ELEZIONI SABAUDIA, MASSIMI (AZIONE): “SULL’EROSIONE COSTIERA STOP A MENZOGNE E SUPERFICIALITÀ”

Marco Massimi

Erosione costiera, il candidato consigliere comunale di Sabaudia per “Azione” Marco Massimi: “Basta superficialità e arroganza”

Il candidato di Azione Marco Massimi, naturalista da sempre impegnato – con la sua professione – nella tutela dell’ambiente e della natura, si esprime sul delicato tema dell’erosione costiera: “È possibile che l’erosione costiera sia l’emblema più paradigmatico di tutto ciò che non ha funzionato nell’ambito delle politiche ambientali. Non possiamo più permetterci di affrontare temi di tale complessità con superficialità e arroganza. Vi è stato detto che il problema dell’erosione delle spiagge è risolvibile riversandovi sopra della sabbia? O che basta gettarvi davanti dei massi frangiflutti, o costruire dei pennelli? Beh vi hanno detto una bugia. O, quantomeno, vi hanno omesso qualche particolare scomodo”.

Massimi prosegue, usando toni critici nei confronti delle precedenti gestioni politiche, nell’ambito del mare e della costa: “Continuare a gettare palate di sabbia su una spiaggia “bucata”, è proverbialmente come continuare a riempire una vasca senza più il tappo. Pensare che ricoprire di massi un posidonieto, o intercettare con un pennello una corrente marina, siano azioni senza conseguenze, significa semplicemente che si sta spostando un problema poco più in là, o un po’ di tempo in avanti, ma non lo si sta risolvendo”.

Il candidato fa anche riferimento al caso di Rio Martino: “Si è fatto un gran parlare dell’insabbiamento di Rio Martino e dei piani di ripascimento con finanziamenti da capogiro non sfruttati adeguatamente e sono entrambi argomenti assolutamente legittimi. Qualcuno, però, si è chiesto come mai un canale di bonifica si sta insabbiando, mentre le spiagge attorno stanno sparendo? Per carità, il bilancio sedimentologico di una spiaggia non è una semplice somma algebrica dei processi costruttivi e distruttivi della sabbia, ma sembrerebbe evidente che un qualche equilibrio si sia spezzato ed è lontano da ogni concetto di sostenibilità continuare a provare di risolverlo esasperando i fattori che lo hanno alterato”.

E prosegue: “C’è una ragione se la capacità dei fiumi di apportare sedimenti si sta depauperando e se si insabbiano, mentre il mare avanza divorando le nostre coste, ma fin da piccoli ci è stato raccontato che l’idroelettrico lungo i corsi d’acqua è un’energia pulita. Così come c’è una ragione se l’erosione è più accentuata laddove abbiamo scelto cemento e asfalto, invece del legno, bloccando quei serbatoi naturali di sabbia che sono le dune. C’è una ragione se chi di dovere ha selezionato alcuni tratti di costa come aree marine da tutelare e, forse, dovremmo lasciare che gli Enti di tutela mantengano ben salde le loro “grinfie” sui posidonieti che proteggono le nostre spiagge, trattengono i sedimenti e riforniscono il mare di flora e fauna”.

Massimi incentra il suo discorso sulla sostenibilità, oltre che sulla necessità di sensibilizzazione riguardo questi temi: “Come possiamo parlare di turismo sostenibile, se continuiamo a mentire spudoratamente, o, tuttalpiù, a cedere alla tentazione della facile omissione e nemmeno ci proviamo più a diffondere un pensiero di sostenibilità? Forse l’erosione costiera è l’impellenza ambientale più urgente del nostro territorio, ma qualcuno di voi ha mai visto a Sabaudia un cartello sulle passerelle che invita i turisti a togliersi la sabbia da piedi e asciugamani, prima di lasciare la spiaggia? Non vi cito gli studi che sono stati condotti su questo aspetto (comunque, con numeri sorprendentemente alti), ma non sono pazzo: non credo affatto che sgrullare l’asciugamano risolverà il problema, così come sistemare un rubinetto che gocciola non risolverà la crisi idrica nel mondo, o perseguire la differenziata farà sparire la plastica dagli oceani, ma sono questi piccoli messaggi e il loro significato che possono attecchire e spronare le persone, soprattutto i bambini, ad essere più coscienti e consapevoli di quello che gli succede intorno”.

E continua: “È questa rassegnazione alla mancanza di coscienza che sta intossicando il nostro ambiente, l’erosione costiera ne è solo il sintomo. Quando ci sentiamo chiedere se preferiamo la pace o il condizionatore acceso, o che i daini vanno rimossi dal Parco del Circeo, o che la nostra casa sulla spiaggia è parte del problema erosivo, quella verità ci offende e ci indigna e preferiamo ignorarla o osteggiarla, invece di affrontarle. Ogni volta che accettiamo in cambio, più o meno coscientemente, una menzogna, stiamo accettando anche un debito con la verità e presto o tardi quel debito va pagato. Non oggi, non domani, ma arriverà il momento in cui qualcuno, a livello economico o ambientale pagherà. Oggi stiamo pagando le menzogne del passato. Senza il coraggio di una nuova narrazione, i nostri figli pagheranno le nostre”.

Il candidato evidenzia poi quella che è la visione del partito, che vuole portare a Sabaudia un modello di sviluppo sostenibile: “Noi di Azione non crediamo di poter risolvere a Sabaudia un problema di respiro mondiale. Portare questa nuova narrazione, invece, sì. Questo vorremmo provare a farlo! E se gli interventi di ripascimento, le opere di difesa costiera, l’ingegneria naturalistica, le campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale saranno sostenibili economicamente, ambientalmente e socialmente, saremo i primi a promuoverle, a sostenerle e a portarle avanti”.

E prosegue: “Oggi non possiamo promettervi una spiaggia. Il tempo delle facili promesse è terminato. Un approccio diverso al problema dell’erosione costiera, così come a ogni altra questione ci sarà da affrontare, invece sì. Questo ve lo possiamo promettere. D’altra parte, è l’Unione Europea tutta che sta fronteggiando in modo sinergico il problema dell’erosione, così come quello dell’inquinamento, o dell’ingresso del cuneo salino nell’entroterra, dato che circa metà della popolazione comunitaria vive a meno di 50 chilometri dal mare e che gran parte della ricchezza economica europea proviene dalle attività costiere, come la pesca, i trasporti marittimi e il turismo. E lo sta facendo con un approccio integrato, declinato sulle diverse realtà, da quelle locali a quelle nazionali, visto che il mare non ha confini: il problema sulla costa di uno Stato membro, è anche il problema degli Stati confinanti, poco importa che ci sia una riga immaginaria che ne divida in due la costa”. 

Infine, conclude: “L’Unione Europea sta affrontando il problema e noi, come Sabaudia, come litorale laziale e come nazione, dobbiamo raccoglierne le intenzioni e remare tutti insieme affinché si possa scongiurare il peggiore degli scenari, ossia quello di un mare senza spiaggia. Il mare non è una risorsa solamente economica, ma anche storica, sociale e ambientale e i nostri sforzi saranno profusi nel trovare la strada più sostenibile per salvarlo”.

Articolo precedente

“LA QUINTA MAFIA”, INCONTRO A TERRACINA IL 30 APRILE

Articolo successivo

LATINA, “EDUCARE ALL’EUROPA”: IL TERZO INCONTRO FORMATIVO

Ultime da Politica