Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonello Aurigemma, ha approvato la proposta di deliberazione consiliare n. 48 dell’8 agosto 2025, concernente: “Esecuzione sentenza Tar Lazio Roma n. 10045 del 13/06/2023 relativa all’annullamento delle delibere di Giunta regionale n. 456/2022 e n. 995/2022. Approvazione del Regolamento regionale concernente: Criteri generali per la prestazione delle garanzie finanziarie previste per il rilascio di autorizzazioni agli impianti di gestione rifiuti e per l’attività di bonifica di siti contaminati, in conformità all’art.23, comma 2, lett. o) dello Statuto della Regione Lazio”.
Il provvedimento era stato illustrato lo scorso 5 febbraio in commissione Urbanistica, politiche abitative, rifiuti, dall’assessore regionale competente in materia, Fabrizio Ghera, il quale aveva spiegato che “si tratta di una norma che deriva dall’annullamento di due atti di Giunta del 2022 e riguardano la copertura finanziaria del rischio di esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti. Il Tar ha stabilito che si tratta di un atto di competenza del Consiglio regionale e quindi abbiamo predisposto questa proposta di deliberazione che ricalca le norme nazionali”.
Nella stessa seduta, il Consiglio regionale ha approvato anche due mozioni:
– la n. 341 del 9 febbraio 2026, presentata dalle consigliere Emanuela Droghei, Marta Bonafoni e Michela Califano (tutte del Pd) e riformulata dall’assessore competente, impegna il presidente della Regione e la Giunta regionale “ad adottare ogni misura utile a favorire la reiscrizione al Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) delle associazioni cancellate che ne facciano domanda”.
– la n. 343 del 12 febbraio 2026, presentata da tutti i presidenti dei gruppi consiliari di minoranza e illustrata in Aula da Claudio Marotta (Verdi e Sinistra), impegna il presidente della Regione e la Giunta regionale “ad adottare ogni iniziativa utile volta a esprimere il pieno sostegno alla vertenza del personale precario del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), con particolare riferimento all’applicazione integrale del d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75 (cd. Legge Madia)”.
Con la mozione, inoltre, viene anche chiesto l’impegno a chiedere al Governo e al Ministero dell’Università e della Ricerca un ulteriore stanziamento di risorse, finalizzato alla stabilizzazione del personale precario del Cnr, con particolare attenzione alla scadenza dei contratti Pnrr nel 2026.
In apertura di seduta, su invito del presidente Aurigemma, il Consiglio regionale ha osservato un minuto di silenzio per ricordare Bruno Landi, morto a Roma il 20 febbraio scorso. Nato a Capalbio nel 1939, Landi è stato due volte presidente della Regione Lazio, prima nel biennio 1983-1984 e poi dal 17 maggio 1987 al 27 luglio 1990. Successivamente, Landi è stato Deputato della Repubblica Italiana nella XI Legislatura (1992-1994), eletto nella Circoscrizione XV – Lazio 1 nella lista del Partito Socialista italiano.
Dopo il minuto di silenzio, Giorgio Simeoni (presidente del gruppo consiliare di Forza Italia) è intervenuto per commemorare l’ex presidente della Regione.
“Per me è stato un amico caro e prezioso – ha esordito Simeoni – ma ritengo innanzitutto che lui vada annoverato sicuramente tra coloro i quali hanno fatto la politica con la P maiuscola. Landi ha rappresentato nella politica un’intelligenza acuta, un modo di fare politica che sicuramente era un modo ragionevole e moderato, un intellettuale pragmatico, un esempio per tanti di noi”. Simeoni ha concluso il suo intervento ricordando che Landi “ha militato nel Partito Socialista ed è stato un riformista convinto, ha sempre visto la politica come servizio ai cittadini. Tanti sono giovani e non hanno avuto modo di conoscerlo, ma Bruno è stato veramente un riferimento importante”.
