FESTIVAL VITRUVIANO, PRESENTATI A FORMIA I PROGETTI DEGLI STUDENTI DI ARCHITETTURA

Nella mattinata di oggi, la Sala Sicurezza del Palazzo Comunale di Formia si è trasformata in uno spazio di racconto, visione e futuro, dove l’entusiasmo degli studenti e la forza delle idee hanno restituito alla città di Formia uno sguardo nuovo sui suoi luoghi più identitari. Un momento carico di emozione e partecipazione, nel quale la progettazione è diventata strumento di conoscenza, dialogo e cura del territorio.

È in questo clima di condivisione e creatività che sono stati presentati i progetti realizzati dagli studenti del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, sviluppati nell’ambito delle iniziative del Festival Vitruviano di Formia, frutto della collaborazione scientifica con il Comune di Formia e dedicati alla progettazione di installazioni temporanee di architettura nei diversi luoghi della città.

All’incontro hanno partecipato il sindaco Gianluca Taddeo, l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Luigia Bonelli, i docenti del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre Stefano Converso, Luca Montuori, coordinatore della convenzione per il Festival Vitruviano di Formia, e Maddalena Scimemi, che hanno seguito e accompagnato gli studenti nel percorso progettuale, contribuendo in modo determinante alla qualità scientifica e culturale delle proposte presentate.

I venti progetti, illustrati direttamente dagli studenti nel corso di una sessione pubblica di esame e confronto, riguardano installazioni temporanee di architettura distribuite in diversi luoghi del territorio comunale – tra cui piazza Sant’Erasmo, la stazione ferroviaria, il Cisternone Romano, la Villa comunale Umberto I, il lungomare di Vindicio, la Torre di Mola e il borgo di Castellone – e sono accompagnati da una mostra di plastici, elaborati grafici e video dimostrativi.

Le proposte rientrano nel Programma di Architettura Circolare (PARC), sviluppato dal Laboratorio Modelli e Prototipi, che promuove strutture a basso impatto ambientale basate sull’uso di materiali di recupero e su una collaborazione attiva tra università e associazioni del territorio.
L’iniziativa rappresenta il nuovo capitolo di un percorso già avviato in altre città, come Nepi e Roma, nel quartiere di Torrevecchia.

«È stata una seduta di esami particolarmente interessante – ha dichiarato il sindaco Gianluca Taddeo – perché i ragazzi hanno presentato vere e proprie micro-architetture pensate per rendere più vivibili, funzionali e accoglienti alcuni spazi della nostra città. Il Festival Vitruviano prosegue così nel suo percorso, coinvolgendo giovani provenienti anche dall’estero, che hanno saputo leggere Formia con uno sguardo nuovo e attento. È un segnale importante di come la collaborazione con l’università possa produrre risultati concreti per la valorizzazione del territorio».

«Questo progetto – ha sottolineato l’assessore Luigia Bonelli – rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra cultura, formazione e partecipazione civica. Attraverso il Festival Vitruviano e il dialogo con l’Università Roma Tre, stiamo costruendo un modello di città che mette al centro i giovani, il patrimonio culturale e la sostenibilità, rafforzando il ruolo di Formia come laboratorio di sperimentazione culturale».

Il professor Stefano Converso ha evidenziato il valore formativo e sociale dell’esperienza: «È stata una giornata emozionante per noi e per gli studenti, che hanno lavorato su Formia partendo dall’ascolto degli abitanti e scegliendo liberamente i luoghi su cui intervenire. Ne sono nati venti progetti diversi, caratterizzati da tecniche semplici, materiali di recupero e strutture smontabili. È emerso con forza il tema della “giocabilità” e della configurabilità degli spazi: installazioni che le persone possono vivere, trasformare e condividere, diventando parte attiva della vita della città».

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale e dell’Università è ora quello di selezionare alcune delle proposte presentate per avviarne lo sviluppo operativo, in vista di una possibile realizzazione tra la fine della primavera e l’estate del 2026, consolidando il ruolo del Festival Vitruviano come piattaforma permanente di ricerca, sperimentazione e dialogo tra istituzioni, scuola, università e comunità.

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