Arrestati dalla Polizia di Stato gli autori di due rapine commesse in pieno centro cittadino nel capoluogo di provincia
Una tripla condanna per le prepotenze in centro perpetrate nei confronti di alcuni giovani a Latina, nella centralissima Piazza del Popolo. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Morselli, nell’ambito del rito abbreviato, ha condannato tre giovani “maranza”, di nazionalità tunisina, accusati di rapina pluriaggravata dal possesso un arma seppur giocattolo.
4 anni e 8 mesi per il 23enne Salem Menssi, difeso dall’avvocato Silvia Perciballe; 5 anni ciascuno per il 25enne Louay Zarrouki, assistito dall’avvocato Alessandro Farau, e il 23enne Shanin Ayman Abdelfattah, difeso dall’avvocato Stefano Iucci. Il pubblico ministero Giuseppe Aiello aveva chiesto 6 anni per Zarrouki e Abdelfattah, accusati di due episodi di rapina, e 4 anni e 3 mesi per Menssi, che doveva rispondere di un unico episodio di rapina più il getto di cose pericolose.
Dopo l’arresto avvenuto ad aprile 2025 (sono tuttora in carcere, nonostante che le vittime avessero dato l’assenso alla loro scarcerazione negato dal Gup Morselli), i tre ventenni si erano avvalsi della facoltà di non rispondere e non avevano risposto alle accuse di aver rapinato e minacciato diversi passanti in Piazza del Popolo a Latina.
A conclusione di una rapida attività investigativa, diretta e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, la Polizia di Stato, a Latina, aveva proceduto, il 9 aprile 2025, all’arresto dei tre giovani, gravemente indiziati di due rapine aggravate dall’uso di una pistola commesse, in successione, nel pieno centro cittadino, poco prima della mezzanotte del 9 gennaio dello stesso anno.
In quell’occasione, i tre ragazzi, passeggiando in Piazza del Popolo e vie limitrofe, avevano aggredito, in tre distinti episodi, ben quattro persone, minacciandole anche con una pistola, al fine di farsi consegnare una collana, del denaro, un telefono cellulare e finanche delle sigarette.
L’attività investigativa aveva messo in luce la notevole spregiudicatezza criminale dimostrata dal “gruppo”, desunta dalla modalità delle condotte delittuose: in particolare, uno dei tre giovani infastidiva dapprima, in piazza del Popolo, un ragazzo ventenne, al quale chiedeva insistentemente dei soldi e una sigaretta, dando modo così ad altri suoi due complici di avvicinarsi e tentare di strappargli la catenina che indossava al collo. Vanificato il tentativo, uno dei tre giovani estraeva una pistola e la puntava al petto del ragazzo, intimandogli di dargli una sigaretta, spostando subito dopo la propria attenzione verso altri due suoi amici che erano giunti presso di loro, minacciandoli con la pistola e strappando il cibo e la sigaretta che avevano in mano, per poi gettargliela contro.
Poco dopo, i tre aggressori si dirigevano presso una coppia che si trovava sotto i portici di Piazza del Popolo, chiedendo anche a loro delle sigarette e, visto il rifiuto, gli gettavano contro delle bottiglie che avevano preso da un secchio dei rifiuti.
Una volta giunti in via Don Morosini, i tre chiedevano insistentemente soldi e sigarette ad un altro ragazzo, strappandogli di mano il pacchetto, intimorendolo con la minaccia della pistola e tentando di sottrargli il cellulare, ma anche in questo caso, per la pronta reazione del malcapitato il tentativo non andava a buon fine.
Circa 10 minuti dopo, personale della Squadra Volante, nei pressi della piazza davanti alla chiesa di Santa Maria Goretti, rintracciava i tre ragazzi che corrispondevano alle descrizioni fornite dalle vittime, uno dei quali era in possesso di un simulacro di pistola, del tutto simile a quella descritta dalle persone precedentemente aggredite.
I successivi accertamenti effettuati dalla Squadra Mobile consentivano di assumere significativi elementi indiziari a carico dei soggetti controllati dal personale della Squadra Volante, alla luce dei quali, su richiesta della locale Procura della Repubblica, il giudice per le indagini preliminari disponeva la loro custodia cautelare.
Due di loro, peraltro, erano già stati arrestati in flagranza di reato, dalla Polizia di Stato, il 4 marzo 2025, subito dopo aver commesso altre rapine: si tratta di Salem Menssi e Shanin Abdelfattah. Il terzo, Louay Zarrouki, è stato invece rintracciato, all’esito di serrate ricerche, nel centro cittadino e subito condotto nel carcere di Latina.
Menssi e Abdelfattah, pur scegliendo strade giudiziarie diverse – il primo con il rito ordinario, il secondo con l’abbreviato – sono stati individuati come gli aggressori di altri immigrati. Una prepotenza consumata per “spillare” una colazione e un po’ di soldi dalla carta bancomat. Un modus operandi, quello dei cosiddetti “maranza”, che, anche per altri episodi avvenuti a Latina compiuti da altri personaggi di origine nordafricana, ha già portato ad altri arresti.
Vestiti con indumenti firmati e molto omologati, ormai, al di là di assurdi razzismi, quello dei giovani immigrati, provenienti dall’area maghrebina e dediti ad “alzate d’ingegno” del genere, è diventato un fatto conclamato e usuale. Quasi che fosse naturale improntare i propri rapporti sociali all’insegna di prepotenza e soverchieria. Non è una criminalità di serie A e neanche di serie C: forse è la risposta scontata, al netto di facili sociologismi, ad un modello di integrazione che non ha mai provato realmente a funzionare.
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