A Gaeta con la candidatura a Capitale italiana del mare 2026 nasce il progetto Centro nazionale di educazione permanente al mare, integrato con il Museo Diffuso del mare di interesse nazionale. Un programma di rilievo nazionale che unisce educazione, innovazione e sviluppo in un’unica architettura culturale marittima permanente.
Non due istituzioni distinte, ma un unico sistema. L’idea è semplice e rivoluzionaria insieme: accompagnare ogni cittadino italiano, fin dall’infanzia, in un percorso continuo di scoperta, consapevolezza e competenza legato al mare.
Gaeta propone così una filiera educativa e cognitiva unica, dall’asilo al master, senza fratture tra formazione di base e alta specializzazione. Il percorso coinvolgerà scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, fino agli ITS, all’università e ai percorsi di alta formazione, con un’attenzione particolare al Mediterraneo come spazio culturale, economico e geopolitico.
Il progetto dalle eccellenze formative del territorio contaminate con le più alte professionalità nazionali e internazionali, per rafforzare l’orientamento verso i nuovi mestieri del mare e costruire un ponte concreto tra educazione, competenze e lavoro nella blue economy.
Il Museo Diffuso del Mare rappresenta, invece, il volto urbano e territoriale di questa visione. Non un edificio isolato, ma una rete di luoghi, percorsi e spazi che coinvolgerà tutta l’italia partendo dal territorio. L’intera città diventa racconto, laboratorio e piattaforma educativa.
La sede centrale di entrambi sarà il primo Palazzo della Cultura del Mare in Europa, destinato a diventare punto di riferimento nazionale per la ricerca, la divulgazione e la sperimentazione didattica legata al mare. Un luogo simbolico e operativo insieme, in cui educazione, tecnologia e visione strategica si incontrano.
Il progetto guarda ai più avanzati modelli internazionali, non per imitarli, ma per reinterpretarne lo spirito. L’approccio anticipatorio del Museum of the Future di Dubai, l’immersività digitale di teamLab Borderless a Tokyo, la dimensione educativa partecipativa del NEMO Science Museum di Amsterdam, l’integrazione tra scienza e società del Miraikan giapponese diventano riferimenti concettuali per costruire un modello originale, radicato nell’identità italiana e mediterranea.
Le tecnologie saranno parte integrante dell’esperienza: sistemi immersivi, realtà aumentata, ambienti interattivi, simulazioni legate alla navigazione e alla tutela ambientale. L’Intelligenza Artificiale consentirà la personalizzazione dei percorsi educativi, adattando contenuti e livelli di approfondimento all’età e agli interessi dei visitatori. La tecnologia non come spettacolo, ma come strumento per rendere il sapere accessibile, inclusivo e dinamico.
“La candidatura di Gaeta a Capitale Italiana del Mare 2026 è una proposta strutturale di politica culturale e formativa. Un’infrastruttura permanente capace sarà di generare valore nel tempo, rafforzare l’identità marittima del Paese e contribuire alla formazione delle nuove competenze necessarie per affrontare le sfide ambientali, economiche e tecnologiche legate al mare” -così ha dichiarato il Sindaco di Gaeta Cristian Leccese.
