“In queste torride giornate estive ci accorgiamo dell’importanza degli alberi e dell’ombra nella nostra Città. Un elemento l’ombra che diventa fondamentale nelle città quando le temperature salgono per effetto del cambiamento climatico che, da settimane, sta mettendo a dura prova l’intera Europa, con i dati che confermano che sul clima siamo all’allarme rosso. Giugno 2026 è stato il giugno più caldo di sempre mai registrato per l’Europa occidentale e il secondo in assoluto a livello mondiale, colpendo in modo estremo sia la terra che il mare.
Una vera e propria infrastruttura climatica, l’ombra, eppure la nostra Città ha visto negli ultimi anni, una vera e proprio guerra dichiarata agli alberi e all’ombra, iniziata con il sacrificio, per il Giro d’Italia, dei possenti platani nella zona delle ex autolinee, proseguita con la distruzione completa dei pini di Via Badino, oggi diventato un budello torrido impercorribile d’estate, con altre decine di alberi abbattuti ed altri decine che rischiano di esserlo in Viale Europa, nell’altro tratto di Via Badino, alla Pineta. La nostra amata Pineta, l’unica ed ultima area verde in cui, in questi giorni, genitori, bambini, anziani, turisti diretti o provenienti dal mare, riescono ancora a trovare un po’ di conforto dalla calura estiva in questa città, all’ombra dei pini, ma che rischia di morire, attaccata dai parassiti, senza che nessuno se ne stia preoccupando, lasciando andare al macero un patrimonio inestimabile. Un vero delitto, allo stesso modo del disastro che sta avvenendo con i pini sull’Appia, con centinaia di alberi che stanno morendo attaccati dalla cocciniglia, e contro il quale nessuno (regione, anas, provincia, comuni) ha mosso e sta muovendo un dito. Un patrimonio arboreo lasciato distruggere senza fare nulla. Un disastro ambientale e paesaggistico che sta avvenendo sotto i nostri occhi nell’indifferenza generale. Si fanno progetti di valorizzazione dell’Appia, patrimonio dell’Unesco, con eventi, conferenze, ma si dimentica che l’Appia e la sua bellezza erano anche quei pini che stanno morendo sotto i nostri occhi. Nell’inerzia totale.
Cosi, in questa città, continuiamo a vedere alberi maestosi sacrificati, con crudeltà, per lasciar posto all’avanzata inesorabile di distese di cemento e di asfalto, a strade e parcheggi senza un albero, in una città che appare sempre più torrida e meno vivibile, con anziani e bambini costretti, in questo periodo, a frequentare parchi e aree verdi arse dal sole e diventate distese di erba secca. Davvero inaccettabile per una città turistica che dovrebbe accogliere al meglio i suoi ospiti curando e abbellendo i suoi spazi pubblici e le sue aree verdi, in particolare durante la stagione estiva.
Ma il destino degli alberi, in questa Città, sembra essere stato segnato, per sempre, il 29 Ottobre del 2018. Da quel tragico giorno, infatti, sembra che abbattere un albero secolare in questa Città sia un reato derubricato ed il pino è diventato un “assassino”. Alberi secolari abbattuti, per motivi di sicurezza, spesso aleatori, e rimpiazzati con piantumazioni posticce di alberelli in parchi e strade di periferia, lasciati poi in balia della siccità estiva e destinati, per lo più, alla morte per mancanza di acqua e di di irrigazione.
Ma un platano, come quelli abbattuti alle ex autolinee, o un pino, ci impiegano decine di anni per diventare così, producono quintali di ossigeno ogni anno, assorbono centinaia di chili di anidride carbonica e di inquinanti (soprattutto le pericolosissime polveri sottili) presenti in atmosfera, facendo da barriera al vento e quindi contenendo il freddo in inverno e facendo ombra e quindi diminuendo il caldo d’estate, contrastando il grave fenomeno dell’isola di calore. Senza contare i benefici psicologici del verde per i cittadini, in particolare per i più fragili: anziani e bambini.
Ora come dice il professore di botanica Stefano Mancuso: “le amministrazioni dovrebbe fare quanto possibile per raffreddare le città e le città si possono raffreddare con un sistema meraviglioso di raffreddamento, si chiamano alberi, e consentono di raffreddare le città anche di 8 gradi, e non 8 gradi, ma 3 gradi in meno, cambiano la vita di una città in estate”.
Una via d’uscita esiste per contrastare i Cambiamenti Climatici di cui già viviamo, sulla nostra pelle, gli effetti devastanti (ondate di calore, siccità, venti e piogge violente ed inondazioni), ma destinati ad aggravarsi nei prossimi anni. Chiede scelte personali, ma soprattutto scelte legislative europee e mondiali, e scelte delle nostre città a livello comunale: più alberi, meno asfalto, meno auto. Ci sono prove che questo aumenta la felicità di chi le abita e porta perfino più clienti ai negozi del centro.
Ora però, non si da applicazione alla mozione “Un grande PROGETTO DI FORESTAZIONE URBANA della Città contro i cambiamenti climatici e gli incendi-Censimento degli alberi-Piano del Verde Urbano” approvata dal Consiglio Comunale nella seduta del 16 dicembre 2024, e si continua invece ad abbattere, spesso immotivatamente, alberi, come se fossero diventati nemici dell’uomo in questa città. Allora vale la pena ricordare, che una città senza alberi, è una città destinata a perdere anche un pezzo importante della sua anima, e che gli alberi non sono nemici dell’uomo, ma solo preziosi organismi viventi che da millenni consentono la vita sul nostro pianeta“.
Così, in una nota, Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale Europa Verde Terracina e Consigliere Nazionale di Europa Verde.
