“FINFARMA”, FARMACIE MANDATE IN BANCAROTTA: 3 ARRESTI E 13 INDAGATI

Mandavano in dissesto le farmacie, guadagni per milioni di euro. Tre arresti e 13 indagati per bancarotta fraudolenta di farmacie. L’indagine da Milano fino anche a Latina

Nella giornata del 5 luglio, i carabinieri del Nas di Milano, nell’ambito dell’indagine denominata “Finfarma” coordinata dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica Roberto Fontana, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del capoluogo lombardo Sara Cipolla, nei confronti di 3 soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere, falsità ideologica, trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta nonché mendacio e falso interno. Si tratta di Fabio Calì, un 54enne pregiudicato, “esperto del settore”, una commercialista 55enne e un 79enne considerato faccendiere del gruppo.

Tra gli indagati anche Antonio Vanoli, manager 76enne, in passato ai vertici di vari gruppi italiani, accusato di bancarotta fraudolenta e di essere partecipe dell’associazione per delinquere “avendo assunto la qualifica di socio unico di una delle due holding attenzionate Farmaca Farmacie, e avendo conferito denaro alla società, allo scopo di sfruttare il meccanismo criminale” organizzato dall’uomo ritenuto promotore Fabio Calì, “per ottenere cospicui finanziamenti del sistema bancario”.
L’indagato della provincia di Latina è un 78enne di origine siciliana residente a San Felice Circeo: si tratta di Salvatore Limata, rappresentate legale di tre delle società del gruppo gestito da Calì di cui il 78enne è considerato dagli inquirenti uomo di fiducia. Anche Limata è accusato di associazione per delinquere.

L’esecuzione delle misure cautelari, integrate da 16 decreti di perquisizione locale e personale nei confronti di 3 società e ulteriori 13 soggetti denunciati in stato di libertà, ha interessato le province di Milano, Roma, Pescara, Latina, Rieti e Ascoli Piceno, nell’ambito di un radicato sistema criminale costituito da promotori e sodali di un’associazione per delinquere dedita ad uno spregiudicato accaparramento di farmacie territoriali in varie Regioni italiane, provocandone
successivamente il dissesto finanziario tramite la costante distrazione degli incassi e di ogni altra risorsa economica delle attività commerciali.

“Le indagini – si legge nella nota dei Nas – avviate d’iniziativa nell’autunno del 2018 dai militari del Nas, hanno fatto emergere le illecite attività di un’associazione per delinquere creata e gestita da un pluripregiudicato siciliano – già colpito da numerose condanne per analoghi reati – che aveva costituito 2 holding societarie, “Farmaca farmacie” e “Farmacie farmaca“, tramite le quali acquisiva numerose farmacie su tutto il territorio italiano che progressivamente venivano condotte al dissesto finanziario, tramite una sistematica distrazione fraudolenta dei loro incassi e di ogni altra risorsa economica, per un valore accertato di oltre 3 milioni di euro.

I carabinieri del Nas sono riusciti ad attribuire al sodalizio criminale, infatti, ben 9 bancarotte fraudolente di altrettante farmacie territoriali, ma soprattutto a dimostrare che l’organizzazione criminale aveva ideato un ulteriore ingegnoso ed illecito modus operandi: infatti le citate farmacie, prima di essere dichiarate fallite, venivano ipervalutate tramite la redazioni di false perizie – eseguite da compiacenti commercialisti membri dell’associazione per delinquere – che ne accrescevano illecitamente il valore di mercato per truffare alcuni istituti di credito, cercando di
ottenere un finanziamento di 19 milioni di euro, garantito proprio dalle farmacie fittiziamente sovrastimate”.

Il denaro ottenuto con tale illecita operazione speculativa sarebbe stato successivamente trasferito su conti correnti offshore accesi in paradisi fiscali esteri ed utilizzati per nuove finalità illecite e per ulteriori arricchimenti personali.

“Solo l’immediato intervento del Pubblico Ministero di Milano e dei militari del Nas  – si legge nella nota – presso la sede legale dell’Istituto di Credito aveva impedito la realizzazione degli illegali scopi dell’organizzazione criminale e rivelato alle Banche il reale fine illecito dell’intera operazione finanziaria”.

La medesima attività investigativa aveva già consentito ai militari del Nas di Milano di denunciare in stato di libertà 17 persone, di eseguire ulteriori 45 decreti di perquisizioni nei confronti di 19 società e 26 persone fisiche, sequestrando numerosi bilanci societari ed altra voluminosa documentazione economico-finanziaria, tra cui soprattutto 41 assegni circolari dell’importo di 47 milioni di euro sequestrati e risultati falsi, utilizzati dall’organizzazione criminale per eseguire le numerose attività illecite.

“Dai riscontri investigativi ottenuti  – conclude la nota – è emerso che l’illecita attività del sodalizio criminale, volta all’accaparramento di farmacie ed al loro successivo fallimento, ha determinato un sicuro disagio per la popolazione locale a causa della chiusura di punti di riferimento farmaceutico per l’acquisto al dettaglio di medicinali, come nella città di Bologna, dove insistevano 3 farmacie interessate dall’attività illecita, nei comuni di Barletta e Trani nonché in
quello di Artena, in provincia di Roma, dove è stata chiusa l’unica attività di vendita di farmaci presenti nel territorio comunale”.

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