FORMIA, ESTORSIONE E USURA AI DANNI DI UN IMPRENDITORE: ARRESTATI IN DUE

POLIZIA

Estorsioni e usura a Formia: scattano gli arresti per due commercianti originari del Molise e della Campania ma da sempre residenti nella città del sud pontino

Le indagini sono state portate avanti dal Commissariato di Polizia di Formia. Gli agenti del Vice Questore Aurelio Metelli hanno notificato due ordinanze di custodia cautelare in carcere, richieste dal sostituto procuratore di Cassino Emanuele De Franco ed emesse dal Gip del Tribunale Salvatore Scalera.

I due, Fabrizio Guerra (55 anni) e Francesco Bencivenga (48 anni) sono rispettivamente originari di Isernia e Napoli ma residenti a Formia. Sono accusati di usura ed estorsione dopo la denuncia-querela, presentata il 25 marzo, da parte di un imprenditore 57enne di Formia gravitante nell’ambito dell’elettronica.

Secondo gli inquirenti, i due presunti usurai avrebbero operato uno indipendentemente dall’altro nell’attività criminosa ai danni dell’imprenditore di Formia. Le prove a loro carico sarebbero messaggi e telefonate minacciose e intimidatorie al fine di ottenere soldi per un valore di quasi 24mila euro e 1400. Denaro che, una volta pagato dall’imprenditore, è stato sequestrato attraverso due perquisizioni domiciliari.

Le attività di strozzo messe in piedi dai due commercianti partirebbero dal 2017.

LA NOTA DELLA QUESTURA DI LATINA

Polizia di Stato – Questura di Latina: approfittano dello stato di bisogno di una persona in difficoltà economica. Due arresti per estorsione ed usura.

Nella mattinata odierna, personale del Commissariato di P.S. Formia ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di Misura Cautelare in Carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Cassino a carico di G.F. e B.F., entrambi residenti a Formia, per i reati di Estorsione ed Usura di cui agli artt. 629 e 644 c.p. commessi, separatamente, ognuno nell’ignoranza dell’azione criminale dell’altro, nei confronti di una persona in difficoltà economica, su somme rilevanti di denaro date in prestito.

L’attenzione da parte del personale del Commissariato nasce da una richiesta di aiuto pervenuta al numero di soccorso pubblico 113 da parte dei familiari della vittima che, seriamente preoccupati, segnalavano l’allontanamento da casa del congiunto per presunti problemi economici.

Le operazioni di ricerca e soccorso immediatamente attivate portavano al rintraccio dell’uomo, attraverso il sistema di geo-localizzazione del telefono cellulare, in una zona montuosa al confine della provincia di Frosinone, tra i Comuni di Campodimele e Pico dove, preso dallo sconforto, si era portato alla guida della propria autovettura.

Una volta raggiunto e soccorso l’uomo si schermiva, negando l’esistenza di debiti e non collaborando affatto per l’identificazione degli strozzini.

L’attività investigativa successivamente avviata dal personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Formia e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino – svolta con metodi tradizionali e con l’ausilio di indagini tecniche – consentiva di accertare che l’uomo, da ben due anni, era vittima di usura da parte dei due arrestati che, ognuno per proprio conto, approfittando del suo stato di bisogno, gli avevano prestato, in più occasioni, somme di denaro con successiva richiesta di restituzione ad un tasso di interesse anche superiore al 400% annuo.

Durante l’attività di intercettazione, emergevano chiaramente gravi minacce nei confronti della vittima onde costringerla a pagare i debiti e corrispondere i gravosi interessi usurari.

Durante l’esecuzione dell’odierna misura cautelare in carcere, nel corso delle perquisizioni domiciliari, sono stati rinvenuti gli effetti cambiari e gli assegni dati a garanzia dei prestiti e sono state sequestrate somme in contanti di denaro nonché l’autovettura e la motocicletta di uno degli arrestati a garanzia della restituzione degli interessi non dovuti, pagati dalla vittima.

Tale sequestro preventivo, anche per equivalente, è secondo legge puntato a capitalizzare le somme utili alla reintegrazione dell’ingiusto danno economico subìto dalla vittima.

Entrambi i soggetti sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Cassino, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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