IL LATINA CALCIO METTE NEL MIRINO L’ASSESSORE ALLO SPORT E MINACCIA ESPOSTI: “SCIOCCHEZZE O MALAFEDE DI CHIARATO?”

Concessione stadio Francioni e campo ex Fulgorcavi, il Latina Calcio risponde duramente all’assessore allo Sport del Comune di Latina, Andrea Chiarato

“Dalla lettura delle dichiarazioni, appare evidente come l’assessore sia solo spettatore di quanto sta accadendo allo sport a Latina, ma ancor più appare spettatore della vicenda relativa all’assegnazione in gestione dello stadio e del centro sportivo.

In pratica, invece di determinare le sorti dello sport della città, commenta anch’egli, come se non fosse l’assessore allo sport, le vicende che la politica e gli uffici comunali stanno determinando.

Partiamo con il dire che riferisce come le procedure di affidamento degli impianti stiano proseguendo, ma nulla dice del perché si è reso necessario pubblicare una ulteriore gara per una concessione “ponte” degli impianti, visto che sono trascorsi quasi due mesi dalla avvenuta presentazione delle offerte relative al bando ventennale e lui stesso riferisce che non è stata nominata ancora la commissione di gara.

È davvero paradossale come in due mesi non sia stata nominata, mentre in un giorno pare siano state aperte le buste del bando “ponte”. Ciò procedendo illegittimamente, senza neanche nominare una commissione di gara, che anche in tale bando, ove correttamente gestito, era invece obbligatoria.

Leggi anche:
L’ATLETICO PONTINIA FA “ALL IN”: SI AGGIUDICA FRANCIONI/EX FULGORCAVI E ASPETTA LA GARA EUROPEA

In pratica, con enorme ritardo, rispetto a quanto promesso, è stato pubblicato il bando ventennale, ma poi gli ulteriori ritardi dell’amministrazione hanno portato la stessa a bandire una nuova gara, mentre vi è già una procedura di assegnazione in corso….

Anche un extraterrestre capirebbe che la macchina amministrativa non funziona. Il mancato funzionamento della macchina amministrativa è tanto più evidente, se si pensa che il precedente affidamento temporaneo degli impianti al Latina Calcio, risalente a settembre 2025, era stato fissato con una durata di soli sei mesi, proprio perché il Comune aveva assicurato la pubblicazione del bando di assegnazione in gestione ventennale entro il 2025. E invece ? nulla … di nulla.

Nonostante poi vi sia stata la disponibilità del Latina Calcio a prolungare di altri 3 mesi il contratto, questa amministrazione è riuscita ad arrivare ancora una volta tardi, fino ad arrivare a stagione calcistica 2026/27 iniziata, senza che fosse definito chi si sarebbe dovuto occupare degli impianti, per garantire la conformità degli stessi per la disputa del campionato. E ciò in barba ai famosi nulla osta, di cui tutti si riempiono la bocca ma che senza la disponibilità del Latina Calcio avrebbero portato direttamente alla mancanza delle condizioni per poter disputare al Francioni le gare ufficiali.

Perché Chiarato non ci dice chi si sarebbe dovuto a suo avviso far carico degli impianti dal 11/06/2026 (data di termine concessione al Latina Calcio) e non lo ha fatto?

Un assessore serio darebbe una risposta seria a questa colossale mancanza del Comune, che avrebbe dovuto immediatamente subentrare nelle responsabilità della gestione degli impianti e invece se ne è fregato. Il Latina Calcio ha continuato a occuparsi degli impianti al posto del Comune, pur di averli in condizione di poter essere utilizzati. Il Comune, invece, si è precipitato ad emettere ulteriori determine in cui ha ribadito di non avere, né le risorse economiche, nè le competenze per gestire gli impianti. E quindi per il Comune è normale abbandonare per mesi gli impianti e affidarsi all’impegno del Latina Calcio, per non fare la pessima figura di una amministrazione, che non sa nemmeno gestire un impianto sportivo.

