ESTORSIONE CON LE VITTIME CHE NEGANO, IL PROCESSO PER TRAVALI RINVIATO DI NUOVO

Angelo Travali in una immagine da Facebook
Angelo Travali in una immagine da Facebook

Chiede 40mila euro per una partita di droga: accusato di estorsione e lesioni aggravate il 38enne di Latina, Angelo Travali

Un processo minore per il noto Angelo Travali, difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giancarlo, rispetto a quello in cui è stato già condannato per associazione per delinquere (“Don’t Touch) e l’altro in cui ha rimediato una condanna per estorsione con metodo mafioso a oltre 12 anni di reclusione (“Reset”), ma non meno esplicativo di ciò che è stato e probabilmente è tuttora il potere di assoggettamento del territorio derivante dall’appartenenza al clan Travali-Di Silvio a Latina e provincia.

Avere a che fare con un Travali non è agevole, nonostante il 40enne Angelo si trova ininterrottamente in carcere dal 2015 in seguito agli arresti derivanti dall’operazione Don’t Touch. Forse era questa la motivazione che aveva spinto la moglie di uomo picchiato a Cisterna nel lontano marzo 2014 a contraddire praticamente in toto quanto dichiarato in sede di sommarie informazioni ai Carabinieri, tanto da costringere il pubblico ministero Andrea D’Angeli a chiedere di inviare gli atti in Procura per falsa testimonianza. Ciò era avvenuto a giugno 2024 e lo “spettacolo” si era riproposto un anno dopo, ossia il 26 giugno 2025.

Quella volta a negare completamente i fatti di cui sarebbe stata vittima era stata la persona offesa. Si tratta del 55enne Roberto Lorello, già coinvolto in inchieste per spaccio e tuttora a processo per smercio di hashish.

L’occasione era quella del processo che si sta celebrando davanti al III collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Mario La Rosa, e che vede imputato unico Angelo Travali per estorsione e lesioni aggravate nei confronti del 54enne di Cisterna.

I fatti contestati sono avvenuti, come detto, nel marzo di dodici anni fa, quando Angelo Travali si sarebbe recato sotto casa del 55enne, reclamando la somma di 40mila euro derivante da una partita di droga ceduta ma non pagata. Secondo il sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Bontempo, titolare dell’indagine, Angelo Travali sarebbe andato a Cisterna, presso la casa dell’uomo, parte offesa ma non parte civile, colpendolo alla testa con un oggetto metallico e sferrandogli tre calci in faccia.

“Palletta” (questo è il soprannome di Angelo Travali), arrivato a Cisterna con un’altra persona, avrebbe preteso la somma di 40mila euro, tanto da provocare nell’uomo un trauma cranico, un ematoma all’occhio destro e un’emorragia cerebrale. Prognosi dei medici: 34 giorni.

Non uno scherzo. Eppure, Lorello, così come la moglie, aveva negato tutto, spiegando che era stato incosciente per quattro mesi e non ricordava praticamente nulla di quanto gli sarebbe accaduto. Non solo, perché il 54enne era arrivato ad accusare i Carabinieri di Cisterna di Latina di avergli fatto firmare i verbali della sua denuncia contro Travali, sebbene lui fosse inconsapevole di cosa stesse firmando. “Non riconosco la mia firma”, aveva detto la persona offesa quando il pubblico ministero gli aveva mostrato i verbali.

A quel punto, il pubblico ministero Antonio Sgarrella aveva chiesto che gli atti fossero trasmessi in Procura per valutare la sua falsa testimonianza. “Ho avuto un trauma cranico – aveva ribadito Lorello – per quattro mesi sono stato incosciente e ora faccio fatica a ricordare anche il mio matrimonio. Anche mia moglie disse ai carabinieri che non potevo firmare viste le mie condizioni di allora”.

Alla fine, il Tribunale aveva ritenuto di trasmettere gli atti in Procura per via di una testimonianza definita dall’accusa come sottomessa all’imputato Angelo Travali. Anzi, secondo il pubblico ministero “il testimone è in una posizione di soggezione nei confronti dell’imputato”.

Oggi, 12 marzo, il terzo collegio ha dovuto rinviare al prossimo maggio per la discussione e la sentenza, previsti per oggi, in quanto erano assenti gl avvocati difensori, i quali hanno chiesto un differimento. Al contempo, il pubblico ministero Antonio Priamo ha chiesto di poter acquisire una intercettazione in cui Angelo Travali parlava con il narcotrafficante Gianluca Ciprian.

Articolo precedente

REVOCA FINANZIAMENTO PER LA SCUOLA “LANZA” DI APRILIA, INSORGONO AVS E PD

Articolo successivo

ELEZIONI PROVINCIALI, IL CENTROSINISTRA UNITO PER PETRONI: “SOTTOSCRITTO UN DOCUMENTO PROGRAMMATICO”

Ultime da Giudiziaria