IMPATTO AMBIENTALE E COSTI ELEVATI PER L’OFFSHORE: LA DENUNCIA DI CIRCEO 5 STELLE

Nell'immagine, il campo di gara della tappa del Campionato Italiano Offshore 2019 che si terrà a San Felice Circeo dall'11 al 14 aprile

Il meetup Circeo 5 Stelle, con una nota, mette in guardia sull’impatto ambientale (e sui costi) che potrebbe derivare dalla tappa del Campionato Italiano di Off Shore programmata a San Felice Circeo in questi giorni.

sicRiteniamo doveroso informare i cittadini su quanto accade nel nostro territorio, e laddove necessario, stimolare utili riflessioni. Questo weekend dal giorno 11 al 14 aprile 2019 San Felice Circeo ospita una tappa del Campionato Italiano Offshore. Il campo di gara ricade su una Prateria di posidonia, un Sito di Interesse Comunitario (SIC) IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” in un’area appartenente alla regione biogeografica Mediterranea, che occupa una superficie di 3847 ha,è localizzato nella Provincia di Latina ed interessa i Comuni di San Felice Circeo e Terracina (ndr: vedi immagine). Tale sito è classificato Zona Speciale di Conservazione (ZSC) ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Gli obiettivi di conservazione, sono elencati nel Formulario standard del Sito, e sono costituiti dall’habitat prioritario 1120* “Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae)” e dall’habit 1170 “Scogliere”.

La Posidonia oceanica si trova solo nel Mare Mediterraneo e rappresenta una specie chiave dell’ecosistema marino costiero, ha una notevole importanza nella protezione delle spiagge dall’erosione, produce ossigeno e sostanze organiche rilevanti per la sopravvivenza di specie vegetali e animali.

Per tutti questi motivi, rappresentando una zona marina da tutelare e regolamentata da una serie di misure di conservazione adottate dalla Regione Lazio (DGR 15 novembre 2016, n.679), ci chiediamo se sia il caso che una manifestazione di questo tipo con un impatto ambientale rilevante, e l’elevato inquinamento acustico derivante, si svolga in un territorio noto per il suo pregio naturalistico, parte del Parco Nazionale del Circeo (che nostro malgrado non si estende fino a mare).

Da un lato vediamo il Comune di San Felice Circeo parlare di sviluppo sostenibile, avviare apprezzate campagne di pulizia dei sentieri del Parco e del litorale, dall’altro aderisce ad una manifestazione che contraddice completamente una seria e coerente politica di tutela e valorizzazione ambientale.

Decisione che non troviamo molto coerente anche con tutto ciò che abbiamo letto circa il progetto Mare di Circe, in cui si parla ripetutamente di valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico del Circeo, e del tratto di mare che lo unisce a Ponza e Ventotene.

La partecipazione al Campionato Italiano Offshore, tra l’altro, ha un costo elevato considerato che il Comune dovrebbe corrispondere come da contratto 40.000 euro alla Società Uno Agency Srl in qualità di promoter dell’edizione 2019 di questo Campionato (come da prot. 0022830 del 15/10/2018 allegato alla delibera di giunta n 226 del 17/10/2018), più tutta una serie di oneri e adempimenti che porterebbe la cifra suddetta probabilmente a raddoppiare.

A questo punto ci chiediamo qual’è l’effettiva ricaduta turistica di questa operazione sulla collettività?

Qual’è il costo complessivo e definitivo sostenuto dall’Amministrazione Comunale per svolgere suddetta manifestazione?

Che senso ha per la Ragione Lazio adottare misure di conservazione per le Zone Speciali di Conservazione e poi dare parere positivo ad una gara sportiva altamente impattante sulle stesse?

Non sarebbe preferibile spendere energie e risorse sulla reale valorizzazione dell’unico patrimonio che può fare turisticamente la differenza nei prossimi decenni che è quello ambientale, piuttosto che metterlo a rischio?

Qual’è il progetto turistico che si vuole perseguire per San Felice Circeo nei prossimi decenni?

C’è una visione organica che integra tutte le risorse del nostro paese e ci proietta realmente nel futuro, o dovremmo continuare a contare su una serie di spot che non cambiano il modo arcaico di fare turismo al Circeo?

Vogliamo condividere queste riflessioni con voi cittadini augurandoci che le domande di cui sopra stimolino una riflessione da parte dei nostri amministratori verso la prospettiva urgente di mettere il patrimonio storico-naturalistico di San Felice Circeo realmente al centro di un progetto di sviluppo di medio-lungo periodo, piuttosto che predicare la tutela ambientale in ogni dove, in ogni post, e poi dimostrare nei fatti tutt’altro.

Dubbi leciti e argomentati che a questo punto necessitano di chiarimenti quantomeno dall’amministrazione di San Felice Circeo.

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