In pratica, con le dichiarazioni dell’avvenuto rilascio dei nulla osta, è come se l’amministrazione dicesse: ho concesso sulla carta i nulla osta, assumendo l’impegno di tenere in piena efficienza e conformità gli impianti, ma poi costringe il Latina Calcio a farsi carico di adempimenti indispensabili, che in mancanza del gestore concessionario, sono di esclusiva competenza dell’amministrazione. Questi sono fatti e non le chiacchiere che contraddistinguono anche le dichiarazioni dell’assessore Chiarato.

Si può dire che il motto dell’amministrazione non è “Nulla Osta….” ma bensì “Nulla ci Costa….”, comportamento questo che lasciamo alla valutazione dei nostri tifosi, ma che noi riteniamo inqualificabile.

Per quanto attiene poi la citata trasparenza che ha portato l’amministrazione a procedere con l’emissione di procedure di assegnazione con bando pubblico, l’assessore Chiarato dimentica di dire che la procedura con evidenza pubblica, è stata chiesta dal Latina Calcio, in quanto in passato le precedenti assegnazioni annuali, reiterate impropriamente negli anni dall’amministrazione, erano illegittime.

Assegnazioni capestro quelle passate, che il Latina Calcio si è dovuta rifiutare di firmare, obbligando l’amministrazione a indire gare pubbliche. In pratica, oggi si vantano di una trasparenza (solo di facciata) a cui si è arrivati solo grazie al Latina Calcio.

Ed è proprio per la mancanza di trasparenza e correttezza di queste due ultime procedure, esperite dal Comune, che il Latina Calcio ha diffidato l’amministrazione a non procedere con questi due bandi illegittimi.

Ma al momento a tale richiesta l’assessore Chiarato, gli uffici preposti e l’intera amministrazione, rispondono che hanno rilasciato i nulla osta e che bisogna stare tranquilli.

C’è poco da stare tranquilli, visto che in 9 anni il comune non ha speso un solo euro per questi impianti e che anche in questa occasione, senza il senso di responsabilità del Latina Calcio, questo campionato della prima squadra della città non sarebbe mai stato disputato. Il che dimostra come i nulla osta siano stati rilasciati senza di fatto assumere concretamente alcuna responsabilità.

Passando poi ai riferimenti che l’assessore Chiarato fa, in merito al canone fissato dall’amministrazione nel bando ventennale, ritenendolo congruo, si evince in modo chiaro che l’aritmetica non è il suo forte.

In primis perché fa riferimento a perizie che sono ampiamente opinabili (al centro Bondioli, che nello stesso bando ventennale è definito come area rurale da sanare urbanisticamente, è stato attribuito un valore di perizia nello stesso ordine di grandezza dello stadio….. ), poi perché il canone deve tener conto oltre al supposto valore degli immobili, anche dell’insieme degli oneri necessari per la gestione degli impianti e ancor più perché, le cifre che l’assessore Chiarato ha citato in merito ai canoni annui degli altri stadi, sono totalmente e riteniamo volutamente errate, nella totalità degli esempi portati.

Ed è qui che sorge spontanea la domanda, che abbiamo posto in esordio: “sono sciocchezze o è malafede“? Bastano semplici ricerche in rete, per accorgersi che i numeri dati dall’assessore, sono numeri al lotto.

Tutti gli stadi da egli citati hanno, infatti, condizioni per le società concessionarie enormemente favorevoli rispetto a quelle disegnate dal Comune di Latina per il futuro concessionario.

Prendiamo a titolo di esempio solo un paio di casi, come quello dello stadio Pino Zaccheria di Foggia, in cui il dato fornito dall’Assessore è infelice, in quanto i 255.000 euro da lui citati, erano una basa d’asta biennale al ribasso, che si è chiusa con un ribasso del 90,6% e un canone di 24.000 euro per un biennio, con quindi un canone mensile di soli 1000 euro. A ciò si aggiunge che tale concessione prevede a carico del concessionario la sola manutenzione ordinaria e non la straordinaria che resta a carico del Comune.

