GAETA. PCI: “FAVOLE DI LUCE”, BILANCIO NEGATIVO PER IL FUTURO DEL POPOLO GAETANO

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Il partito comunista – sezione “Mariano Mandolesi” di Gaeta, in una lunga lettera, di lunedì 14 gennaio, indirizzata al Primo cittadino Dott. Cosmo Mitrano ha voluto disapprovare le scelte fatte dall’amministrazione in merito alle spese sulle luminarie natalizie, una spesa pubblica di circa 700 mila euro, e l’aumento della TARI, una manovra che andrebbe a colpire le famiglie gaetane più povere. “L’ennesima edizione di “Favole di Luce” promossa dal Comune di Gaeta si avvia al termine. Poco dopo la sua apertura come Partito Comunista abbiamo tenuto un partecipato presidio informativo e di protesta, momento di una campagna politica variegata. La nostra non è una contestazione alle luminarie natalizie in sé con tutti gli eventi annessi, ma piuttosto il manifestare a favore del Lavoro e di una ripartizione della ricchezza meno iniqua che questa iniziativa così concepita invece non produrrà nel tempo. Sottolineiamo ancora come la maggior parte dei fondi esborsati per l’evento provengano dalle casse comunali, quindi dalle elevate tassazioni indifferenziate che poco o niente tengono conto delle capacità reddituali dei cittadini, aspetto di iniquità che l’amministrazione Mitrano ha contribuito ad alimentare in questi anni elevando aliquote al massimo e privatizzando servizi. In molti hanno ormai inteso come la spesa di queste ingenti somme provenienti in gran parte dalle tasche delle classi popolari, pur producendo un movimento di visitatori considerevole, hanno favorito infine solo determinate attività, a loro volta porzioni ristrette di determinate categorie sociali, a fronte di una crescita occupazionale inesistente o assolutamente precaria, malpagata e spesso ancor più sfruttata nel caso di quella già esistente. A seguito della nostra denuncia sulla scarsa trasparenza a riguardo delle cifre spese, sono apparse nel frattempo dal sempre poco intelligibile sito comunale varie determine dirigenziali per le “Favole di Luce”. Come Partito Comunista contribuiamo ora a diffondere tali voci di spesa quali ulteriori prove delle nostre considerazioni. Si parte dai costi più significativi quali i circa 260mila euro alla RBL. LIGHT srl della provincia di Avellino per l’affidamento del servizio di noleggio, installazione, manutenzione e smontaggio delle luminarie e i circa 140mila euro alla ditta Traniello per il servizio di supporto ed assistenza elettrica, uniche società a presentare domande per le rispettive gare. Vi sono poi i casi di affidamento diretto come i 19.813,78 euro alla ditta Music&Light per l’acquisto dell’impianto filodiffusione, i 43.890 euro alla ditta Belmonte per 64 giornate di spettacoli di burattini nel triennio 2018-2020 e la trattativa diretta con “Raffaele Pyrotech Srl” per l’allestimento ed esecuzione di spettacoli pirotecnici per gli stessi anni per complessivi 48.780 euro. Presenti spese più recenti ed ulteriori di promozione come l’incarico a Teleuniverso per campagna pubblicitaria televisiva per 7.320 euro o il contributo di 3.600 euro all’Associazione culturale “Golfo 2000″ per il progetto comunicazionale, sempre riferite al suddetto triennio. Ci sono poi altre voci a fini di spettacolo quali la concessione di 2.700 euro di contributo all’Associazione Iniziative e Progetti per il progetto musicale di Favole di Luce o le sovvenzioni al Centro Del Movimento per 10.850 euro complessivi principalmente per l’iniziativa “Gaeta s’illumina con favole di Luce”. Ma i costi non finiscono qui. Oltre a quelli legati ad altri spettacoli ed attività che qui non computiamo, c’è da considerare che mancano a questo appello altre voci pubbliche quali le ingenti somme che si pagheranno per le forniture elettriche, così come anche le spese per il montaggio delle casette di legno usate come punti vendita, solo per fare due esempi. Insomma è fondato dire che le somme complessive di spesa pubblica raggiungeranno cifre tendenti ai 700 mila euro. Vogliamo inoltre evidenziare che la maggior parte delle ditte beneficiarie non sono di Gaeta, cosa assai rilevante per il discorso occupazionale in città. A questo