Fondi, l’Archivio storico del Premio “La Pastora” torna a vivere: l’appello dell’Associazione Arco Mediterraneo al Comune
Un patrimonio culturale di oltre trent’anni, fatto di copioni inediti, fotografie e carteggi con i grandi del teatro italiano, aspetta di essere digitalizzato e restituito alla città. La nuova Associazione, erede del prestigioso Premio, scrive una lettera aperta al Sindaco e all’Amministrazione per chiedere una collaborazione che trasformi la memoria in un centro studi permanente.
C’era una volta un Premio che faceva di Fondi il crocevia della drammaturgia italiana. Era il Premio teatrale Fondi La Pastora, nato nel 1974 da un’intuizione di intellettuali del calibro di Domenico Purificato, Domenico Rea ed Elsa De Giorgi. Per oltre trent’anni, attori, registi e scrittori come Marcello Mastroianni, Luca Zingaretti, Dacia Maraini e Michele Placido hanno calcato i palcoscenici e le giurie della città pontina, lasciando dietro di sé un’eredità documentaria di inestimabile valore.
Oggi, quel tesoro fatto di copioni dattiloscritti, locandine storiche, verbali di giuria e fotografie rischiava di rimanere polvere in cassette e scatoloni. A raccogliere il testimone è la neonata “Associazione Culturale Arco Mediterraneo”, fondata dagli eredi Purificato Pino e Teresa), Paolo Portone e Giuseppe Capotosto, che ha deciso di rompere gli indugi e lanciare un appello ufficiale alla città e alle sue istituzioni.
Con una lettera aperta indirizzata al Sindaco e all’Assessore alla Cultura, l’Associazione ha formalizzato la propria volontà di mettere a disposizione dell’intera comunità questo immenso patrimonio storico, chiedendo all’Amministrazione comunale di fare la propria parte per sostenerne la valorizzazione.
Un archivio che parla del Novecento italiano
Il progetto presentato da Arco Mediterraneo è ambizioso e strutturato in due fasi distinte ma complementari:
1. Il recupero e la digitalizzazione: l’obiettivo primario è preservare il materiale dal degrado fisico del tempo, trasformando i delicati supporti cartacei in un archivio digitale. Questo permetterà non solo di salvaguardare la memoria, ma di renderla facilmente consultabile e “navigabile”.
2. La creazione di un Centro di consultazione: una volta digitalizzato, il fondo non dovrà restare chiuso in un server. L’idea è quella di realizzare una sezione permanente e pubblica, un vero e proprio “Centro Studi” da inserire idealmente all’interno della Biblioteca comunale o in altri spazi comunali idonei. Un luogo fisico dove studiosi, studenti, ricercatori e semplici cittadini possano riscoprire le oltre tre decadi di storia che hanno legato Fondi al gotha del teatro nazionale.
La richiesta: patrocinio e uno spazio per la cultura
“Scopo della presente lettera è rendere pubblica e ufficiale la volontà dell’Associazione di mettere questo tesoro culturale a disposizione dell’intera comunità fondana”, si legge nella missiva firmata da Pino Purificato, Teresa Purificato, Paolo Portone e Giuseppe Capotosto.
Per farlo, però, serve una sinergia. L’Associazione chiede al Comune di discutere concretamente la possibilità di:
• Sostenere il progetto di digitalizzazione, attraverso patrocini o contributi che possano coprire le spese tecniche necessarie.
• Individuare e mettere a disposizione uno spazio idoneo (nei locali della Biblioteca o in altri immobili comunali) per ospitare la consultazione pubblica dell’Archivio digitale.
Un investimento sul futuro
L’iniziativa non è vista solo come un’opera di conservazione. Gli ideatori del progetto credano che riportare alla luce l’archivio del “La Pastora” possa rappresentare un’occasione per “ricucire un legame con l’illustre passato culturale della città e per gettare le basi per una rinnovata centralità di Fondi nel dibattito teatrale italiano”.
Non solo memoria, dunque, ma un investimento sul futuro culturale della comunità, che potrebbe persino aprire la strada a una riflessione condivisa su una possibile rinascita del Premio stesso.
L’Associazione Arco Mediterraneo rimane ora in attesa di un riscontro da parte dell’Amministrazione, auspicando che l’amore per la storia e la cultura di Fondi possa trasformare questa lettera aperta nel primo atto di un nuovo, grande capitolo per il teatro in città.
