che, a suo dire, avrebbero addirittura ispirato gli autori di recenti attentati incendiari nella città di Aprilia, “passati” a tali metodi piuttosto che all’esplosione di colpi di arma da fuoco.

Nel corso dell’interrogatorio preventivo, il 31enne, pur ammettendo gli addebiti, aveva riferito di aver inteso esclusivamente fare una “bravata”, non avendo peraltro intenzione di colpire anche la struttura dell’immobile ma solo l’autovettura della vittima. Motivazioni che, tuttavia, non avevano convinto il giudice, che ne aveva ravvisato la pericolosità sociale ed il conseguente concreto pericolo di recidiva.

Dopo essere stato rintracciato nella città di Aprilia, il trentenne, a cui era stata anche contestata e riconosciuta la recidiva (posto che è già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali), era stato arrestato e condotto nel carcere di Latina. Recentemente la sostituzione della misura con i domiciliari e oggi, 18 giugno, la condanna.

Articolo precedente

PALAZZO MALVASO, LBC INTERROGA L’AMMINISTRAZIONE: “RIGUARDA TUTTE LE REGOLE URBANISTICHE”

Articolo successivo

PROVINCIA DI LATINA, NASCE IL TAVOLO PERMANENTE SULLA PARITÀ DI GENERE

Ultime da Giudiziaria