punto basterebbe anche solo un semplice promotore territoriale esperto per spiegare come con questi strumenti si crea unicamente un turismo cosiddetto “di suolo”, che poco può arricchire in ogni senso una città come la nostra che di turismo potrebbe invece dare da vivere dignitosamente a una grande porzione dei suoi abitanti. La cosa è ancor più assurda se si reputa di voler rafforzare l’identità territoriale, i propri valori e tradizioni come sostiene l’Amministrazione Comunale. È invece ancora più evidente che si è puntato molto su una iniziativa pluriennale che, dietro l’apparente obiettivo della destagionalizzazione delle attività economiche e la distrazione suscitata dal flusso inusuale di passanti, in verità alimenta le disparità sociali esistenti per creare invece consenso elettorale e concentrazione ulteriore di ricchezza in pochi soggetti che danno scarso apporto al benessere cittadino anche in prospettiva futura. Ad ogni modo, le ingenti risorse impiegate potrebbero essere utilizzate alternativamente nella creazione di un’azienda pubblica multiservizi, come da molto rivendichiamo, per generare invece nel tempo nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e favorire occupazione stabile anche a partire dai servizi di promozione del territorio, di guida turistica alle bellezze della nostra città e gestione delle strutture museali già esistenti, o per sgravi fiscali crescenti in favore delle attività che assumono a condizioni migliori. Aggiungiamo poi che i costi dell’iniziativa sono comunque spropositati per una città con dimensione abitativa e composizione sociale attuali come Gaeta, che tra l’altro da anni va spopolandosi e vivendo una carenza dei servizi erogati dal Comune nel campo dei diritti, compresi i trasporti, l’offerta culturale, la salvaguardia territoriale, infrastrutturale e la manutenzione stradale, aspetti questi ultimi necessari pure ai fini turistici stessi. Ma il sindaco Mitrano e i suoi fedeli più accorti certo sanno queste cose, che sono anzi coerenti con il preciso progetto politico che portano avanti nel tempo e che noi comunisti da sempre contrastiamo. Ne è prova ulteriore la scelta recente dell’aumento dell’imposta TARI a carico delle famiglie con contemporanea diminuzione di essa per le attività commerciali che più hanno tratto vantaggio dal recente evento natalizio, compresi alberghi, stabilimenti balneari e persino banche. Dopo tanto immobilismo dei referenti politici di tali categorie che hanno finora amministrato Gaeta negli anni, l’attuale primo cittadino e i suoi alleati si propongono come i dinamici rappresentanti di vecchi e nuovi interessi economici e speculativi. Dietro operazioni appariscenti che riguardano più che altro l’arredo urbano stanno invece finendo di distruggere il già indebolito tessuto sociale di Gaeta nel tentativo di trasformarla in altro, fondamentalmente una città ridimensionata per soli ricchi, ottenendo per ora il solo significativo risultato di averci reso una facile preda per il riciclo di denaro sporco nelle attività commerciali e nell’edilizia, con giovani e meno giovani locali che invece continuano ad emigrare o a vivere in condizioni totalmente subalterne e fabbriche che chiudono e smobilitano con il consenso dell’Amministrazione stessa. Da lungo tempo noi comunisti siamo consapevoli di tutto questo, unici nel denunciarlo così chiaramente a tutta la cittadinanza e spesso altrettanto soli nell’opporci. Oggi più che mai come Partito Comunista ci proponiamo a Gaeta per rappresentare soprattutto i lavoratori sfruttati, i precari e disoccupati di vario genere, le classi popolari impoverite e sotto schiaffo. Nostro primo ruolo è proprio quello di creare coscienza politica fra di esse che sono i nostri referenti sociali, per unirci tutti attorno a proposte concrete per la creazione e tutela di Lavoro e Servizi pubblici, messi oggi così duramente sotto attacco dal capitalismo, e al contempo saper difendere assieme ognuno di noi. La nostra è prima di tutto una prospettiva socialista e di alternativa di sistema, l’unica che può salvarci. Saremo ancora in piazza a manifestare e spiegare tutti questi concetti”.

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