Sezze, il Monastero ceduto alla Regione Lazio per 30 anni. Interviene l’esponente di “Iniziativa Sociale”, Luigi Gioacchini: “Una scelta sbagliata e dannosa”
“Non si può che esprimere ferma contrarietà alla decisione di concedere per 30 anni il Monastero alla Regione Lazio, una scelta assunta unicamente perché qualcuno vorrebbe trasformare parte dello storico complesso nella sede del Centro per l’Impiego.
Si tratta di una decisione profondamente infelice, considerando che il Monastero sorge nel cuore più antico del centro storico di Sezze, in via Cavour, in un’area strutturalmente inadatta a sostenere un servizio pubblico ad alta affluenza.
Il sito è infatti: totalmente irraggiungibile dal trasporto pubblico urbano; privo di parcheggi; servito da strade di accesso strette, spesso incapaci di garantire il passaggio dei mezzi di soccorso; oggettivamente inaccessibile per persone con disabilità, anche gravi.
In questo contesto, destinare ingenti risorse pubbliche a un progetto del genere appare non solo inutile, ma vergognoso e deleterio perché non porterebbe benefici né ai residenti né agli utenti del servizio.
Il complesso è un bene storico tutelato, inserito tra le dimore storiche della Regione Lazio, già oggetto negli anni di finanziamenti pubblici ingentissimi: dai fondi del Giubileo 2000 e della Cassa Depositi e Prestiti negli anni ’90, fino agli ultimi stanziamenti regionali e PNRR 2023–2024. Nel complesso, oltre 5 milioni di euro di denaro pubblico sono stati investiti.
Alla luce dell’ultimo finanziamento PNRR di 1.615.000 euro, è legittimo chiedersi chi abbia potuto concepire e sostenere un’idea tanto malsana: trasferire un ufficio che deve essere per definizione facilmente accessibile a un’utenza numerosa ed eterogenea in un ex convento storico, vincolato e collocato nel punto meno accessibile della città. Quale coerenza esiste tra questa scelta e gli obiettivi di potenziamento dei servizi per l’impiego, se non è neppure chiaro quanti operatori siano effettivamente in servizio?
È ragionevole destinare un migliaio di mq di una dimora storica a funzioni amministrative, sostenendo elevatissimi costi di gestione, che graveranno sulla collettività, per i prossimi 30 anni, senza una reale valutazione costi-benefici?
In un contesto simile, nessuno può garantire il facile accesso ai servizi, in particolare alle persone con disabilità che devono iscriversi alle liste della Legge 68/99. Una scelta che va contro ogni principio di civiltà, inclusione e buon senso.
Ancora più grave è il fatto che nel 2019 un sopralluogo tecnico escluse espressamente la collocazione del Centro per l’Impiego nel centro storico per le stesse criticità oggi ignorate. Allo stesso tempo, il Comune avrebbe potuto acquistare a costi inferiori l’attuale sede, opzione mai perseguita.
A questo punto è doveroso rendere pubblici: gli atti e i sopralluoghi tecnici del 2019; il livello di coinvolgimento dei sindaci dei Comuni serviti dal Centro per l’Impiego.
Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ritiene davvero giusto umiliare una dimora storica tutelata per un’operazione scriteriata e costosa, priva di utilità sociale? La vicenda sarà portata all’attenzione dei referenti del Movimento Libero Iniziativa Sociale presso il Parlamento Europeo, affinché la Commissione Europea valuti la congruità dell’utilizzo dei fondi PNRR rispetto agli obiettivi di accessibilità, inclusione e utilità pubblica. I servizi pubblici devono essere progettati per i cittadini, non per operazioni di facciata dell’Amministrazione Comunale di Sezze”.
Così, in una nota, l’esponente di “Iniziativa Sociale”, Luigi Gioacchini.
