“HO PULITO LATINA DA CALABRESI E NAPOLETANI”, INIZIA IL PROCESSO PER LE MINACCE DI “CHA CHA” AI CARABINIERI

Latina, fermato per un controllo, si oppone e minaccia i Carabinieri. Inizia il processo per il 59enne Costantino “Cha Cha” Di Silvio

Si è incardinato oggi, 7 ottobre, il processo per le minacce profferite ai danni dei Carabinieri in cui è imputato il noto pluripregiudicato di Latina, Costatino “Cha Cha” Di Silvio, 59 anni, assistito dagli avvocati Massimo Frisetti e Gaetano Marino. Il processo si svolge dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Zani, e a rappresentare l’accusa c’è la Procuratrice Aggiunta di Latina, Luigia Spinelli.

Nell’udienza odierna, la difesa ha dato l’assenso affinché sia acquisito tutto il fascicolo del pubblico ministero, quindi non verrano ascoltati in aula i tre Carabinieri minacciati. Le prossime tappe sono fissate per il 21 ottobre e l’11 novembre quando si dovrebbe arrivare già a sentenza.

Lo scorso 13 marzo, i Carabinieri della Stazione di Latina avevano tratto in arresto, in esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo elettronico emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, il 59enne Costantino “Cha Cha” Di Silvio per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Il pluripregiudicato deve rispondere anche di violazioni degli obblighi inerenti alla Sorveglianza Speciale di Polizia con obbligo di soggiorno cui è sottoposto.

Nello specifico, i militari della Stazione Carabinieri di Latina, in data 21 febbraio 2026, avevano controllato “Cha Cha”, in via Umberto I, a Latina, mentre era alla guida della Lancia Y sprovvisto di patente di guida poiché revocata a seguito della sottoposizione alla suddetta misura di prevenzione personale.

Inoltre, nel corso del controllo, lo stesso aveva iniziato a proferire frasi dal tenore minaccioso nei confronti dei Carabinieri. I gravi indizi di colpevolezza, opportunamente documentati, erano stati sottoposti al vaglio della locale Procura della Repubblica, che condividendoli e valutandoli in ordine anche ad ulteriori violazioni degli obblighi imposti dalla misura di prevenzione personale cui lo stesso è sottoposto e per le quali è stato già deferito all’Autorità Giudiziaria, aveva richiesto un’idonea misura cautelare al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, il quale, all’esito di interrogatorio preventivo, aveva provveduto ad emettere il provvedimento restrittivo.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato così sottoposto agli arresti domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

La Procura di Latina aveva chiesto di nuovo l’arresto in carcere per “Cha Cha”, dopo che, a inizio febbraio e soprattutto, alla fine dello stesso mese, era stato trovato alla guida senza patente, peraltro come aveva sempre fatto da quando è uscito dal carcere a febbraio del 2025 e anche dopo aver subito il provvedimento di sorveglianza speciale a giugno 2025. Costantino “Cha Cha” Di Silvio non ne voleva sapere di non guidare e, prima la Polizia, successivamente i Carabinieri di Latina, lo avevano di nuovo fermato, sequestrandogli la sua Lancia Ypsilon celeste.

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Lo scorso 12 marzo, dinanzi al giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano, “Cha Cha”, assistito dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, aveva sostenuto l’interrogatorio preventivo. A svolgere l’interrogatorio c’era la Procuratrice Aggiunta Luigia Spinelli. La difesa chiedeva che non venisse applicata alcuna misura cautelare, tantomeno quella del carcere come richiesto dalla Procura di Via Ezio.

Il 21 febbraio scorso, quando venne fermato dai Carabinieri della Stazione di Latina, Cha Cha sarebbe incorso, secondo la Procura, nel reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale. Una volta fermato a bordo della sua Lancia Y che non può guidare perché sorvegliato speciale, il 59enne pluripregiudicato avrebbe affermato frasi inaudite: “Questo è il ringraziamento del bene che ho fatto a Latina, ho mandato via i calabresi e i napoletani e ho pulito Latina“.

