Erosione costiera tra Foce Verde e Capoportiere, le dichiarazioni dell’assessore alla Marina, Gianluca Di Cocco
“Intervengo nuovamente sul progetto di difesa della costa tra Foce Verde e Capoportiere, finanziato dalla Regione Lazio con circa 5,5 milioni di euro, per ristabilire un quadro corretto dei fatti e per rispondere alle osservazioni e alle valutazioni emerse nel dibattito pubblico. Ritengo doveroso farlo con chiarezza e senso di responsabilità, perché il tema della tutela del nostro litorale non può essere affrontato in modo ideologico o astratto, ma deve partire dalla realtà dei fatti e dall’urgenza della situazione attuale. Il progetto del Comune di Latina non è stato bocciato né bloccato.
La Regione Lazio ha richiesto esclusivamente chiarimenti tecnici e integrazioni istruttorie, in particolare in relazione ai pennelli rigidi previsti dal progetto. Chiarimenti che forniremo, e che stiamo già predisponendo, nel pieno rispetto delle procedure e con la massima collaborazione istituzionale. È però necessario ribadire con forza che si tratta di chiarimenti, non di una riscrittura del progetto né di un cambio di strategia, e che su questo punto non devono essere alimentate ambiguità o letture strumentali. Allo stesso tempo, non possiamo ignorare un dato oggettivo: il tempo perso negli anni ha contribuito in maniera decisiva allo stato di degrado in cui oggi versa la nostra costa. Ogni stagione trascorsa senza interventi strutturali ha significato arretramento della linea di riva, perdita di arenile, esposizione crescente di stabilimenti, infrastrutture e abitazioni all’azione del mare.
Oggi ci troviamo a dover intervenire in condizioni peggiori rispetto al passato, proprio perché per troppo tempo si è rinviato. Ed è per questo che affermo con nettezza che altro tempo da perdere non ce n’è. Le conseguenze di ulteriori ritardi sarebbero devastanti non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Le attività balneari, il turismo, l’indotto commerciale e l’intera economia del litorale vivono già una condizione di forte difficoltà. Rinviare ancora significherebbe esporre imprese e famiglie a danni sempre più gravi e a costi futuri molto più elevati per la collettività. A questo si aggiunge un elemento decisivo che non può essere sottovalutato: il finanziamento regionale ha scadenze precise. Se l’intervento non verrà avviato entro il 2026, esiste il rischio concreto e reale di perdere definitivamente le risorse stanziate. Questo significherebbe non solo rinunciare a oltre cinque milioni di euro già assegnati, ma anche compromettere per anni qualsiasi possibilità di intervento strutturale sul litorale. Sarebbe una responsabilità gravissima che nessuno può permettersi di assumere. In più occasioni ho dichiarato pubblicamente che sulla difesa della costa non ho mai fatto passi indietro e che continuo a ritenere necessario procedere con determinazione sulla realizzazione delle opere previste, compresi i pennelli.
Le valutazioni di carattere teorico, filosofico o di lungo periodo sulla gestione integrata delle coste sono legittime e possono essere oggetto di confronto tecnico e scientifico, ma non possono trasformarsi in un alibi per bloccare un progetto finanziato, approvato e ormai maturo per essere realizzato. La filosofia, anche quando supportata da argomentazioni tecniche, non può sostituire l’urgenza dell’azione. Oggi il problema non è scegliere tra modelli ideali, ma mettere in sicurezza un tratto di costa che rischia di essere compromesso in modo irreversibile.
È bene ribadire che la Regione Lazio ha chiesto chiarimenti, non l’abbandono dei pennelli né un cambio radicale di impostazione. E chiarimenti faremo, con serietà e rapidità, proprio perché l’obiettivo deve essere uno solo: arrivare in tempi certi all’apertura dei cantieri. Continuare a inseguire l’emergenza senza intervenire significa moltiplicare i costi, ridurre l’efficacia delle soluzioni future e mettere seriamente a rischio il finanziamento stesso. Come assessore del Comune di Latina continuerò a lavorare affinché il confronto con la Regione si concluda rapidamente e affinché si proceda senza ulteriori rallentamenti all’avvio dei lavori.
Difendere la costa significa difendere l’economia della città, la sicurezza delle abitazioni, il lavoro di centinaia di operatori e il futuro del nostro territorio. Oggi siamo di fronte a un bivio chiaro: o si avvia l’intervento entro il 2026, oppure Latina rischia di perdere risorse fondamentali e di subire danni irreversibili. La costa ha già pagato troppo il peso dei ritardi. Ora è il tempo delle decisioni e dei fatti”.
Così in una nota l’assessore alla Marina, Gianluca Di Cocco.
