Impianti pubblicitari a Latina, Ranaldi: “Abusivismo e irregolarità diffusi, Comune trovi via per legalità e riqualificazione”
Il consigliere comunale di PerLatina2032 ha chiesto accesso agli atti alla DOGRE per i lavori in Commissione sul Piano Generale degli Impianti Pubblicitari della Pubblica Affissione: “Dai dati parziali ottenuti, si vede un alto tasso di abusivismo e irregolarità, con una stima di evasione oltre il 50% per il 2025, l’80% degli impianti non ha autorizzazioni. Un danno alla città”. E propone una via al Comune per una soluzione: “Un patto con gli operatori del settore per un Intervento Straordinario di Riqualificazione Urbana”.
Latina, 10 febbraio – “Abusivismo diffuso con un tasso di evasione oltre il 50%, difficoltà di riscossione del canone e di sanzionare le irregolarità: i cartelloni pubblicitari a Latina fanno una brutta ‘pubblicità’ alla città, Comune trovi via per ritrovare legalità”, queste le parole di Nazzareno Ranaldi, consigliere comunale di PerLatina2032, in seguito alla richiesta di accesso agli atti presentata alla DOGRE, la società di gestione tributaria, a proposito dell’aggiornamento del Piano Generale degli Impianti Pubblicitari della Pubblica Affissione in commissione Attività Produttive al Comune di Latina.
“Difficile venire a capo del problema: non c’è chiarezza sui dati degli impianti, di chi paga e è in regola e chi no, e il Comune di Latina ha oltre l’80% degli impianti sul territorio senza titolo autorizzativo. È un danno per la città, ora l’Amministrazione deve offrire una via d’uscita che generi risorse per pulire la città”, ha continuato Ranaldi, che propone anche una soluzione: “C’è bisogno di una situazione pragmatica: come lista PerLatina2032 proporremo un patto agli operatori degli impianti pubblicitari per un ‘Intervento Straordinario di Riqualificazione Urbana della città’”.
Ranaldi ha riannodato i problemi della città sul piano della cartellonistica pubblicitaria: “Per sapere quale è la situazione in città sul numero degli impianti esistenti, ho presentato un accesso atti per chiedere alla DOGRE, la concessionaria del Comune, che ha risposto alla mia richiesta fornendo alcuni dati e riservandosi di rispondere su quelli mancanti. Andiamo per ordine: le utenze attive ad oggi assoggettate al canone patrimoniale ammontano a 11.358 e non è possibile distinguere le sole utenze attive per esposizioni pubblicitarie; il dato sul totale dei metri quadri delle esposizioni pubblicitarie è complesso da elaborare e verrà fornito appena disponibile; il numero delle autorizzazioni rilasciate dal Comune per esposizione pubblicitaria è di 1380; con riferimento agli impianti oggetto di accertamento il numero delle posizioni che risultano assoggettate al pagamento del canone in assenza di un titolo autorizzativo registrato (c.d. abusivi paganti) non è allo stato prontamene estrapolabile dai sistemi informativi in uso: incassiamo ma non sappiamo da chi? Questo dato verrà fornito al completamento dell’elaborazione tecnica, aspettiamo”. Spiega Ranaldi: “L’articolazione dei dati per zone non attiene alle attività di accertamento: secondo i dati risultanti dai sistemi gestionali della concessionaria il tasso di evasione è per l’anno 2023 del 22%; per l’anno 2024 del 35,75%; per l’anno 2025 del 56,67%; in particolare per le annualità 2024 e 2025 sono da considerare provvisori perché le attività accertative non risultano integralmente concluse; il numero di avvisi di accertamento emessi nel triennio 2023-24-25-per omesso o parziale pagamento e le sanzioni irrogate anche ad annualità pregresse sono state di 6.712 avvisi di accertamento per un importo totale di 3.912.341,28 euro; la banca dati in uso alla concessionaria Dogre risulta corredata di coordinate GPS e di toponomastica: queste le risposte alle mie domande, aspettiamo i tempi tecnici necessari”.
