GABBIE DI SPIGOLE E ORATE NEL GOLFO, L’ALLARME VILLA: “È SOLO UNA FINTA DELOCALIZZAZIONE”

Delocalizzazione delle gabbie per spigole e orate nel Golfo di Gaeta, interviene la consigliera comunale d’opposizione, Paola Villa: “È solo una finta”

“È notizia di queste ultime settimane che la società “Piscicoltura Golfo di Gaeta Soc. Agricola” un tempo di Pietro Lococo, oggi gestita dalla figlia Ludovica Lococo, ha richiesto 3200mq di specchio d’acqua fuori Punta Stendardo per avviare la tanto attesa “sperimentazione” per delocalizzare le gabbie di orate e spigole che da tantissimi anni inquinano il nostro Golfo ed in particolare il tratto di mare prospiciente la spiaggia di Vindicio.

La società di Lococo ha chiesto contestualmente sia il rinnovo dell’attuale concessione, quella ottenuta diversi anni fa dopo la gestione fallimentare della Medfish, di circa 91.000mq, dove oggi sorgono le decine di gabbie che inquinano i fondali davanti la spiaggia di Vindicio, sia una nuova area offshore dove impiantare 6 gabbie, ognuna di 30 m di diametro, per sperimentare la delocalizzazione, quella “ordinata” dalla carta vocazionale, approvata in Regione Lazio nel luglio 2022. Questa sperimentazione durerà circa tre anni, e se darà esiti positivi, porterà al massimo una delocalizzazione del 75% delle gabbie presenti oggi nel golfo. Ovviamente nessuno garantisce che tale sperimentazione darà esiti positivi.

Però Lococo si garantisce sia il rinnovo della concessione degli attuali 91.000mq che la concessione di altri 3200mq, dove sperimentare. Senza che nessuno, né il comune di Gaeta né la regione Lazio, gli abbia chiesto un impegno concreto come ad esempio una polizza fideiussoria, o la clausola di decadenza della concessione interna al golfo ( i 91.000mq) qualora la sperimentazione non funzionasse. Insomma sembrerebbe un modo, da parte della società di pescicoltura, di garantirsi l’ennesimo rinnovo della concessione e quindi essere autorizzato a tenere le gabbie là dove sono ora.

La stessa società di Piscicoltura scrive nella richiesta che: “si ha necessità di mantenere la concessione all’interno del golfo per lo svolgimento di alcune operazioni indispensabili per la produzione che non potrebbero essere effettuate nella nuova area…”. Insomma le gabbie, anche se la sperimentazione desse esito positivo, non spariranno da dentro il golfo ma si ridurranno soltanto! Forse! All’interno del golfo saranno allevati gli ovanotti, ossia i piccoli di orate e spigole, per garantire il turnover dell’allevamento.

E intanto la società di Lococo si sarà garantita sia i metri quadrati interni al golfo, sia quelli fuori. Una finta delocalizzazione che non risolve le serie problematiche di inquinamento, qualità della salute e economia del nostro golfo.

Già la delibera che istituiva l’area sensibile, la n. 116 del febbraio 2010 diceva chiaramente a pagina 64 che “l’apporto di nutrienti in particolare dell’azoto e del fosforo prodotti dagli impianti di produzione ittica presenti nel Golfo di Gaeta è da considerarsi significativo e tale da far ritenere che possa esporre ad eutrofizzazione le acque marine del golfo”. Da queste asserzioni, sono passati 15 anni durante i quali quegli apporti sono continuati e quindi la situazione non può che essere peggiorata.

Nel 2023 la regione Lazio con DGR 718 / 2023, conferma “gli indirizzi di salvaguardia ambientale” ed in base alla documentazione prodotta dal progetto AZA Lazio sono confermati tutti i rischi della piscicoltura già evidenziati nel 2010, documentati non solo da studi ma anche da foto e video che lasciano poco spazio ad interpretazioni sullo stato dei fondali.

Il rinnovo della concessione e l’ampiamento con il tratto di mare offshore è gestito dal comune di Gaeta, perché lo specchio di acqua di cui parliamo è di sua competenza, purtroppo quel tratto di mare bagna da sempre il lungomare di Vindicio e ne pregiudica qualità e solubrità, ciò nonostante, in tutto questo, l’amministrazione di Formia sta in completo silenzio.

Mi chiedo perché due amministrazioni che trovano il tempo e la volontà di incontrarsi per l’ufficio del giudice di Pace, per spartirsi gli incarichi del consiglio di amministrazione del neo consorzio socio-sanitario, per fare vetrina ai convegni sulla Blue economy e autoesaltarsi ai congressi di forza Italia nella sala consiliare di Formia, non si incontrano per discutere del triste e amaro destino della spiaggia di Vindicio e delle coste formiane?

Perché non si incontrano per prendere delle decisioni utili per un bene comune: il mare e la salute di tutti noi? Forse perché quelle concessioni per qualcuno rappresentano voti, per altri alleanze politiche!”.

Così, in una nota, la consigliera comunale d’opposizione di Formia, Paola Villa (Un’Altra Città).

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