IN SCADENZA L’APPALTO DEL SERVIZIO RISTORAZIONE ALL’ASL DI LATINA, L’ALLARME DEI SINDACATI

Ristorazione ASL Latina, UGL e CLAS: “A rischio posti di lavoro e qualità del servizio”. I sindacati esprimono forte preoccupazione sul futuro del servizio di ristorazione nelle strutture sanitarie della provincia di Latina.

Le organizzazioni sindacali UGL Latina e Sindacato CLAS lanciano un allarme sulla tenuta occupazionale e reddituale dei lavoratori impiegati presso la ASL di Latina, in vista della scadenza dell’appalto attualmente gestito dalla società Innova. La data di scadenza è il 15 marzo 2026.

Il segretario nazionale del CLAS, Davide Favero, e il segretario generale UGL Latina, Ivan Vento, hanno inviato una richiesta ufficiale di incontro al Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, al Direttore Generale della ASL Sabrina Cenciarelli, al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e alla stessa azienda Innova, segnalando una situazione definita di forte criticità.

Al centro della preoccupazione c’è il possibile nuovo capitolato di gara, che potrebbe prevedere un servizio di ristorazione “veicolato”, con la preparazione dei pasti in centri di cottura esterni e la conseguente chiusura delle cucine interne agli ospedali della provincia. Una scelta che, secondo i sindacati, rischia di avere pesanti ripercussioni occupazionali, oltre a sollevare dubbi sulla qualità del servizio offerto ai pazienti e agli utenti.

UGL e CLAS ricordano quanto già accaduto in occasione della temporanea chiusura della cucina del Presidio Ospedaliero Goretti, quando molti lavoratori furono costretti a spostarsi quotidianamente verso il centro cottura di Pomezia, affrontando lunghi trasferimenti, cambiamenti radicali degli orari e un aumento significativo dei costi di mobilità. “Non possiamo accettare che scelte organizzative vengano fatte senza valutare l’impatto umano e occupazionale su decine di lavoratori e sulle loro famiglie – ha dichiarato Davide Favero – Serve un confronto immediato per garantire continuità lavorativa e dignità professionale”.

Di uguale avviso, Ivan Vento: “Il rischio non è solo la perdita di posti di lavoro, ma anche un peggioramento del servizio pubblico essenziale. Chiediamo con urgenza un tavolo di confronto per prevenire una crisi annunciata”.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto una convocazione urgente alle istituzioni competenti per rappresentare le istanze dei lavoratori e scongiurare una condizione di grave rischio occupazionale e reddituale per l’intera forza lavoro coinvolta. L’appello è rivolto al Prefetto di Latina, al direttore generale dell’Asl e al Presidente della Regione Lazio.

Articolo precedente

SANITÀ, L’ASL DI LATINA REPLICA AL SPI CGIL: “IMPEGNATI SEMPRE AL MIGLIORAMENTO”

Articolo successivo

GENOCIDIO, GENOCIDI: L’INCONTRO A GAETA CON ANNA FOA

Ultime da Cronaca