IL GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA DI UN TRENTENNE DI LATINA: 8 RAPINE IN MENO DI 3 ORE

Sparisce da Latina per oltre venti giorni e commette tre rapine: condannato a settembre, si scopre che ne aveva commesse altre

Una storia drammatica per un giovane di Latina, M.Z. (le sue iniziali), classe 1993, la cui scomparsa era stata denunciata dai genitori lo scorso aprile 2025. Il 33enne, dopo essere stato ritrovato all’Eur di Roma, era stato ricoverato in stato di agitazione al Sant’Eugenio di Roma.

Dimesso dal nosocomio romano, il 33enne era sparito di nuovo, dopo aver assunto alcol e altre sostanze, tanto che i genitori denunciarono di nuovo la scomparsa. La sparizione durò poco perché nella serata del 29 aprile, in uno stato delirante, l’uomo aveva commesso tre rapine nel quartiere romano di Tor Bella Monaca.

Lo scorso 22 settembre, il quinto collegio del Tribunale di Roma – composto dai giudici Albina Fiordalisi, Claudia Nicchi e Giovanna Salvatore -, aveva condannato, col rito abbreviato, il giovane, difeso dall’avvocato Marco Nardecchia, a 3 anni e 6 mesi di reclusione, concedendo le attenuati generiche.

La sequenza delle azioni del 33enne era da non credere, come fosse stata una notte di ordinaria follia. Tre rapine commesse tutte il 29 aprile, per strada, tra le ore 20.15 e le 20.35. La prima era stata ai danni di una ragazza contro la quale aveva puntato un collo di bottiglia rotto: “Non muoverti, dammi tutto quello che hai”. La donna era stata derubata del portafogli contenente appena 3 euro.

Trascorsi dieci minuti, M.Z. si era fatto di nuovo sotto nei confronti di un’altra donna, minacciata con lo stesso collo di bottiglia: “Dammi tutti i soldi, sennò ti ammazzo”. Il bottino era stato più ingente: 150 euro che la vittima aveva nel portafogli. Infine, non pago, dopo ulteriori dieci minuti, alle ore 20.35, il 33enne aveva minacciato un uomo, derubandolo di cuffiette wireless e cellulare Iphone, poi recuperato dalla vittima che lo inseguiva.

Avvertiti dall’uomo, ultima vittima delle razzie del 33enne in preda ad un vero e proprio raptus, erano intervenuti i Carabinieri che lo avevano arrestato con l’accusa di rapina aggravata dall’uso dell’arma impropria.

Lo scorso 30 aprile, il 33enne era comparso davanti al quinto collegio del Tribunale di Roma che aveva convalidato l’arresto nell’ambito del rito direttissimo, rigettando la misura del carcere richiesta dal pubblico ministero e disponendo i domiciliari con braccialetto elettronico.

Ancora ai domiciliari, oggi, 16 marzo, l’uomo, sempre difeso dall’avvocato Nardecchia, ha dovuto rispondere di altre cinque rapine, commesse in quella giornata maledetta del 29 aprile a Tor Bella Monaca. Il 33enne ha spiegato, ascoltato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Marisa Mosetti, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, che viveva un periodo di difficoltà e non ricorda nulla di ciò che era successo: “Stavo vivendo come una specie di barbone, ero fuori di testa”. L’avvocato Nardecchia non ha chiesto misure alternative rispetto a quelle dei domiciliari disposte dal Gip Mosetti.

Gli inquirenti, avendo ricevuto cinque denunce, hanno riscontrato la sua identità: contestano al 33enne rapine commesse nelle stesse modalità per cui l’uomo è stato condannato a settembre. In un caso, il 33enne, mai peraltro in giri criminali, avrebbe afferrato alle spalle un uomo, per poi stringergli le mani al collo e spingendolo a terra: “Dammi tutti i soldi che hai”, gli avrebbe detto. Dopodiché, si sarebbe impossessato del denaro della vittima, non riuscendovi solo per l’intervento dei titolari di negozio che hanno assistito alla scena.

In seguito, il 33enne se la sarebbe presa con una donna, afferrandola per il giubbino e scaraventandola contro un bidone dell’immondizia. Dopo averle intimato di dargli i soldi, l’uomo si sarebbe impossessato della pochette contenente il passaporto e il permesso di soggiorno.

La terza vittima è sempre una donna che è stata presa per il colletto del cappotto e successivamente, nel completo delirio, il 33enne le avrebbe puntato addosso un coltellino per farsi dare i soldi. Grazie all’intervento di due giovani, la donna è riuscita scampare all’agguato.

È ancora una donna la vittima del quarto assalto. Presa da dietro e buttata a terra, il 33enne si è impossessato della borsa, prima di essere bloccato da alcuni commercianti della zona allertati dalle urla della vittma.

Infine, ultima vittima è un uomo che si è visto puntare contro un taglierino: “Fra’, mi vuoi dare i soldi? Che vuoi fa?”. La minaccia ha fatto sì che l’uomo, intento a prelevare al bancomat, ha dato al 33enne al somma di 250 euro.

Cinque fatti distinti commessi tra le ore 18 e le ore 19 del 29 aprile e tutte azioni denunciate dalla stesse vittime. Una sequenza incredibile, poi continuata circa un’ora dopo con le tre rapine commesse dopo le ore 20 e già giudicate a settembre.

Una vera e propria giornata di ordinaria follia da parte di un giovane che, fino a questi episodi, aveva sempre lavorato come dipendente in una fabbrica, senza commettere reati.

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