Sospensione dal Mof di Fondi, la Cavolo Felice srl, dopo aver ottenuto l’accoglimento dell’istanza cautelare, chiede il risarcimento
Si discuterà il prossimo 26 maggio il ricorso della società Cavolo Felice srl sui motivi aggiunti aventi ad oggetto il risarcimento del danno all’immagine e alla reputazione causato da quella che la difesa sostiene essere stata l’illegittima adozione del provvedimento di revoca della concessione adottato dal Mof di Fondi. Una revoca che, secondo il ricorso, ha recato un danno, tanto più perché immediatamente divulgato alle testate giornalistiche.
Un caso che era già girato bene per la società agricola di Fondi. A due giorni dal provvedimento con cui la MOF Scpa, con atto firmato dal presidente Bernardino Quattrociocchi e dall’amministratore delegato Enzo Addessi, ha revocato la concessione alla società Cavolo Felice S.r.l., concessionaria di uno stand all’interno del mercato, era arrivata, infatti, la sospensione del medesimo provvedimento disposta dal Presidente del Tar di Latina-sezione seconda, Ines Immacolata Pisano.
La presidente aveva accolto l’istanza cautelare presentata dalla stessa Cavolo Felice srl, assistita dall’avvocato Maria Martellucci. Il Tar, mettendo in “stand by” il provvedimento di sospensione dal Mof, aveva fissato la trattazione collegiale del ricorso della società fondana al 29 ottobre.
Il ricorso era stato presentato per l’annullamento del provvedimento di sospensione maturato dopo il servizio televisivo andato in onda su Mediaset all’interno della nota trasmissione “Fuori dal Coro”. La decisione – motivava la società che gestisce il Mof di Fondi – era stata assunta in quanto l’azienda avrebbe violato palesemente l’articolo 43 del regolamento di gestione della MOF Scpa, che vietava “comportamenti fortemente lesivi dell’immagine, del decoro e del prestigio del Centro Agroalimentare all’ingrosso di Fondi”.
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“Alla luce della gravità della misura disposta – spiegava il decreto del Tar – e in mancanza di alcun elemento utile a circoscrivere la motivazione del provvedimento con riferimento a circostanze concrete, che sussistono le ragioni di estrema gravità e urgenza tali da consentire la pronuncia cautelare monocratica richiesta, con sospensione del provvedimento impugnato al mero fine di mantenere la res adhuc integra”, il Presidente accoglieva l’istanza rimandando la decisione a fine mese.
Il 30 ottobre scorso, con ordinanza, la stessa sezione seconda del Tar di Latina accoglieva l’istanza cautelare, sospendendo gli effetti dell’atto impugnato e confermando il decreto cautelare del Presidente. La trattazione nel merito era stata fissata a oggi 24 febbraio. La data prossima sarà, come detto, il prossimo 26 maggio. Il Tar aveva già condannato la società Mof s.c.p.a. al pagamento delle spese di giudizio in favore della Cavolo Felice per 1000 euro.
La revoca si riferiva all’assegnazione in concessione dello stand/spazio commerciale C/24 in favore della ricorrente e la conseguente immediata sospensione permanente da ogni attività all’interno del Centro Agroalimentare all’ingrosso di Fondi.
Il Tar aveva concesso la sospensiva in quanto “le censure di parte ricorrente si presentano di consistenza tale da giustificare la concessione della misura cautelare, quanto meno con riferimento alla paventata omissione delle garanzie partecipative e difensive del soggetto sanzionato, stabilite, fra l’altro, dall’art. 12, 3° e 4° capoverso del Regolamento di gestione e non derogabili neanche nel caso della procedura d’urgenza di irrogazione delle sanzioni della sospensione (temporanea e permanente) e della revoca”.
Inoltre “appare prevalente l’esigenza di preservare la continuità operativa della società ricorrente, attualmente sottoposta alla procedura del concordato preventivo in continuità, al fine di garantire il soddisfacimento dei creditori, nonché la salvaguardia dei livelli occupazionali e della capacità produttiva”.
