Esplosione all’interno di un’azienda di Latina: si tratta della Pst, la ditta che si occupa di acciaio e tubazioni gas.
È stata chiusa l’inchiesta per omicidio e lesioni colposi a carico di due indagati, tra cui l’amministratrice dell’azienda PST. L’indagine, affidata al pubblico ministero Marina Marra, è stata portata avanti dalla Polizia di Stato. La tragedia è risalente al pomeriggio di fine estate 2024 quando, il 4 settembre, intorno alle 17,30, a Latina, a seguito della esplosione all’interno dell’azienda Pst (Piping System Technology), morì l’operaio Marco Mauti, di Cisterna di Latina, 58 anni.
In Strada Nascosa numero 4405, le facce degli operai, che non volevano parlare con i tanti cronisti accorsi sul luogo, e dei residenti scesi per strada dopo il boato del pomeriggio, dicevano tutto. L’ennesimo incidente sul lavoro nell’Italia della scarsa sicurezza e delle “fatalità”.
L’esplosione era accaduta nel capannone dell’azienda Pst Costruzioni Metalliche e Plastiche dove, nel 2023, era accaduto un altro incidente per fortuna senza gravi conseguenze per un operaio. Il 4 settembre 2024, invece, a causa di una esplosione, l’operaio classe 1966 era morto. Il suo corpo era stato menomato e giaceva all’interno dell’azienda in attesa delle onoranze funebri dell’Ifal.
Ad esplodere è stato un boiler ad aria che aveva causato la violenta esplosione di un portellone d’acciaio. Contro gli operai, che stavano adoperandosi in un collaudo di un serbatoio metallico per una ditta committente, erano finiti lamiere e pezzi di metallo che non avevano lasciato scampo a Mauti, ferendo in maniera grave un collega. A volare in aria il coperchio del boiler e a crollare il soffitto del capannone.

L’esplosione era stata terrificante, a tal punto da essere sentita a oltre un chilometro di distanza, fino nel quartiere Q5 e nei pressi del Centro Morbella. I residenti della zona raccontavano che i vetri avevano tremato e la forza dell’esplosione aveva atterrito chiunque fosse nella zona. Era tremato tutto nella zona e nelle case come fosse stato un terremoto.
L’uomo, 58 anni, era rimasto steso a terra, coperto da un telo, in attesa del sostituto procuratore di turno della Procura di Latina, Marina Marra, che, intanto, aveva provveduto a disporre il sequestro di tutta l’azienda: dai materiali al capannone stesso, tanto che gli operai non avevano potuto recuperare niente di quello che avevano lasciato dentro il capannone.
Sul posto i poliziotti della Questura di Latina, che avevano delimitato l’area e gestito il traffico delle auto. A giungere sul luogo della tragedia anche i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale, la Protezione Civile Passo Genovese, le ambulanze del 118 con l’auto-medica e l’eliambulanza che era atterrata a pochi metri di distanza dall’azienda per stabilizzare e portare via un uomo di 40 anni. Si trattava di un altro operaio, Emiliano De Santis, originario di Latina e residente nel capoluogo, investito dalla potenza d’urto dell’esplosione: l’uomo era stato elitrasportato al San Camillo di Roma. De Santis è sopravvissuto a quel pomeriggio terribile.
Gli operai dell’azienda, che si occupa del settore della progettazione e realizzazione di impiantistica industriale e civile, erano sconvolti. Intorno alle ore 20, è arrivata anche la responsabile dell’azienda, assistita dall’avvocato Giuseppe Poscia, che era stata lasciata entrare dai poliziotti all’interno dell’azienda. Tutti gli operai si erano raccolti attorno alla responsabile che piangeva per la morte di Mauti e per il ferimento del 40enne De Santis.
“È un momento molto triste – aveva dichiarato il sindaco Matilde Celentano -. Eravamo in Comune a presentare l’incontro di calcio dell’Under 21 contro San Marino e ci siamo precipitati qui una volta appreso del grave incidente. È un incidente sul lavoro, su questo non ci sono dubbi”.
“A quanto abbiamo appena appreso siamo di fronte all’ennesima tragedia sul lavoro”, dichiarava la Cgil di Latina e Frosinone: “Questa ennesima tragedia, che ha strappato via la vita di un lavoratore e ha lasciato altri gravemente feriti, è un colpo durissimo per la nostra comunità e per tutti i lavoratori del territorio. Chiediamo con urgenza alle istituzioni locali e nazionali, così come alle autorità competenti, di intervenire con decisione per accertare le responsabilità e di rafforzare i controlli in tutte le aziende del nostro territorio. Non possiamo più tollerare che i lavoratori siano esposti a rischi evitabili. È tempo di trasformare le parole in azioni concrete”.
Sul luogo, erano arrivati anche i poliziotti della Scientifica e il Servizio Prevenzione e Sicurezza del Lavoro dell’Asl di Latina (SPRESAL) per verificare le norme di sicurezza sul luogo di lavoro.
A margine, il Comune di Latina aveva proposto, trovando accogliemento, un minuto di silenzio alla Federazione Italiana Gioco Calcio per l partita di calcio Italia-San Marino Under 21 che si era disputata successivamente allo stadio Domenico Francioni giovedì 5 settembre. Marco Mauti amava il calcio: era tifoso della Lazio. Sul corpo di Mauti, è stata eseguita anche un’autopsia disposta dalla Procura di Latina.
