Il mastodontico progetto della cittadella “GIOMI”, approvato con una variante semplificata al PRG presenta nuove criticità.
“Ricordiamo che si tratta di una cittadella, che prevede la realizzazione di 3 case albergo per anziani autosufficienti per una capienza di 240 ospiti che possono affittare mini appartamenti da 1 o 2 persone, e che possono usufruire di servizi riservati come palestra, teatro, cinema, negozi, piscina (anche se al momento la piscina non è stata approvata perché non viene dichiarato dove sverserebbe le acque: nel Fosso dei Fraticelli?). Inoltre la nuova cittadella di circa 5 ettari avrebbe infrastrutture autonome: una cabina elettrica dedicata, parcheggi, sistema fognario autonomo, anche se al momento non approvato perché previsto troppo vicino alla strada provinciale.
Il procedimento è stato già oggetto di numerose segnalazioni da parte della minoranza: per la completa mancanza di trasparenza del procedimento urbanistico; per l’occultamento dell’incendio avvenuto nel 2022 sulla particella che avrebbe bloccato la possibilità die edificare per 15 anni; per l’assenza dell’autorizzazione geologica per il rischio sismico e idrogeologico, e di altre numerose “anomalie”.
Ora da ulteriori approfondimenti degli atti, delle norme e dei regolamenti comunali, emerge un ulteriore problema: la distanza dal cimitero comunale.
Fin dalla Conferenza dei Servizi preliminare chiusa nel 2020, erano più volte emerse criticità relative al rispetto del vincolo cimiteriale che per legge è stabilito in 200 mt.
Tali criticità sono richiamate anche nel parere dall’Area Urbanistica della Regione Lazio che rileva che “l’area risulta essere interessata dalla presenza della fascia di rispetto cimiteriale” stabilita in 100 metri in virtù di una fantomatica deroga del 1978 ottenuta con un Decreto del Medico Provinciale.
Ma lo stesso ufficio urbanistico della Regione Lazio fa rilevare che tale Decreto del Medico Provinciale non è stato reso pubblico, pertanto non si conoscono le motivazioni della deroga e le eventuali nuove attività consentite.
In effetti il Decreto del Medico Provinciale emanato nel lontano 1978 viene citato anche negli strumenti urbanistici del Comune di Cori come una fantomatica variante al PRG, ma non risulta che tale variante sia stata adottata dal Consiglio, passaggio essenziale per la sua legittimità. Tanto che, lo stesso ufficio urbanistico della Regione Lazio, fa notare che neanche oggi la
ASL competente ha rilasciato un atto per un’eventuale deroga al vincolo dei 200 metri tanto che conclude “qualora tale parere risultasse rilasciato il provvedimento conclusivo dovrà tenere conto delle eventuali prescrizioni in esso contenute”.
Ebbene, la variante al PRG che consente l’edificazione dell’abnorme Giomi Village a meno di 100 metri dal cimitero di Cori, viene approvata con un semplice auspicio che non si infrangano le norme.
Ma quali norme? Le Leggi nazionali impongono che la fascia di rispetto sia di 200 mt dal perimetro dei cimiteri, e tale distanza non è derogabile con provvedimenti di altri Enti sovra comunali, come nel caso di specie dal Decreto del Medico Provinciale del 1978.
Tale Decreto, tra l’altro, non è mai stato reso pubblico né è stato accertato che sia mai stato oggetto di approvazione con Deliberazione Consiliare. E inoltre, cosa conteneva?
E le norme non consentono deroghe per favorire un progetto di iniziativa privata senza alcuna rilevanza per l’interesse pubblico.
Come consiglieri di minoranza abbiamo sempre dichiarato di essere favorevoli ad un’iniziativa di questo tipo, ma non in quel luogo assolutamente inadatto e con l’uso abnorme di suolo, e non aggirando le norme.
Ora crediamo che anche questo ulteriore aggiramento delle norme urbanistiche rappresenti un ulteriore elemento a sostegno delle nostre valutazioni.
Abbiamo voluto dare un’ultima possibilità all’amministrazione di De Lillis proponendo di annullare in autotutela la variante al piano regolatore.
Ci auguriamo che la maggioranza colga questa opportunità, per porre rimedio ad una scelta urbanistica incondivisibile ed alla mole delle irregolarità commesse, che ci risulta sia oggetto di indagini da parte della magistratura”.
Così, in una nota, i consiglieri comunali di minoranza, Aristide Proietti, Germana Silvi e Evaristo Silvi.