Non pago, mentre il Comandante della Stazione di Latina redigeva gli atti per il sequestro dell’auto, Cha Cha avrebbe detto ai tre militari dell’Arma che erano presenti: “Dite al Comandante che si sta molto alla larga da me, ecco perché non diventerà mai Capitano, è un poveraccio. Si è appostato per sequestrarmi la macchina ma non vi preoccupate, volete vede’ che ho minacciato gente dell’anticrimine di Latina, gente della Questura, mo dovete vede’ che cosa di grande combino a lui. Sai che me fai capì: stai a livelli bassi, non passerai mai di grado“.

Ad essere contestati a Cha Cha sono diverse violazioni. Il 14 ottobre è stato sorpreso dalla Polizia alla guida della Lancia Y; due giorni dopo, stessa infrazione alla sorveglianza speciale; il 30 gennaio 2026, è stato di nuovo sorpreso a guidare. Infine, il 21 febbraio, il giorno delle frasi inaudite ai Carabinieri, la nuova infrazione che ha comportato il sequestro del veicolo. Sarà il Gip Romano a decidere per l’arresto o meno del 59enne.

A giugno 2025, era stato il Tribunale di Roma – Sezione Specializzata Misure di Prevenzione ad applicare la misura della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno a Latina per due anni, nei confronti del 59enne. Il provvedimento, su proposta della Questura di Latina, prevede che “Cha Cha” non possa uscire da casa, ogni giorno, dalle 21,30 della sera fino alle 6,30 del mattino.

A marzo 2025, Di Silvio fu attinto da un altro provvedimento del Questore di Latina, Fausto Vinci: il Daspo sportivo fuori contesto. Una misura, introdotta nel 2019 e legittimata da una sentenza della Cassazione nel 2021, che impedisce l’accesso agli impianti sportivi ai soggetti responsabili nell’ultimo quinquennio di alcune tipologie di reati, anche se realizzati fuori da un impianto o da un contesto sportivo.

Cha Cha, a gennaio 2025, aveva rimediato una condanna per estorsione ai danni di un avvocato di Latina a 8 anni e 4 mesi nel maxi processo Reset. La condanna era stata una delle poche emesse dal Tribunale di Latina nell’ambito del processo che ha visto crollare le accuse formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. È venuta meno, infatti, con una sentenza sicuramente inaspettata e decisamente discussa, l’accusa di associazione mafiosa a carico di “Cha Cha”, dei nipoti Angelo e Salvatore Travali e di tutti gli altri componenti del sodalizio come Alessandro Zof e il narcotrafficante Gianluca Ciprian, entrambi scarcerati (Zof è ai domiciliari per l’inchiesta sui chioschi), così come il suddetto Salvatore Travali.

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Il 59enne Di Silvio è un nome notissimo non solo negli ambienti della malavita pontina; nel passato, sono emersi contatti anche con personaggi del calibro di Giuseppe D’Alterio detto ‘O Marocchino e Ettore Mendico, due nomi di peso negli ambienti della malavita organizzata nel sud pontino. La presenza di “Cha Cha” è stata evidente a ogni livello, nel mondo di sotto e nel mondo di sopra del capoluogo di provincia: dalla curva del Latina Calcio fino alla frequentazione dell’allora Presidente ed ex deputato di Fratelli d’Italia, Pasquale Maietta (grande amico di “Cha Cha”), il personaggio sfrecciava con il suo motociclo per la città incontrando il saluto e il rispetto di molti.

Al momento, Di Silvio deve affrontare un processo, dopo la condanna a 5 mesi per le lettere di minaccia anche all’ex moglie di Gianluca Tuma, suo compagno di crimine sin dalla giovane età. Cha Cha deve essere giudicato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma per una estorsione con l’aggravante del metodo mafioso che gli è contestata, insieme a Francesco Viola, ai danni del titolare di un bar e di una pizzeria di Latina. I due, nell’episodio racchiuso nell’indagine “Purosangue”, avrebbero provato a farsi corrispondere la cifra di circa 25mila euro. Secondo la Squadra Mobile di Latina e la DDA romana, la corresponsione del denaro saltò solo per l’intervento di un altro pregiudicato di peso, Luigi Ciarelli.

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