Suicidio di Paolo Mendico. La Procura di Cassino che indaga sulla morte del 14enne di Santi Cosma e Damiano ha acquisito i diari del giovane. L’ipotesi di reato è istigazione al suicidio.
A riportare stralci del diario di Paolo Mendico, il 14enne di Santi Cosma e Damiano, suicidatosi lo scorso settembre, a poche ore dal primo giorno di scuola nella sede distaccata del Pacinotti, sono il “Corriere della Sera” e “Il Mattino”.
Paolo Mendico aveva un animo gentile e sensibile, e proprio per questo veniva additato e bullizzato. Alzava la mano per chiedere permesso e il gesto veniva bollato. I compagni lo chiamavano “spia”, “femminuccia”.
Il 14enne riportava ciò che gli accadevasui quaderni di scuola, su fogli sparsi, o su un vecchio quaderno di ricette della madre. Gli scritti sono stati acquisiti della Procura di Cassino, che indaga sul suicidio avvenuto cinque mesi fa e che, come riporta “Il Corsera”, sarebbe pronta a disporre una informativa per il prossimo marzo.
In uno di quei quaderni Paolo racconta di un professore che lo avrebbe insultato urlandogli contro per un compito sbagliato. “Sei un rompi”, gli avrebbe detto davanti a tutti. In un’altra pagina scrive di essere stato rimproverato pper aver bevuto dalla borraccia senza il permesso dell’insegnante.
A casa Paolo tornava sotto choc. Raccontava di compagni che facevano gesti offensivi ai docenti e di conseguenti punizioni collettive, come compiti punitivi da scrivere cento volte. Riferiva anche di piccoli furti in aula, di un clima che non sentiva suo. Paolo si preoccupava per il raffreddore di due compagni e offriva loro pacchetti interi di fazzoletti: un gesto gentile ma che produceva disprezzo. La sera del 10 settembre 2025, dopo aver cenato con i genitori Simonetta e Giuseppe, Paolo è salito in camera con la sua cagnolina Dafne. Dallo zaino, già pronto per il primo giorno di scuola, ha preso il diario nuovo, scrivendo “Quella scuola è una prigione”. Dopo, il suicidio.
La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Oltre ai quaderni e alle chat, sarà depositata a breve anche la perizia della psicologa della scrittura Marisa Aloia, incaricata dalla famiglia di ricostruire il profilo emotivo del ragazzo attraverso i suoi testi. “Quando scrive della sua cagnolina, del pappagallino o dell’amica Francesca, la grafia si addolcisce, diventa serena” – dice la psicologa.
“Quando invece racconta la scuola, si percepiscono tormento, rabbia e una profonda sofferenza, accompagnati però dal desiderio di proteggere i genitori”. Tra le pagine sequestrate c’è anche una lettera del 30 marzo 2020, periodo del Covid. Paolo scrive a un’amica: “Ho tanto desiderio di correre, giocare con te, gustare un gelato davanti al bar. Mi sento molto triste, vedere il mio paese deserto mi fa sentire solo”.
Secondo la psicologa, a un certo punto sarebbe stato necessario un cambiamento radicale: scegliere ad ad esempio un’altra scuola.
