GENERAZIONE VENTOTENE, CONCLUSA LA QUARTA EDIZIONE: “RESPONSABILI DEL FUTURO”

Generazione Ventotene, conclusa la quarta edizione della scuola di formazione del PD Lazio. Valeria Campagna: “Una generazione che sceglie di formarsi e di prendersi la responsabilità del futuro”

Si è conclusa ieri a Ventotene la quarta edizione di Generazione Ventotene, la scuola di formazione politica promossa dal Partito Democratico del Lazio insieme alla Fondazione Friedrich-Ebert-Stiftung. Quattro giorni di incontri, dibattiti, tavoli di lavoro e confronto che hanno coinvolto oltre 150 ragazze e ragazzi arrivati sull’isola da tutta Italia per discutere delle grandi sfide politiche del presente e del futuro.

Tra le persone che hanno contribuito alla progettazione e all’organizzazione della scuola anche Valeria Campagna, vicesegretaria del Partito Democratico del Lazio e Capogruppo del PD in Consiglio Comunale a Latina.

“Per me Generazione Ventotene è prima di tutto una scommessa collettiva, alla quale ho avuto la fortuna di contribuire anche quest’anno insieme a tante e tanti compagni di strada. Voglio innanzitutto ringraziare Daniele Leodori, che quattro anni fa ha avuto l’intuizione di investire in una scuola politica del PD Lazio e che da allora ha continuato a crederci e a rafforzare questo progetto. Se oggi siamo alla quarta edizione è perché c’è stata una scelta precisa: scommettere sulla formazione, sulla partecipazione e sul protagonismo delle nuove generazioni”.

“Ringrazio anche la Fondazione Friedrich-Ebert-Stiftung, che quest’anno ha scelto di diventare partner della scuola e di condividere con noi questo percorso. La formazione politica ha bisogno di spazi di confronto, ma soprattutto di conoscenze e strumenti per leggere un mondo che cambia rapidamente. La collaborazione con la Fondazione ha contribuito in modo importante a costruire questo spazio”.

Al centro della quarta edizione sono stati alcuni dei principali temi che attraversano il dibattito politico contemporaneo: gli 80 anni dal voto alle donne e la sfida della rappresentanza di genere, le Madri Costituenti, l’Europa e il Mediterraneo, la pace, le disuguaglianze, il lavoro e la precarietà giovanile, le diseguaglianze territoriali ed economiche, la sicurezza, la democrazia e i nuovi spazi della partecipazione politica.

“Abbiamo scelto di mettere al centro questioni che riguardano concretamente la vita delle persone e, in particolare, delle giovani generazioni – continua Campagna –. Dalla precarietà del lavoro alla difficoltà di trovare una casa, dalle disuguaglianze territoriali alla crisi della democrazia, fino alle guerre che attraversano il nostro presente. E proprio sulla pace abbiamo voluto confrontarci senza semplificazioni: sulla necessità di costruire una pace giusta, fondata sul diritto internazionale, sulla libertà e sulla dignità dei popoli. Una scuola politica deve servire anche a questo: mettere in relazione ciò che accade nel mondo con la capacità di elaborare una proposta politica concreta”. Particolarmente significativa è stata anche la presenza della dirigenza nazionale del Partito Democratico.

La segretaria nazionale Elly Schlein ha dialogato in collegamento con le partecipanti e i partecipanti alla scuola sulle sfide che attendono il Paese e l’Europa.A Ventotene sono intervenuti, inoltre, esponenti della Segreteria nazionale come Marta Bonafoni, coordinatrice della Segreteria nazionale del PD, Michele Fina, senatore e tesoriere nazionale del PD, e Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani Democratici, insieme a numerosi parlamentari nazionali ed europei, consiglieri regionali e altri rappresentanti del Partito Democratico a ogni livello.

“La presenza della segretaria Elly Schlein e di tante figure della nostra comunità nazionale, europea e regionale ha dato ulteriore forza a questa esperienza – sottolinea Campagna –. È stato importante creare uno spazio in cui chi ha responsabilità politiche potesse confrontarsi direttamente con una generazione che sta entrando sempre più da protagonista nella discussione sul futuro del Paese e che già oggi è impegnata nei propri territori”.

Per Campagna, il dato più significativo della quarta edizione è proprio la scelta delle ragazze e dei ragazzi di dedicare tempo alla propria formazione politica.

“In questi giorni abbiamo visto ragazze e ragazzi prendere treni e traghetti, organizzarsi con l’università e con il lavoro e scegliere di dedicare quattro giorni alla formazione e al confronto. È un’immagine molto diversa da quella di una generazione disinteressata o distante dalla politica. Qui abbiamo visto una generazione che vuole capire, discutere, fare domande e assumersi responsabilità. E questo per noi è un patrimonio politico da coltivare“.

“Vogliamo che Generazione Ventotene diventi sempre più un luogo in cui la nostra generazione possa acquisire strumenti, costruire relazioni e soprattutto elaborare una propria idea di futuro. Perché le prossime sfide saranno enormi e non possiamo affrontarle con categorie vecchie o limitarci a difendere ciò che già esiste”.

“Da Ventotene rilanciamo quindi un impegno preciso: investire sulle nuove generazioni significa investire sulla capacità del Partito Democratico di costruire l’alternativa e di governare le trasformazioni che abbiamo davanti. Significa avere l’ambizione di costruire un’Europa più forte e democratica, capace di promuovere pace e cooperazione; un Paese fondato sul lavoro dignitoso, sui diritti, sulla giustizia sociale e sull’uguaglianza; territori nei quali nessuno sia costretto a rinunciare alle proprie aspirazioni per le condizioni economiche o geografiche di partenza”.

“Ventotene ci consegna una responsabilità: non limitarci a raccontare il futuro, ma avere il coraggio di costruirlo. Quattro anni fa abbiamo iniziato questa esperienza con una scommessa. Oggi, dopo quattro edizioni e centinaia di ragazze e ragazzi incontrati, quella scommessa è diventata un pezzo della comunità politica del PD Lazio. E da qui vogliamo ripartire con ancora più ambizione: perché davanti alle guerre, alle disuguaglianze, alla crisi democratica e alle trasformazioni del lavoro e dell’Europa non possiamo essere spettatori. Abbiamo il dovere di prepararci, di organizzarci e di costruire una proposta capace di cambiare il Paese“, conclude Campagna.

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