Passiamo poi al citato stadio Barbera di Palermo, per il quale l’assessore Chiarato non si è addirittura accorto che l’impianto è interessato da investimenti per 380 milioni di euro, per la realizzazione del nuovo stadio, in cui il finanziamento pubblico comprenderebbe circa 100 milioni a carico del Comune di Palermo e 60 milioni della Regione Siciliana.

La convenzione, inoltre, garantirebbe alla società sportiva concessionaria la gestione dell’impianto per 90 anni, con un canone annuo indicato si tra i 352 mila e gli in 800 mila euro, ma come detto a fronte di un contributo di Comune e Regione stimato in 160 milioni di euro. A ciò si aggiunge che il club, oltre a Stadio e tutti gli impianti e immobili commerciali, avrebbe ottenuto la possibilità di amministrare i parcheggi dell’area anche al di fuori degli orari delle partite.

Diciamo che Chiarato è come se avesse paragonato il missile/vettore che deve portare l’uomo su Marte (il Barbera di Palermo), con le stelline luminose che utilizzano i bambini a Natale (il Francioni). Per tutti gli altri esempi, i dati forniti dall’assessore Chiarato, sono ancora più fuorvianti. Infatti, in molti casi, come a Padova, l’amministrazione comunale ha riconosciuto e riconosce alla società concessionaria i costi per ottenimento e mantenimento agibilità.

Lavori di agibilità degli impianti che invece il Comune di Latina non ha ancora riconosciuto dopo 8 anni al Latina Calcio, per costi sostenuti pari ad oltre 1 milione di euro, per spese dirette, senza considerare le spese indirette e danni milionari ancora da quantizzare.

In pratica, per farla breve, l’assessore Chiarato oltre a paragonare il Francioni a stadi di dimensioni ed importanza nazionale, di cui alcuni appena rifatti o da rifare, con spese per centinaia di milioni di euro di soldi pubblici, non è riuscito nemmeno a comprendere che le condizioni di base di quelle concessioni, prevedono oneri a carico delle amministrazioni per centinaia di migliaia di euro annuì, con manutenzione straordinaria e per guasto a proprio carico, e quindi canoni ridotti o di fatto azzerati, per favorire la gestione di impianti da parte delle società sportive. Impianti che come nel caso di Latina, ove dovessero essere gestiti dal Comune, gli comporterebbero una spesa di circa 700.000 euro annui, cosi come lo stesso Comune ha riportato nei documenti di gara per il bando ventennale.

Importo che come abbiamo già detto in altre occasioni, negli ultimi 9 anni ha sostenuto solo il Latina Calcio, e che alla luce dell’illegittimità delle procedure adottate nel tempo, saranno la base per una richiesta di risarcimento nei confronti dell’Amministrazione.

Ci chiediamo se l’operato generale prima e questo modo di rappresentare le cose da parte dell’Assessore Chiarato sia quello che si merita lo sport a Latina e quindi questa città.

Il Latina Calcio può solo auspicare, in linea con quanto ha formalmente richiesto, che l’amministrazione rispetti la normativa, assuma una posizione collaborativa e si faccia carico direttamente delle cose di competenza, senza cercare di ribaltare sempre su terzi, più o meno ignari…., gli oneri che dovrebbe sostenere direttamente.

Ove ciò non dovesse accadere, la strada legale è già tracciata con inevitabili esposti che, visto il reiterarsi più che sospetto del comportamento degli uffici competenti, vedrebbero coinvolta l’intera amministrazione e personalmente, per dolo o colpa grave, chi dovesse risultare non aver rispettato le norme” 

Articolo precedente

TRASPORTO PUBBLICO A CISTERNA: RIPRISTINATA LA LINEA 4 AL SAN VALENTINO

Ultime da Politica