Pietro Lococo, fondatore del Gruppo HDP, è stato scagionato dalle accuse di truffa relative all’utilizzo illecito dei fondi europei per l’acquacoltura perché “il fatto non sussiste”. È quanto stabilito dal Tribunale di Tivoli nella sentenza pronunciata giovedì scorso, che ha chiuso una vicenda giudiziaria durata due anni.
Il Tribunale di Tivoli ha smontato l’impianto accusatorio che ipotizzava una truffa aggravata per l’ottenimento illecito di fondi comunitari. All’esito del rito abbreviato, il Giudice ha assolto con formula piena Pietro Lococo e gli amministratori delle società coinvolte Libero Di Paola, Alessandra Mercadante e Ludovica Lococo. È stata inoltre esclusa ogni responsabilità per le cinque società del Gruppo coinvolte, di cui è stata certificata la totale regolarità operativa, con conseguente e immediata restituzione agli aventi diritto di tutti i beni sequestrati.
“Questa pronuncia mette fine a oltre due anni di grande sofferenza mia, della mia famiglia e delle persone che con me lavorano da tanto tempo”, ha dichiarato Pietro Lococo. “L’assoluzione infatti non riguarda solo me, ma l’intero management e le nostre società, confermando la totale trasparenza e linearità del nostro operato. Oggi ci lasciamo finalmente questa dolorosa parentesi alle spalle. Il nostro focus torna a essere, al 100%, la crescita del Gruppo HDP e lo sviluppo di un’acquacoltura italiana sostenibile e di eccellenza”.
Il Gruppo HDP, fondato da Pietro Lococo, imprenditore da decenni figura di riferimento nell’itticoltura italiana, è uno dei principali player nazionali nell’acquacoltura. Con siti produttivi in Lazio, Sicilia, Toscana e Liguria, è specializzato nell’allevamento di orate, spigole e ombrine 100% Made in Italy. L’azienda si distingue per l’integrazione verticale della filiera (dalla selezione genetica nell’Avannotteria fino alla commercializzazione nella GDO) e per l’impegno verso il benessere animale e la sostenibilità.
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