IMMOBILI STORICI A LATINA E SABAUDIA, ITALIA NOSTRA SCRIVE ALLA SOPRINTENDENZA

Gli interni del Garage Ruspi previsti dal progetto di Cupelloni
Gli interni del Garage Ruspi previsti dal progetto di Cupelloni

“L’Associazione Italia Nostra APS, costituita il 29 ottobre 1955 nello spirito delle finalità per le quali è nata, cioè quelle di concorrere alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, ritiene opportuno portare all’attenzione di codesta Soprintendenza e della stampa, valutazioni in relazione ad alcuni interventi che hanno interessato beni immobili oggetto di tutela storica ed ambientale, in particolare in riguardo all’architettura del ‘900.

A Latina l’edificio anni ’30, denominato “Garage Ruspi” è un esempio di architettura moderna a Latina, costruito nel 1936 come “Autorimessa Littoria”. La sua realizzazione rappresenta una risposta alle esigenze di sviluppo urbano e alla crescente popolarità dell’automobile, simbolo di progresso e modernità. Questa struttura non si limita a essere un semplice edificio, è un ‘monumento’ che testimonia l’evoluzione di una città che, da borgo rurale, si è trasformata in una città capoluogo di provincia con edifici importanti in stile primo novecento con riferimento al periodo storico. L’unicità del Garage Ruspi è intrinseca nelle sue caratteristiche specifiche e si colloca in modo significativo nel tessuto urbano di Latina con linee moderne diverse da quelle degli edifici storici realizzati. Si può affermare che è un simbolo di un’epoca in cui l’architettura rappresenta la modernità.

La ristrutturazione e la sua realizzazione avrebbe dovuto garantire il rispetto delle caratteristiche dell’edificio originale, così come del resto previsto dal progetto vincitore del concorso, contribuendo a preservarne l’aspetto e quindi non prevedere superfetazioni. La realizzazione dell’imponente groviglio di impianti posti sulla copertura, altera la purezza e semplicità dell’edificio senza aggiungere valore architettonico. Così come il posizionamento del blocco di sfiato posto davanti all’ingresso che risulta inopportuno e visivamente fastidioso. Opere non evidenziate nel progetto iniziale di ristrutturazione ma autorizzate in fase di esecuzione.

Sempre a Latina per l’intervento di ristrutturazione del Parco Falcone e Borsellino a suo tempo siamo intervenuti sulla stampa criticando la scelta stilistica della recinzione, peraltro difforme da quella prevista in progetto. Anche se è nato come parco aperto nella città, i frequenti episodi di vandalismo hanno richiesto la necessità di una recinzione. Intervenire in un parco con valore storico richiede le giuste attenzioni volte a rispettare l’autenticità del luogo, nel mantenimento dell’equilibrio tra elementi architettonici ed il verde. Ad oggi quello che è a tutti evidente sono le opere di recinzione ancora in corso di completamento, in difformità dal progetto iniziale che prevedeva una recinzione sobria con motivi stilizzati arcuati, invece concessa dalla Soprintendenza in uno stile avulso dal contesto storico. La stessa che viene usata per limitare i siti archeologici, quindi non idonea con lo stile della città di fondazione, peraltro non portando un valore aggiunto al parco storico che risulta imprigionato in una gabbia.

A questo punto viene necessaria la citazione della recinzione dello spazio aperto del Museo Cambellotti, realizzata parecchi anni orsono, in un avulso stile liberty-cimiteriale con rami e foglie in ferro battuto.

A Sabaudia il progetto di restauro della piazza Circe e della fontana da dotare di una componente musicale e luminosa, prevede un locale tecnico sul perimetro di essa (via El Vendrel), in buona parte già realizzato al momento in cui abbiamo inviato una lettera di disapprovazione. Atteso che la Piazza Circe rientra nel patrimonio della città oggetto di tutela delle cose di interesse artistico o storico, ogni intervento di manutenzione, conservazione, restauro o ripristino deve tener conto simultaneamente di tutti gli elementi che lo compongono. Concesso che alcune opere come la fontana e il monumento, difformi dal progetto originario, siano ormai parti consolidate sulle quali non stiamo in questa sede a discutere, è noto che i nuovi interventi, rientrando nelle normative di tutela dei centri storici, non devono alterare negativamente il contesto urbano o paesaggistico e la qualità architettonica in cui si trova il bene vincolato. La localizzazione di detto locale tecnico risulta invadente e tocca pesantemente la continuità dell’argine della piazza che in quel punto si connette sapientemente con il parco limitrofo attraverso un piano inclinato verde e continuo.

Ogni intervento in area tutelata richiede l’autorizzazione degli organi competenti, e super partes della Soprintendenza che, attraverso le sue figure qualificate, dovrebbe garantire la conformità architettonica e paesaggistica di ogni opera da realizzare.

In relazione a quanto sopra esposto si può dedurre che la Soprintendenza competente per territorio ha valutato i progetti sopra descritti compatibili con l’aspetto e con il rispetto dei luoghi in cui essi si riferiscono.

Questa Associazione, per quanto precedentemente rappresentato, dissente con profonda convinzione da dette valutazioni e chiede fermamente maggiore considerazione per l’architettura del ‘900 alla pari di un sito archeologico o di altro monumento antico, nonché del disegno urbanistico, pur non rifiutando valide aggiunte architettoniche degne del valore del luogo o del manufatto in cui si interviene”.

Così, in una lettera aperta, Italia Nostra Sezione di Latina.

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