Da questi dati intanto, continua il consigliere, si evince “una situazione sicuramente più veritiera della situazione del Comune di Latina, che appare in difficoltà di riscossione e di trovare la regolarità nel settore. A questo punto rilevo che il mio accesso agli atti ha prodotto un’accelerazione su una situazione che vede il Comune di Latina con oltre l’80% degli impianti sul territorio senza titolo autorizzativo (dato che emerge dai verbali del tavolo tecnico, Uffici SUAP, Dogre, Polizia Locale): dalla riunione della Commissione veniamo a conoscenza che gli uffici hanno predisposto la determina n. 2206/2024 del 23/10/2024, un piano per procedere d’ufficio al censimento di impianti di pubblica affissione esistente e di avviare una bonifica degli impianti abusivi avvalendosi della Polizia Locale. L’accordo raggiunto con la DOGRE, per un compenso di 30.000 euro su un quinquennio è la rimozione di circa 100 impianti che verranno collocati in uno spazio messo a disposizione dal Comune. Nella stessa commissione è stata significativa la testimonianza della Polizia Locale che ha rappresentato le difficoltà con un organico ridotto a seguire tutta la vicenda, perché serve la sua presenza oltre quella degli uffici per la rimozione e che sarà molto problematica. Ora la domanda nasce spontanea con migliaia di impianti abusivi quanto tempo si impiegherà per venire a capo del problema? Probabilmente molti anni e senza possibilità di soluzione a breve e mancando gli obbiettivi in merito alla sicurezza dei cittadini, al decoro della città, per ricondurre alla legalità migliaia di impianti abusivi e recupero dell’evasione finanziaria a beneficio della comunità”.
“Nel regolamento per l’installazione degli impianti si deve chiedere l’autorizzazione al Comune, procedimento che diventa complicato data l’insufficienza dell’organico a disposizione. Ho proposto di inserire – oltre l’autorizzazione che rimarrebbe per tutta la cartellonistica di grandi dimensioni e per il centro storico – anche la Scia Commerciale Pubblicitaria per la gran parte delle insegne di esercizio. Ma il comune sembra non aderire a questa proposta che è presente in molti comuni italiani”. Cosa poter fare, dunque? Ranaldi propone una soluzione: “Dopo aver approvato un Abaco Tecnico che definisce (materiali, dimensioni, colori, tipologie di illuminazione) e con l’asseverazione di un tecnico che si assume la responsabilità penale e civile di attestare che l’insegna rispetta le distanze di sicurezza stradale previste (art. 23 CdS e dal DPR 495/1992), l’amministrazione ha 60 giorni per inibire l’attività se l’asseverazione è mendace o l’impianto pericoloso. Va precisato nel regolamento che la Scia è ammessa solo per le ‘insegne d’esercizio su edifici e su aree private’. Sono escluse dalla Scia e restano soggette ad autorizzazione: cartellonistica pubblicitaria; impianti visibili da strade extraurbane o autostrade; impianti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico a meno di un parere preventivo della Sopraintendenza; impianti a messaggio variabile (LED/Digitali). Questo si inserisce in un quadro di semplificazione Responsabile che distingue tra piccola insegna di quartiere (SCIA) e il grande impianto pubblicitario (Autorizzazione). Potremmo chiamare questa procedura ‘Operazione Decoro e Legalità’. È una mossa pragmatica invece di ingaggiare una battaglia legale infinita (e costosa) contro l’80% degli abusivi, il Comune offre una via d’uscita che genera risorse per pulire la città. Si propone un patto agli operatori degli impianti pubblicitari per un ‘Intervento Straordinario di Riqualificazione Urbana della città’. Si introduce una finestra temporale entro la quale i titolari di impianti abusivi su suolo privato possono presentare una Scia di Regolarizzazione di 120 giorni (o altra finestra temporale). La Scia deve essere obbligatoriamente accompagnata dalla relazione di un tecnico abilitato che attesti: la stabilità strutturale dell’impianto; la conformità al CdS (distanze da incroci, segnali, visibilità); la conformità al nuovo abaco (se l’impianto non è conforme, il titolare ha l’obbligo di adeguarlo). Pensiamo che questa sia la soluzione da intraprendere per sanare l’illegalità, ripristinare il decoro in un tempo ragionevole (un anno di tempo), e recuperare risorse nelle casse comunali”.
“Nei prossimi giorni come Lista Per Latina 2032 presenteremo delle proposte per superare le resistenze che ancora persistono negli uffici e convincere la maggioranza che se si vuole risolvere l’abusivismo degli impianti pubblicitari dobbiamo utilizzare gli strumenti legislativi della semplificazione amministrativa”, conclude Ranaldi.
