La poesia di Gianfranco Antonetti “Sorgerà ancora il sole?”. Già essa, la sala storica di Palazzo Caetani, gremita, dalle molteplici presenze dei vari strati sociali, artistici, letterari della Città di Fondi, diventa scenario poetico di ascolto della silloge di Gianfranco Antonetti “Sorgerà ancora il sole?”. Trasmette emozioni profonde, avvolgenti. Come i saluti portati da Ermenio Corina e Alessio Loborgo, rispettivamente Direttore dell’Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e Presidente dell’Associazione “Il Quadrato Fondi – APS”, che con il Patrocinio della Banca Popolare di Fondi ha curato l’evento e la pubblicazione.
“L’autore – commenta Simone di Biasio, poeta, ricercatore scientifico Roma Tre, con un suo scritto – ci consegna il suo testo-testamento, che è prima di tutto un’eredità di una vita dedita all’autenticità. Autenticità distinta da una maschera sociale che tenta di imporre conformismo, finzioni, ruoli, che il poeta rifiuta, esponendosi con la propria fragilità umana”.
“Gianfranco Antonetti – scrive nella sua “Introduzione” al libro Virginio Palazzo – si pone nella scia della poesia autentica. I suoi versi spaziano tra l’indagine sul comportamento dell’uomo in questo frangente storico carico di paure per il suo destino, al ricordo di momenti di intimità familiare, al resoconto di una esistenza con la struggente immagine del commiato, alla contemplazione della natura e dell’arte. La sua ispirazione poetica si affianca a quella di denuncia politica del male inferto ai più deboli che si prolunga da alcuni decenni”.
“Con lo sguardo lucido dell’uomo che conosce la bellezza, ma anche l’orrore della vita – commenta la poetessa e scrittrice Federica Sanguigni nella sua “Presentazione” alla silloge – Gianfranco Antonetti ci dona poesie attente e partecipate. Il mondo sta rovinosamente inabissandosi e il poeta non ha timore di ammettere che l’osannato progresso è più nell’impoverimento dell’anima che nella sua elevazione. Ma niente potrà fermare il rinnovarsi della natura quale magica storia di vita.
Ecco allora come l’interrogativo posto dal poeta alla sua silloge “Sorgerà ancora il sole?” trova consona rispondenza in tempi segnati da fragori di guerra, umana follìa, grida di dolore di madri, morti innocenti, e tuttavia manda un messaggio di speranza per il sorgere di una nuova aurora di pace di umanità”.
La silloge è resa ancor più poetica dalle declamazioni dei versi dalla poetessa Federica Sanguigni, intervallata da arie liriche della soprano Maria Di Biasio e dalle vibrazioni chitarristiche del M.to Nicola Galeotti. La poesia di Gianfranco Antonetti non s’infrange su se stessa ma tende di porsi come filamento sociale, di impegno civile, a fungere da collante culturale con il tessuto comunitario, denunciando le ingiustizie del potere, la banalizzazione del linguaggio, dell’indifferenza, sollecitando la più ampia partecipazione e senso di fiducia. La poesia che invade lo spazio pubblico, un ponte tra arte e cittadinanza attiva, responsabile, atta a migliorare la vita cittadina, a rigenerare il contesto urbano con il suo rilevante patrimonio artistico, monumentale, ad essere strumento di crescita etica, umana.
La poesia intesa come vessillo di libertà del proprio pensiero, per dare voce a chi è ridotto al silenzio, all’isolamento, da un potere arbitrario e discriminatorio. Il libro di Gianfranco Antonetti reso elegante ed impreziosito dall’arte grafica di Davide Rigamonti che con alcune sue illustrazioni tratte da componimenti della silloge, riportate nel libro ed esposte a Palazzo Caetani, diventa strumento culturale, messaggio di speranza, di vita.
