Trasferimento del Luogotenente Salvatore Capasso da Sperlonga, presentata l’interrogazione parlamentare
È la deputata del Movimento Cinque Stelle, Stefania Ascari, ad aver presentato una interrogazione parlamentare a risposta scritta, rivolta al Ministro dell’Interno e al Ministro della Difesa del Governo Meloni.
Il caso è quello del luogotenente Salvatore Capasso, già sollevato recentemente anche dall’associazione antimafia “Rosario Livatino”.
Secondo quanto chiesto da Ascari, “l’attività investigativa svolta dal luogotenente dei Carabinieri Salvatore Capasso, all’epoca maresciallo in servizio presso la Stazione di Sperlonga, fu determinante per le indagini che condussero, nel 2017, alla nota Operazione Tiberio, riguardante l’allora e attuale sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, e avente ad oggetto ipotesi di abusi edilizi e reati contro la pubblica amministrazione”.
“Dagli atti dell’inchiesta sono emerse intercettazioni telefoniche che documentano pressanti tentativi di interferenza e di ostacolo all’attività investigativa, con lo stesso sindaco Cusani che sollecitava la rimozione del maresciallo Capasso, definendolo un investigatore “troppo solerte”; tali circostanze sono state ampiamente riportate dagli organi di stampa e risultano cristallizzate in atti giudiziari.
A distanza di anni da quei tentativi di ingerenza, il luogotenente Capasso è stato recentemente destinatario di un provvedimento di trasferimento d’autorità, con destinazione a funzioni amministrative presso un reparto nella città di Roma.
Per quanto risulta all’interrogante, la motivazione del provvedimento, riferita a una presunta “incompatibilità ambientale”, connessa anche a elementi di vita privata e alla sua anzianità di servizio, desta forte perplessità, apparendo – per Atti Parlamentari tempistica e contenuto – non pienamente coerente con l’esperienza e il ruolo operativo del luogotenente, né con prassi applicate ad altri Comandanti di Stazione con analoga o maggiore anzianità.
Tale trasferimento interviene in un momento particolarmente delicato, nel quale — secondo notizie di stampa — risultano in corso ulteriori indagini collegate o derivate proprio dall’attività investigativa originaria- mente svolta dal comandante Capasso; l’allontanamento di un investigatore che in passato era stato oggetto di tentativi di delegittimazione da parte di figure politiche coinvolte nelle indagini rischia di compromettere a giudizio dell’interrogante la continuità operativa e di alimentare il dubbio che provvedimenti gestionali pos- sano incidere, anche indirettamente, sulla tutela della legalità quando questa “disturba il potere”.
“I provvedimenti di trasferimento d’autorità devono rispettare i princìpi di trasparenza, oggettività, imparzialità e proporzionalità, e devono essere applicati in modo uniforme, garantendo la valorizzazione delle competenze e la piena tutela dell’autonomia operativa delle Forze dell’ordine: quali iniziative di competenza intendano assumere per assicurare che i provvedimenti riguardanti il personale impiegato in delicate attività investigative siano adottati e percepiti nel segno della massima trasparenza e imparzialità, tutelando gli operatori che abbiano dimostrato rigore e autonomia professionale anche in presenza di pressioni provenienti da ambienti politico amministrativi”.
“Se non si ritenga necessario attivare una verifica interna volta ad accertare l’assenza di collegamenti, diretti o indiretti, tra il provvedimento di trasferimento e le indagini condotte dal luogotenente Capasso, al fine di fugare ogni dubbio sulla natura e sulla legittimità della misura adottata”.
