FATTURE FALSE E BILANCIO DELLA TORRES TAROCCATO: INDAGATO CAPITANI

Donemico Capitani quando era alla Presidenza della squadra calcistica della Torres
Donemico Capitani quando era alla Presidenza della squadra calcistica della Torres

L’imprenditore di Cisterna, Domenico Capitan, è stato indagato insieme ad altri due dirigenti in ragione di alcune fatture emesse per operazioni inesistenti quando era Presidente della Torres

A dare la notizia è il quotidiano La Nuova Sardegna che, in un articolo a firma Luca Fiori, spiega su cosa si concentra l’indagine della Procura della Repubblica di Sassari.

Gli inquirenti si sarebbero trovati di fronte a decine di fatture emesse tra il 2014 e il 2016 per operazioni inesistenti e un bilancio truccato, in cui erano trascritti crediti con Regione Sardegna e Comune di Sassari da riscuotere per circa mezzo milione di euro. In realtà, sia i crediti che il passivo di bilancio “truccato” sarebbero stati artefatti in modo tale che la società della Torres risultasse appetibile e si potesse concludere l’affare della sua cessione.

Oltre al 62enne Capitani, che aveva comprato nel 2013 la società calcistica rossoblù con 117 anni di storia, nel registro degli indagati sono finiti anche il romano 48enne Manolo Patalano e il 69enne di Latina Gianni Sanavia, nominato per un periodo amministratore unico della Torres.

Secondo quanto riportato dal quotidiano sardo, gli investigatori del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno appurato che i tre indagati avrebbero commesso, a vario titolo, alcune operazioni illecite, emettendo per anni le fatture sunnominate così da trarre in inganno l’imprenditore siciliano Daniele Piraino (finito anche lui in una vicenda poco chiara afferente a un’estorsione), “inserendo nel bilancio della società due grossi crediti che la Torres non avrebbe in realtà mai potuto riscuotere“.

Il primo di 350mila euro con la Regione e il secondo di poco più di 146mila euro con il Comune. “La Regione – aveva denunciato durante un incontro pubblico la “Fondazione Torres” nel dicembre del 2015 – era risaputo che non avrebbe mai sborsato un centesimo, perché la società di Domenico Capitani, finito sotto inchiesta per una scommessa che quell’anno costò ai rossoblù la retrocessione in serie D, aveva perso la condizione fissata in maniera chiara dall’articolo i della legge regionale: essere una squadra professionistica. Il credito con il Comune di 146.674,00 euro, inserito nel bilancio quale rimborso per la spesa dell’impianto di videosorveglianza dello stadio, era anche quello inesigibile. Il sospetto degli inquirenti è che quella fattura non fosse in realtà mai stata pagata da chi gestiva i conti della società e nel bilancio non esisteva infatti una voce uguale e contraria“.

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha notificato a Capitani, Sanavia e Patalano l’avviso di chiusura delle indagini, coordinate dal Procuratore Capo Gianni Caria. A breve verrà fissata l’udienza in cui si deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio.