GIORNO DEL RICORDO, LBC: “NO A LISTE SULLE SCUOLE. LA MEMORIA NON SI USA COME STRUMENTO POLITICO”

Il movimento Latina Bene Comune esprime profonda preoccupazione e netta condanna rispetto all’interrogazione parlamentare presentata dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, sottoscritta anche dal deputato Federico Mollicone, che chiama in causa 41 istituti scolastici “accusati” di non aver dato “adeguato seguito” alle iniziative legate al Giorno del Ricordo, che commemora le vittime delle Foibe.

Per Lbc si tratta di un atto grave, che introduce un pericoloso precedente: quello di sottoporre le scuole pubbliche a una forma di monitoraggio politico e ideologico, “stilando vere e proprie liste”. In questo elenco compaiono anche tre istituti della nostra città: il liceo classico Dante Alighieri, il liceo scientifico Grassi e l’istituto tecnico Galilei. Scuole che da anni rappresentano presidi fondamentali di formazione critica, pluralismo culturale e libertà educativa nel territorio pontino.

“Siamo di fronte a una deriva che richiama logiche di schedatura e intimidazione, incompatibili con i principi democratici e con l’autonomia del sistema scolastico – commentano la segretaria Elettra Ortu La Barbera e l’ex sindaco Damiano Coletta – La memoria storica non può essere imposta per decreto né tantomeno utilizzata come strumento di pressione politica. Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza importante, che merita rispetto e approfondimento serio, non strumentalizzazioni. Trasformare un tema così delicato in un’arma di delegittimazione contro le scuole significa svilire la memoria stessa e colpire la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione.

La nostra posizione – proseguono – è chiara: non abbiamo assolutamente nulla contro la celebrazione del Giorno del Ricordo. Non è una questione di merito, ma di metodo e di approccio al rispetto dell’indipendenza scolastica. Riteniamo giusto e fondamentale che studenti e studentesse conoscano tutta la storia, in particolare quella del Novecento, con la sua complessità e le sue diverse memorie. Siamo quindi pienamente favorevoli alla tutela della memoria e alla diffusione della conoscenza storica”.

“A maggior ragione – aggiungono la segretaria e l’ex sindaco – in una città come Latina, che ha vissuto direttamente l’accoglienza dei profughi provenienti dalla Dalmazia e dal Friuli Venezia Giulia, esiste un legame storico profondo con quei tragici eventi. Proprio per questo riteniamo importante che tali temi vengano affrontati con serietà e profondità. Ciò che contestiamo è il metodo adottato attraverso questa interrogazione, che rischia di trasformare un momento di memoria condivisa in uno strumento di pressione politica. Quello che sta accadendo – concludono – è inquietante: si tenta di costruire un clima di sospetto attorno agli istituti scolastici, insinuando che chi non si adegua a una narrazione univoca sia in difetto. È un attacco diretto all’autonomia scolastica e al ruolo degli insegnanti, che devono poter scegliere liberamente metodi e contenuti nel rispetto della complessità storica”.
Latina Bene Comune esprime piena solidarietà alle comunità scolastiche coinvolte e respinge con forza qualsiasi tentativo di trasformare le scuole in terreno di scontro politico o in strumenti di propaganda.

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