ESPROPRI TERRENI PER IL TORRENTE PONTONE, IL COMITATO: “DUE RICORSI AL TAR ALLUNGANO I TEMPI PER LA RIQUALIFICAZIONE”

Torrente Pontone, due ricorso al Tribunale Amministrativo relativamente agli espropri bloccano l’iter di riqualificazione

A novembre 2024, era stato aggiudicato al Consorzio fra Costruttori Società Cooperativa, il progetto di risanamento del Torrente Pontone per i territori di Formia, Gaeta e Itri. Il Comune capofila e stazione appaltante è quello di Itri, tramite la Centrale Unica di Committenza della Provincia di Latina. Il costo dell’intervento è di oltre 10 milioni

A ottenere l’aggiudicazione il consorzio di Reggio Emilia, mente l’esecuzione era stata affidata con l’adesione della consorziata Green Building srl con sede ad Atina in provincia di Frosinone, della Rtp Sopron Engineering di Napoli (capogruppo mandataria) e la Itogeo srl di Cassino, quale mandante.

L’intervento prevede il “risanamento e adeguamento strutturale del corso d’acqua denominato Rio di Itri-Torrente Pontoneo, per interventi di “mitigazione del dissesto idrogeologico e lavori di eliminazione della pericolosità idraulica lungo il torrente Pontone.

Ora, però, come rende noto il Comitato civico formatosi tra quei cittadini che vivono nell’area, tra Gaeta e Formia, attraversata dal Torrente Pontone.

“Apprendiamo con profondo rammarico che, in relazione alla presa in possesso dei terreni interessati dai lavori di messa in sicurezza del Torrente Pontone, sarebbero in corso almeno due ricorsi al TAR.

È del tutto legittimo che i proprietari esercitino gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento per difendere e valorizzare le proprie proprietà. Nessuno mette in discussione questo diritto. Tuttavia, un contenzioso amministrativo comporterà inevitabilmente un allungamento significativo dei tempi, con esiti peraltro incerti.

Il Comitato si è speso in modo costante e determinato affinché arrivassero le risorse necessarie: 10 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti ulteriori 2 milioni. Si tratta di fondi pubblici rilevanti, ottenuti dopo anni di interlocuzioni, sollecitazioni e pressione istituzionale, finalizzati esclusivamente alla messa in sicurezza di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo.

Tre precedenti esondazioni hanno causato danni materiali, sconforto e sofferenza alle famiglie coinvolte. In uno di quegli eventi ha perso la vita una persona. Questo dato, da solo, dovrebbe imporre a tutti un supplemento di responsabilità.

Ritardare oggi l’avvio pieno degli interventi significa esporre nuovamente l’area al rischio di precipitazioni intense che potrebbero compromettere ulteriormente il territorio e mettere ancora una volta in pericolo persone e abitazioni, vanificando quanto faticosamente costruito.

Per queste ragioni, pur nel rispetto delle scelte individuali, chiediamo con senso di responsabilità di riconsiderare l’ipotesi di proporre ricorsi. In questo momento la priorità deve essere la sicurezza collettiva e la tutela concreta della vita umana”.

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