GAETA, SALONE: “LA COPERTURA DELLO STADIO RICINIELLO PAGATA TRE VOLTE TANTO E ANCORA INAGIBILE”

Il candidato sindaco per le elezioni amministrative del prossimo anno a Gaeta Antonio Salone e l’ideatore del suo progetto politico Luigi Zazzaro sullo Stadio Riciniello di Gaeta

LA NOTA – “Siamo oltre la vergogna, siamo oltre l’indignazione, siamo oltre la realtà. Benvenuti nell’assurdo. Stiamo letteralmente diventando ormai lo zimbello dell’intera Regione Lazio, un circo di buffoni e pagliacci, pericolosi ed incompetenti amministratori di una città allo sbando, ormai vicina al suo baratro, al punto più basso e miserabile della sua storia millenaria.

L’ennesimo colpo alla nostra dignità di città e cittadini arriva dalla vicenda dello stadio comunale Riciniello, che ieri si è arricchita, anzi impoverita, dell’ennesimo capitolo della sua vergognosa storia recente, infangata da personaggi incapaci di gestire persino una riunione di condominio, figuriamoci la nostra città.

Alla fine di una delle estati più assurde e surreali della storia di Gaeta, dove ha regnato il caos, l’anarchia, grazie ad affaristi senza scrupoli e cementificatori selvaggi, lo stadio comunale di calcio “A. Riciniello” si apprestava ad ospitare la prima partita ufficiale della nuova stagione calcistica della squadra di casa, che doveva andare in scena oggi. La struttura ha da molto tempo ricevuto un finanziamento dal Credito sportivo, di circa 600mila euro, che sarebbero dovuti servire a realizzare diverse infrastrutture interne ed esterne allo stadio stesso, ma soprattutto ad allestire finalmente una copertura alle tribune degna di questo nome. Peccato che alla fine, al costo di quasi 200mila euro, quasi un terzo dell’intero importo, ci siamo ritrovati sotto ad una specie di pensilina, e il Riciniello sembrava essere diventata una nuova fermata dell’autobus. Roba che il posto coperto di ognuno dei 200 seduti sotto la copertura ridicola delle tribune centrali, vale circa mille euro nella spesa complessiva. Una immagine raccapricciante, forse l’emblema più lampante con il quale ricordare questi incapaci che presto saranno fortunatamente solo un lontano ricordo, ma che lasceranno in eredità una città in ginocchio che farà fatica a rialzarsi.

Insomma, torniamo a noi, grazie anche all’alleggerimento delle restrizioni alle libertà degli ultimi mesi, e nonostante la continuità della pandemia, si tornava allo stadio, tra Green Pass e tamponi. Bene, direte voi, potremmo godere di una copertura per il sole e per la pioggia, in pochi, ma non ci importa perché siamo assetati di normalità e vogliamo gustarci lo spettacolo e tifare per la squadra della nostra città. Eh no, nemmeno quello. Nella giornata di ieri infatti l’ASD Gaeta ha annunciato che la gara si sarebbe dovuta svolgere a porte chiuse perché dal Comune si sono dimenticati di collaudare le tribune e la sua ridicola copertura in tempo e quindi ancora devono finire. Roba da matti, per assegnare un appalto profumatissimo a una ditta che ha eseguito lavori da denuncia alla Corte dei Conti ci hanno messo un attimo, per collaudare l’impianto dopo un anno siamo ancora così. Per chi ancora si ostina a non voler capire, allora crediamo che questo fatto racconti in maniera esemplare una dinamica che da mesi noi di Transizione popolare per Gaeta stiamo cercando di denunciare: l’attenzione è concentrata solo sugli appalti, sulle ditte, sui soldi e sul cemento. Altra cosa meno degna di attenzione, anzi senza alcuna attenzione sono le procedure, carte, i documenti, la legalità (vedi appalti), i pericoli (vedi Capo di Serapo), gli standards urbanistici (vedi centro commerciale), la vivibilità (vedi parcheggi), la qualità dell’ambiente (vedi crematorio), la sicurezza dei cittadini (vedi Pontone) insomma potremmo andare avanti per ore.

Ma non finisce qui perché alla fiera dell’assurdo, i professionisti del ridicolo sono solo all’inizio del loro ennesimo scempio. Passano infatti solo poche ore, e la stessa ASD Gaeta, con un nuovo post sulla propria pagina Facebook, annuncia che la partita si svolgerà e il pubblico potrà entrare, ma non potrà sedersi in corrispondenza dell’area coperta dalla indecente pensilina della vergogna. Insomma segnale evidente che non si è perso tempo ad assegnare l’appalto appena presi i soldi, ma non c’era alcuna fretta di vedere se l’intervento era stato fatto per bene. Capite l’assurdo? Del bene comune, di come si spendono i soldi pubblici e della sicurezza o della qualità di ciò che si fa a questi non importa nulla, importa solo aprire cantieri, spendere soldi e far lavorare le ditte che si aggiudicano l’appalto. Sulla regolarità o meno delle assegnazioni non possiamo pronunciarci, ci sono le forze dell’ordine e la magistratura a vigilare.

Ciò che resta però è un’opera pubblica fatta male, costata almeno tre volte di più di quanto sarebbe dovuta costare, che non offre il servizio che avrebbe dovuto offrire, non collaudata e speriamo oggetto di qualche investigazione più approfondita di carattere contabile e penale. Ma su questo siamo ormai abituati, sarebbe solo l’ennesima indagine della magistratura che colpisce la nostra città e le sue oscure vicende, ormai così sfacciate e numerose che non si coprono nemmeno con uno stadio intero, figuriamoci con una pensilina”.

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