IL MUSEO CAMBELLOTTI OSPITA “MISS TEEN ITALIA”, INSORGE LBC: SPAZIO CULTURALE SNATURATO

Il Museo Duilio Cambellotti di Latina, spazio pubblico dedicato alla cultura e alla memoria civica, ha aperto le porte non a una mostra o a un evento educativo, ma alla selezione regionale Lazio di “Miss Teen Italia”, una competizione di bellezza con ragazze poco più che adolescenti, in fascia e corona, valutate per l’aspetto fisico davanti a un pubblico pagante, con ingresso fissato a 20 euro a persona.

“Come Latina Bene Comune riteniamo che quanto accaduto meriti un’attenta riflessione pubblica. Il Museo Cambellotti custodisce un patrimonio culturale ed identitario di grande valore, dai cartoni della Redenzione dell’Agro alle sculture, ai bozzetti e ai gessi, ed è oggi l’unico museo comunale fruibile in città.

Si tratta di un luogo che dovrebbe essere destinato prioritariamente ad attività coerenti con la sua funzione culturale, educativa e civica – spiegano la segretaria Elettra Ortu La Barbera e la consigliera Floriana Coletta -Un dettaglio tutt’altro che secondario è proprio l’ingresso a pagamento in una struttura comunale: un elemento che evidenzia l’assoluta incompatibilità con il regolamento per l’utilizzo degli spazi pubblici, aggiornato nel 2022, che all’ articolo 3 vieta espressamente attività a fini di lucro, prevede la gratuità d’accesso e restringe le concessioni nelle giornate festive a eventi istituzionali o patrocinati. A ciò si aggiunge l’obbligo di un formale atto autorizzativo,”.

“Alla luce di queste disposizioni, appare legittimo chiedersi se l’evento sia stato organizzato nel pieno rispetto delle regole. La presenza di un biglietto a pagamento, lo svolgimento in una giornata festiva e l’assenza, a quanto risulta, di un atto autorizzativo pubblicato sollevano dubbi rilevanti. Ma la questione non è soltanto amministrativa: riguarda anche il senso e la direzione delle politiche culturali cittadine. Trasformare un luogo simbolo della memoria collettiva in un palcoscenico per competizioni di bellezza tra adolescenti rischia di snaturarne il significato e di ridurne il valore culturale – aggiungono –. Ma la contraddizione più stridente è politica. La sindaca Celentano, delegata proprio alla Cultura, ha più volte richiamato l’importanza dell’emancipazione femminile e della costruzione, per le giovani donne, di modelli fondati su autonomia, competenza e autostima. Recentemente lo ha fatto anche nelle dichiarazioni su giornali nazionali in merito alla rappresentanza femminile affermando che la presenza femminile e’ importante perché di valore e non in base al genere”.

“Eppure, sotto questa amministrazione, un museo pubblico diventa il luogo in cui ragazze vengono giudicate ancora una volta esclusivamente per l’avvenenza. Un messaggio veramente fuori luogo e fuori tempo. Una città che vuole davvero investire sulle nuove generazioni femminili non affiderebbe i propri spazi culturali a eventi che riducono le adolescenti a oggetti estetici da competizione. La coerenza si misura nei fatti, non negli slogan. Per queste ragioni – concludono – chiediamo alla sindaca Celentano di chiarire con trasparenza quali siano state le modalità di concessione degli spazi, se l’evento fosse patrocinato o sostenuto dal Comune e se siano state rispettate tutte le norme previste dal regolamento vigente. Come Latina Bene Comune stiamo procedendo con una formale richiesta di accesso agli atti e con la presentazione di un’interrogazione al Comune.

È necessario fare piena luce su quanto accaduto, per garantire il rispetto delle regole e tutelare il ruolo pubblico e culturale degli spazi comuni della città. Ci chiediamo: è proprio a causa dell’assenza di un assessore alla cultura che è stato possibile realizzare un evento del genere nell’unico museo della città o dobbiamo pensare che sia stata la sindaco Celentano in persona a dare l’approvazione?”.

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