“La politica è assunzione di responsabilità. La vicenda giudiziaria che riguarda il vicesindaco non può essere derubricata a semplice fatto personale, poiché coinvolge direttamente l’attività amministrativa e chiama in causa anche iI sindaco, sia come responsabile dell’azione amministrativa sia nel rapporto fiduciario con il suo vice”.
Esordisce così la netta di presa di posizione dei consiglieri comunali di minoranza di Sabaudia, Vincenzo Avvisati, Simone Brina, Enzo Di Capua, Immacolata Iorio, Maurizio Lucci, Giancarlo Massimi, Paolo Mellano e Marco Mincarelli.
“Le minoranze hanno sollevato questioni puntuali e legittime in merito al funzionamento del Consiglio comunale, della mancata pubblicazione di atti alle modalità di votazione della mozione di sfiducia. Si tratta di rilievi fondati sul rispetto delle norme e sul corretto esercizio delle prerogative consiliari.
In particolare, nelle ultime sedute, la minoranza ha contestato alla Presidenza del Consiglio Comunale due questioni: Ia mancata pubblicazione del verbale della precedente seduta disertata della Maggioranza (peraltro pubblicato all’albo pretorio il giorno successivo); e la modalità di votazione della mozione di sfiducia ovvero che il Sindaco non avrebbe potuto partecipare al voto sia per rispetto della norma sia perché direttamente chiamato in causa”.
“Se il Sindaco non avesse partecipato al voto, la mozione comunque sarebbe stata respinta perché non avrebbe raggiunto i nove voti, ed il risultato sarebbe stato una sostanziale parità. La verità è che il Sindaco, con il suo voto, ha voluto ribadire la propria leadership su un’amministrazione che, dal suo insediamento, ha perso due consiglieri e visto il passaggio all’opposizione della lista civica di cui era stato promotore, prima di passare tra le fila di Forza Italia. Un’amministrazione ormai minoritaria, sempre più arroccata nella difesa delle poltrone. Anche Ia nomina della Giunta ne è Ia prova: dopo aver agito in contrasto con lo Statuto, è stato costretto a sostituire l’assessore Pia Schintu con una figura esterna al territorio”.
“Invece di guardare alla pagliuzza della minoranza farebbe bene a guardare alla trave nel proprio occhio che non gli permette (Ia vicenda delle nomine dei nuovi assessori ne sono l’esempio) di guardare lo scarto esistente tra questa amministrazione ed iI sentire comune. Quanto mosso dai banchi dell’opposizione rispecchia, pertanto, la discrezionalità delle posizioni e delle idee politiche di ciascuno: ogni critica ed osservazione viene avanzata nell’esercizio pieno e legittimo del ruolo di Consigliere Comunale, senza mai esercitare pressioni su alcuno. Rivendichiamo il diritto di espletare il nostro mandato ispettivo e politico senza censure, spesso si cerca di ostacolare lo svolgimento del ruolo della minoranza ricordando che il confronto in Aula rappresenta il cuore della democrazia e non un fastidio burocratico da liquidare con ricostruzioni di parte”.
“La minoranza ha sempre svolto con responsabilità il proprio compito di controllo, contribuendo anche a evitare scelte amministrative potenzialmente in contrasto con la normative e avanzando proposte e osservazioni su questioni rilevanti per la città (come il bando sui chioschi, il bando per i bagnini, la tariffa della Tari costringendo l’ente a rimborsare ai cittadini somme erroneamente addebitate agli stessi, l’acquisto ad un prezzo spropositato del cinema Augustus, ad esclusivo beneficio del privato, e da ultimo per la proroga della RSA di San Donato con un parere dell’Anac che sconfessa l’atto adottato dalla Giunta comunale e sospeso per l’intervento dello stesso collegio dei revisori dei conti)”.
“Allo stesso tempo, è inaccettabile che l’amministrazione continui ad utilizzare, in maniera impropria, i canali e i siti istituzionali per finalità di propaganda politica di parte, piegando strumenti pubblici a un uso che nulla ha a che vedere con la corretta informazione ai cittadini e con il rispetto delle regole istituzionali. Noi siamo e restiamo sempre rispettosi delle istituzioni democratiche e delle regole, come dimostrano i fatti. II resto è solo demagogia da parte di chi, messo alle strette sul consenso dei cittadini, tenta di gettare fumo e discredito su coloro che in questi quattro anni hanno svolto il proprio ruolo con coerenza o su chi, più recentemente, ha compiuto una scelta legittima e motivata”.
