DROGA, ARMI E CONTANTI FALSI AD APRILIA: CONDANNATI IN DUE A 7 ANNI DI RECLUSIONE

Aprilia, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, detenzione di arma clandestina e monete contraffatte ed alterazioni di armi

Sono stati condannati a 7 anni di reclusione ciascuno i due giovani 23enni di Aprilia Valerio Messineo, difeso dall’avvocato Fabrizio D’Amico, e Roberto Lazar, assistito dall’avvocato Federico Savo. A stabilire la pena è stata, col giudizio abbreviato, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Mara Mattioli.

A dicembre scorso, era stata respinta la proposta di patteggiamento formulata dai legali dei due giovani di Aprilia, accusati di aver posseduto droga, armi e monete false.

Ad aprile 2025, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia avevano trovato nella loro disponibilità diverso materiale, nell’ambito del monitoraggio di aree interessate all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

I due giovani dovevano rispondere ora dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, detenzione di arma clandestina e monete contraffatte ed alterazioni di armi.

In primavera, i Carabinieri avevano proceduto ad un controllo presso un locale del posto in uso ai due 22enni, rinvenendo armi, denaro contante, banconote contraffatte, armi da fuoco, munizionamento, sostanza stupefacente di vario tipo e materiale per il confezionamento, ritenuti provento di attività illecita.

La sostanza stupefacente sequestrata era stata sottoposta alle analisi di laboratorio, quantitative e qualitative. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, erano stati tradotti presso la Casa Circondariale di Latina.

Tra il materiale sequestrato dai Carabinieri circa 20mila euro di contanti falsi e 10mila euro di soldi veri. Trovato anche un chilo di marijuana, tre etti di hashish e 20 grammi di cocaina, oltreché al materiale per il confezionamento della droga. Non solo. Nel locale c’erano due pistole, di cui una calibro 9 e una calibro 38, quasi 150 proiettili. Infine, anche undici cellulari e un passamontagna.

Dopo l’arresto, Messineo si era avvalso della facoltà di non rispondere, dichiarando spontaneamente che l’altro 22enne non era al corrente del materiale rinvenuto nel locale. Lazar, invece, aveva risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, sostenendo di non essere stato a conoscenza dell’esistenza di droga, armi e il resto del materiale sequestrato.

Il Gip Cario, all’esito dell’interrogatorio, aveva convalidato gli arresto e disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi i giovani. Carcere dove al momento rimangono ristretti i due giovani.

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